E’ tutta, In ogni umano stato, ozio la vita, Se quell’oprar, quel procurar che a degno Obbietto non intende, o che all’intento Giunger mai non potria, ben si conviene Ozioso nomar. (Giacomo Leopardi)
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domenica 22 dicembre 2013

Utile lista di Natale




  • Adam Adolphe (1803 – 1856), Cantique de Noël
  • Antonacci Pietro (XVIII secolo), Sinfonia Pastorale in sol
  • Bach Johann Sebastian (1865-1870), Magnificat in re maggiore BWV 243
  • Bach Johann Sebastian (1865-1870), Oratorium tempore nativitatis Christi, BWV 248
  • Bouzignac Guillaume (1587-1643), Noé! Pastores, Cantate Domino
  • Britten Benjamin (1013-1976), Ceremony of carols
  • Busoni Ferruccio, (1866-1924) Sonatina No.4, BV 274, Sonatina in diem nativitatis Christi MCMXVII [https://play.spotify.com/track/5V5IjHgqGaRKOgqQJWtCay]
  • Čajkovskij Pëtr Il’ič (1840-1893), Liturgia di S. Giovanni Crisostomo Op. 41
  • Canto gregoriano per il santo Natale
  • Charpentier Marc-Antoine (1643 – 1704), Antiennes O de l’Avent, H.36-43
  • Charpentier Marc-Antoine (1643 – 1704), In Nativitatem Domini Canticum H.314
  • Charpentier Marc-Antoine (1643 – 1704), Messe de minuit pour noël H.1
  • Charpentier Marc-Antoine (1643 – 1704), Pastorale sur la naissance de Notre Seigneur Jésus, H.483
  • Corelli Arcangelo (1653 – 1713), Concerto Grosso Op.6 n.8
  • Gabrieli Giovanni, (1554-1612) O magnum mysterium, Ch.3
  • Hammerschmidt Andreas (1611-1675), Alleluja! Freuet Euch, Ihr Christen alle Achtstimmige
  • Hassler Hans Leo (1564-1612), Angelus ad Pastores ait
  • Honegger Arthur (1892-1955), Une Cantate de Noël (Cantata di Natale)
  • In Natali Domini, musiche natalizie medievali
  • Liszt Franz  (1811-1886),  “Weihnachtsbaum”  (“L’ Albero  di  Natale”)
  • Manfredini Francesco (1684-1762), Concerto Grosso in Do Op.3 No.12 ‘Con Una Pastorale Per Il Santissimo Natale’
  • Monteverdi Claudio (1567-1643), Christe, Redemptor
  • Morandi Giovanni (1777-1856), Pastorale del Santissimo Natale
  • Pez Johann Christoph (1664-1716), Concerto Pastorale in Fa
  • Poulenc Francis (1899-1963), Gloria, FP 177 del 1959
  • Poulenc Francis (1899-1963), Quatre Motets pour le temps de Noël
  • Praetorius Michael (1571-1621), Singt, ihr lieben Christen all
  • Purcell Henry (1659-1695), Behold, I bring you glad tidings
  • Rutter John (1945), Music for Christmas (2001)
  • S. Rachmaninov (1873-1943), Quattro frammenti dalla Grande Veglia Notturna op. 37
  • Saint-Saens Camille (1835-1921), Oratorio de Noël, Op.12
  • Scarlatti Alessandro (1660-1725), Cantata per la notte di Natale di Nostro Signore
  • Schütz Heinrich (1585-1672), Hodie Christus natus est, SWV 456
  • Schütz Heinrich (1585-1672), Weihnachtshistorie “Historia der Geburt Jesu Christi” (SWV 435)
  • Stradella Alessandro (1644-1682), Cantata per il Santissimo Natale
  • Torelli Giuseppe (1658-1709), Concerto in sol Op.8 No.6 ‘…Per Il Santissimo Natale’
  • Vivaldi Antonio (1678-1741), Pastorale in La, dalla Sonata Op.13 No.4, RV 59
  • Vivaldi Antonio (1678-1741), Concerto in mi maggiore per violino, archi e b.c. RV 270 “Il Riposo… per il S. Natale”
  • Vivaldi Antonio (1678-1741), Gloria in re maggiore RV 589
  • Webern Anton (1883-1945), Dormi Jesu, Op. 16, No. 2
  • Williams John – “Merry Christmas”


  • http://www.ariberti.it/il-natale/classica-natale

    mercoledì 21 dicembre 2011

    Ritratti natalizi di amici di Facebook, 2

    Irada è la donna più misteriosa che ci sia su Facebook.
    Comprendere ciò che scrive Irada mi è impossibile, e credo sia impossibile per chiunque non possieda il codice segreto. Io non lo possiedo, questo codice, quindi non la capisco mai.
    "Mai" non è un'iperbole: sono sicuro di avere capito un paio di sue frasi qualche anno fa, ma sulla lunga distanza la mia incomprensione si avvicina asintoticamente allo zero.
    Irada è una scienziata (pazza?), ma ha studiato  filosofia e letteratura, credo. Forse ha fatto una tesi su Artaud.
    Si occupa anche di musica: apparentemente costruisce innovativi strumenti musicali.
    Prende parte a convegni di cui non comprendo nemmeno il titolo, sulla comunicazione, l'impresa, le neuroscienze e cose così.
    Mescola psicologia matematica arte, con nonchalance.
    Si occupa di ibridi pericolosi.

    Non so dove abiti, ma forse ha lavorato alle Seychelles.
    Credo che il suo nome venga dall'Oriente, ma non so da dove (e l'Oriente è grande).
    Talvolta sospetto che Irada non esista.
    Se non esistesse dovrebbero inventarla (anche perché è bellissima).


    Ritratti natalizi di amici di Facebook, 1

    Jacopo è un giovane intelligente e colto:
    all'università studia filosofia e poi musica e poi arte e poi di nuovo filosofia
    (le facoltà scientifiche non le ha ancora provate):
    cambia sovente, e fa bene, perché le gabbie non fanno per lui.

    Se c'è una cosa che Jacopo detesta è la grettezza culturale.
    E' un anarchico individualista e un esteta,
    cose entrambe che di solito mi fanno incazzare,
    ma non in lui: le porta con grazia e non potrebbe essere diverso.

    Jacopo è gentile e violento, discute con chiunque e non insulta nessuno,
    anche se talvolta si arrabbia o rattrista per certe reazioni ai suoi ragionamenti. Che facili non sono.
    Se vuoi incontrarlo cercalo di notte: lui non dorme come noi.

    Jacopo è vittima entusiasta della filosofia continentale,
    ma io spero ancora di liberarlo dal giogo metafisico.
    Un giorno forse ci riuscirò.

    sabato 25 dicembre 2010

    Benvenuti nel deserto del Natale (improponibile per Vogue.it...)

    A dare retta al filosofo Oswald Spengler, si direbbe che il tramonto dell’Occidente sia iniziato più di un secolo fa, anche se non se ne vede ancora la fine.
    In epoche di crisi come la nostra, i simboli a lungo lasciati vivere indisturbati diventano simboli scottanti, all’incrocio di terreni di battaglie ideologiche (si pensi al crocefisso in aula).
    Babbo Natale è uno di questi simboli, apparentemente innocui, segnali di epoche storiche appena trascorse, eppure irrecuperabili: la sua sorte sembra essere definitivamente segnata.
    In Nightmare before Christmas Tim Burton riservava a Santa Klaus (“Babbo Nachele”) una divertentissima serie di crudeltà: a causa di un equivoco veniva rapito e torturato prima di essere quasi ucciso da alcuni abitanti del regno di Halloween che avevano mal interpretato la volontà del suo sovrano, Jack Skeletron.
    Il capolavoro di Burton inscena diverse inquietudini proprie dell’immaginario natalizio: non in tutti i mondi si può capire il messaggio di gioia e bontà di cui è latore Babbo Natale. Se si abita un mondo orripilante (come quello di cui il mondo di Halloween è un’iperbole) il messaggio sarà inevitabilmente distorto e impregnato dell’orrore noto.
    In una società che fatica ad andare avanti, per non dire peggio, chi può ancora provare una gioia autentica di fronte a un simbolo fasullo come Babbo Natale? (La leggenda metropolitana secondo cui il Santa Klaus a noi noto sarebbe un’invenzione della Coca Cola è falsa, ma significativa).
    A fronte di persone il cui tenore di vita non è tale da permettere grandi sprechi nemmeno sotto le feste, a meno di indebitarsi, ci sono numerose altre persone che vorrebbero proteggere il loro mondo dorato, e continuare a far credere ai loro bambini che Babbo Natale esiste e porta i doni ai bimbi buoni.
    Purtroppo Babbo Natale non esiste, come ben sapevano le generazioni italiane precedenti il dominio del consumismo. E dopo una breve parentesi legata alla volontà di felicità della generazione del boom economico, di cui la Generazione X è figlia, ora questo è più evidente che mai: nessuna finzione edificante è possibile, e di fronte ai bambini si estende quello che, con un prestito da Matrix, lo psicoanalista e filosofo sloveno Slavoj Zizek chiama il deserto del reale.
    Benvenuti nel deserto del Natale.