La singolare iniziativa di Matteo permette l'incasso di 18 milioni di euro....soldi che serviranno per finanziare il PD e pagare i dipendenti...nell'era dell'autofinanziamento .....
,,,naturalmente critiche da parte di alcuni politici del PD.....Secondo costoro avvicinare gli imprenditori significa abbandonare l'idea di sinistra del partito...Infatti, si chiedono: ma, verso dove si va????.....Non sanno darsi la risposta. Occorrono investimenti e denaro in circolazione per aumentare la massa di spostamento del denaro....Se il capitale dovesse rimanere nelle banche....Chi dovrebbe investire e come e chi dovrebbe fare partire la produzione e la crescita???????...Certamente non gli operai ed i dipendenti o i pensionati......ma certamente i capitalisti, tantoi odiati.
...l'essere fuori dall'ideologia della lotta di classe basata sul concetto che il capitalista era il padrone cattivo pronto a licenziare e pronto allo sfruttamento...resta, invece, il concetto moderno che il capitalista è un lavoratore come il suo dipendente....Ha un potere diverso .....ma, con i suoi dipendenti potrà condividre la stessa finalità, quella di ottimizzare la produzione e la crescita grazie al suo capitale investitio e grazie al lavoro efficiente della sua squadra di lavoratori...Tutti devono responsabilizzarsi e tutti devono considerare la impresa come propria, l'Uno per ottenere un profitto e per reinvestire...gli Altri per avere il privilegio del posto di lavoro sicuro....Se si dovesse spezzare questo tipo di rapporto avremmo come risultato la nascita di un conflitto tra le due figure la cui conseguenza potrebbe essere, da un lato la minaccia di chiusura o di dislocazione della impresa, dall'altra l'uso dello strumento dello sciopero in difesa del posto. Pertanto, sia il posto e sia il profitto sono i due fattori determinanti e portanti della crescita. Questi due elementi devono finalizzarsi all'ottimizzazione ed all'armonico rapporto tra imprenditore e dipendente. Fuori da questa idea di società si va verso il conflitto sociale....si torna indietro...verso la vecchia società ove tutti erano contro tutti......I risultati dell'ideologia legata alla lotta di classe coi suoi strumenti di Partito e del sindacato sono storici e legati alla costruzione di una società equa e più giusta.....Oggi, tutto si è modificato; nel mondo globalizzato ci sono altre forme di rapporti e di competizione.
E’ tutta,
In ogni umano stato, ozio la vita,
Se quell’oprar, quel procurar che a degno
Obbietto non intende, o che all’intento
Giunger mai non potria, ben si conviene
Ozioso nomar. (Giacomo Leopardi)
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sabato 8 novembre 2014
lunedì 16 dicembre 2013
I 120 componenti della Direzione Nazionale del nuovo PD
Da oggi, o italiani progressisti, sperate in loro o prendetevela con loro:
Manuela Rontini, Cristiana Alicata, Giovanna Martelli, Silvia Fregolent, Teresa Armato, Francesca Puglisi, Francesca Bonomo, Simona Bonafe’, Alessia Rotta, Roberta Pinotti, Raffaella Paita, Mila Spicola, Lorenza Bonaccorsi, Estella Marino, Sabrina Capozzolo, Marina Sereni, Silvana Amati, Patrizia Prestipino, Elisa Filippi, Alexandra Coppola, Assunta Tartaglione, Giuliana Palma, Nadia Ginetti, Annapaola Concia, Maria Antezza, Laura Cantini, Teresa Piccione, Daniela Sbrollini, Claudia Mancina, Caterina Pes, Laura Venittelli, Lura Venturi, Marta Giovannini, Stefania Pezzopane, Caterina Bini, Cecile Kyenge, Lia Quartapelle, Rosa Maria Di Giorgi, Anna Ascani, Rosanna Filippin, Laura Puppato, Ilda Curti, Annapaola Cova, Marina Terragni, Elly Schlein, Beatrice Brignone, Elena Gentile, Rita Castellani, Maria Carmela Lanzetta, Graziano DelRio, Roberto Reggi, Matteo Richetti, Roberto Giachetti, Ermete Realacci, Paolo Gentiloni, Emauele Lodolini, Goffredo Bettini, Ernesto Magorno, Sandro Principe, Ettore Rosato, Antonello Giacomelli, Dario Nardella, Nicola Danti, Fabio Maccione, Emanuele Fiano, Gianluca Lioni, Renato Soru, Mario Morgoni, Antonio De Caro, Andrea Marcucci, Gavino Manca, Luigi Famiglietti, Fausto Recchia, Ivan Scalfarotto, Angelo Rughetti, Franco Mirabelli, Bruno Astorre, Marco Donati, Marco Guasticchi, Ciro Bonaiuto, Roger De Menech, Roberto Bizzo, Vincenzo De Luca, Salvatore Margiotta, Francesco Sanna, Francesco Boccia, Marco Minniti, Giorgio Tonini, Andrea Martella, Felice Casson, Paolo Cosseddu, Enzo Martines, Mirko Tutino, Samuele Agostini, Andrea Ranieri, Marco Sarracino, Thomas Castangia, Barbara Pollastrini, Concetta Raia, Rosa D'Amelio, Micaela Campana, Enza Bruno Bossio, Margherita Miotto, Valeria Fedeli, Anna Rossomando, Emma Petitti, Sesa Amici, Paola De Micheli, Michele Meta, Giuseppe Fioroni, Andrea Cozzolino, Roberto Gualtieri, Andrea Orlando, Matteo Orfini, Francesco Verducci, Andrea Manciulli, Stefano Fassina, Nico Stumpo, Alfredo D'Attorre, Maurizio Martina.
Manuela Rontini, Cristiana Alicata, Giovanna Martelli, Silvia Fregolent, Teresa Armato, Francesca Puglisi, Francesca Bonomo, Simona Bonafe’, Alessia Rotta, Roberta Pinotti, Raffaella Paita, Mila Spicola, Lorenza Bonaccorsi, Estella Marino, Sabrina Capozzolo, Marina Sereni, Silvana Amati, Patrizia Prestipino, Elisa Filippi, Alexandra Coppola, Assunta Tartaglione, Giuliana Palma, Nadia Ginetti, Annapaola Concia, Maria Antezza, Laura Cantini, Teresa Piccione, Daniela Sbrollini, Claudia Mancina, Caterina Pes, Laura Venittelli, Lura Venturi, Marta Giovannini, Stefania Pezzopane, Caterina Bini, Cecile Kyenge, Lia Quartapelle, Rosa Maria Di Giorgi, Anna Ascani, Rosanna Filippin, Laura Puppato, Ilda Curti, Annapaola Cova, Marina Terragni, Elly Schlein, Beatrice Brignone, Elena Gentile, Rita Castellani, Maria Carmela Lanzetta, Graziano DelRio, Roberto Reggi, Matteo Richetti, Roberto Giachetti, Ermete Realacci, Paolo Gentiloni, Emauele Lodolini, Goffredo Bettini, Ernesto Magorno, Sandro Principe, Ettore Rosato, Antonello Giacomelli, Dario Nardella, Nicola Danti, Fabio Maccione, Emanuele Fiano, Gianluca Lioni, Renato Soru, Mario Morgoni, Antonio De Caro, Andrea Marcucci, Gavino Manca, Luigi Famiglietti, Fausto Recchia, Ivan Scalfarotto, Angelo Rughetti, Franco Mirabelli, Bruno Astorre, Marco Donati, Marco Guasticchi, Ciro Bonaiuto, Roger De Menech, Roberto Bizzo, Vincenzo De Luca, Salvatore Margiotta, Francesco Sanna, Francesco Boccia, Marco Minniti, Giorgio Tonini, Andrea Martella, Felice Casson, Paolo Cosseddu, Enzo Martines, Mirko Tutino, Samuele Agostini, Andrea Ranieri, Marco Sarracino, Thomas Castangia, Barbara Pollastrini, Concetta Raia, Rosa D'Amelio, Micaela Campana, Enza Bruno Bossio, Margherita Miotto, Valeria Fedeli, Anna Rossomando, Emma Petitti, Sesa Amici, Paola De Micheli, Michele Meta, Giuseppe Fioroni, Andrea Cozzolino, Roberto Gualtieri, Andrea Orlando, Matteo Orfini, Francesco Verducci, Andrea Manciulli, Stefano Fassina, Nico Stumpo, Alfredo D'Attorre, Maurizio Martina.
15/12/2013 8.15.08 - http://www.salernonotizie.it/notizia.asp?ID=54286
PS: una di queste persone, una volta mi ha bloccato su Facebook perché avevo contestato al PD di non supportare adeguatamente la scuola pubblica. Dopo avermi bloccato mi ha inviato una delirante email schiumante rabbia cazzate e minacce.
Indovinate chi è tra i 120? :-D
domenica 15 dicembre 2013
Memorie d'altri tempi. La rottura con i progressisti.
(Un ricordo suscitato dalle discussioni sui cosiddetti "forconi" torinesi)
In fondo, che con l'idiozia di sinistra mi sarei sempre scontrato avrei dovuto capirlo fin da quella campagna elettorale del 2001. L'accordo tra il centro-sinistra e Rifondazione era fallito e io non avevo ancora deciso per chi votare. Propendevo per Rifondazione, le cui ragioni mi parevano migliori, ma - essendo giovane e pauroso - non volevo favorire la vittoria di Berlusconi.
Siccome mi è sempre piaciuto impegnarmi in qualcosa di inutile ma che mi fa sentire meglio, dopo essere andato a una riunione di cinque tristi compagni di Rifo, decisi di propormi al PD per dare una mano: avrei poi sempre potuto votare a mio piacimento ma almeno potevo rendermi utile per il presunto ideale schieramento comune.
Quelli del PDS, tra cui la futura attuale sindaca della mia città, mi misero a imbustare lettere elettorali, cosa che in parte umiliava le mie capacità intellettuali, ma in parte gratificava la mia stupida voglia di militanza.
Mentre si imbustava, si chiacchierava della situazione. A un certo punto una signora a me ben nota esclamò: "I giovani sono indecisi se votare Fini o Rifondazione. Quello che mi fa più rabbia è che Bertinotti è contento che vinca Fini!".
Lì non ci vidi più, mi pulii la lingua dalla schifosa colla progressista del cazzo, e le vomitai addosso tutto il mio disappunto: fu molto sorpresa di scoprire che seppur mi trovavo lì a imbustare le loro lettere di merda io simpatizzavo per Rifondazione.
Ovviamente non tornai più da loro, augurandogli di venire puniti dalla realtà, e votai convintamente Rifondazione sia alla Camera che al Senato (la decisione ultima la presi mentre scendevo a piedi la mia collina per recarmi al seggio: riflettei per tutto il cammino e la catena dei sillogisimi mi confermò che non si poteva stare dalla parte dei falsi riformisti).
Forse fu per quello che, come noto, perdemmo le elezioni.
In fondo, che con l'idiozia di sinistra mi sarei sempre scontrato avrei dovuto capirlo fin da quella campagna elettorale del 2001. L'accordo tra il centro-sinistra e Rifondazione era fallito e io non avevo ancora deciso per chi votare. Propendevo per Rifondazione, le cui ragioni mi parevano migliori, ma - essendo giovane e pauroso - non volevo favorire la vittoria di Berlusconi.
Siccome mi è sempre piaciuto impegnarmi in qualcosa di inutile ma che mi fa sentire meglio, dopo essere andato a una riunione di cinque tristi compagni di Rifo, decisi di propormi al PD per dare una mano: avrei poi sempre potuto votare a mio piacimento ma almeno potevo rendermi utile per il presunto ideale schieramento comune.
Quelli del PDS, tra cui la futura attuale sindaca della mia città, mi misero a imbustare lettere elettorali, cosa che in parte umiliava le mie capacità intellettuali, ma in parte gratificava la mia stupida voglia di militanza.
Mentre si imbustava, si chiacchierava della situazione. A un certo punto una signora a me ben nota esclamò: "I giovani sono indecisi se votare Fini o Rifondazione. Quello che mi fa più rabbia è che Bertinotti è contento che vinca Fini!".
Lì non ci vidi più, mi pulii la lingua dalla schifosa colla progressista del cazzo, e le vomitai addosso tutto il mio disappunto: fu molto sorpresa di scoprire che seppur mi trovavo lì a imbustare le loro lettere di merda io simpatizzavo per Rifondazione.
Ovviamente non tornai più da loro, augurandogli di venire puniti dalla realtà, e votai convintamente Rifondazione sia alla Camera che al Senato (la decisione ultima la presi mentre scendevo a piedi la mia collina per recarmi al seggio: riflettei per tutto il cammino e la catena dei sillogisimi mi confermò che non si poteva stare dalla parte dei falsi riformisti).
Forse fu per quello che, come noto, perdemmo le elezioni.
Per un po' mi sentii abbastanza in colpa; forse quel senso di colpa fu determinante nel 2008, quando pensai bene di votare PD per la prima e ultima volta in vita mia (in realtà non è del tutto vero: alle comunali avevo già votato il marito di quella geniale signora, per motivi affettivi).
Poco dopo le elezioni vidi che Veltroni non aveva alcuna intenzione di fare opposizione e compresi che aveva voluto perdere: meglio Berlusconi che allearsi con i comunisti.
Poco dopo le elezioni vidi che Veltroni non aveva alcuna intenzione di fare opposizione e compresi che aveva voluto perdere: meglio Berlusconi che allearsi con i comunisti.
Chi è che era più contento per la vittoria di Fini? Il comunista stupido ed egocentrico oppure il traditore affarista e servo della borghesia? Dopo 12 anni non ho più alcun dubbio.
domenica 21 aprile 2013
Dare la colpa a Rodotà
Civati ha spiegato che Rodotà non era eleggibile: lo ha spiegato come se si trattasse di una legge fisica, stupidi coloro che pensano di potervisi opporre. "Rodotà non ha i voti, in quell’aula. Se il Pd non ha votato Prodi, è un
po’ difficile immaginare che voti Rodotà. Perché c’è una parte del Pd
che non guarda al M5S ma a destra."
I numeri dunque non c'erano perché una parte del PD non avrebbe MAI votato per Rodotà. E' una questione di fatto, non ci si poteva fare nulla così come non si può cambiare il corso del sole: una parte del PD guarda a destra, non a sinistra. E Rodotà è di sinistra (Napolitano e Prodi, evidentemente no).
Se prendiamo per buona questa spiegazione, rinunciamo a domandare PERCHÉ MAI sia legittimo che una parte del PD non fosse disposta a votare Rodotà, per altro non dissimile dalla parte che non è stata disposta a votare neanche Prodi (quindi destra/sinistra non spiega tutto, perché se bisognava intercettare i voti della parte del PD che guarda a destra, e se Prodi è di destra, li si sarebbe dovuti intercettare, mentre cioò non è successo).
Partendo dalle premesse di Civati, comunque, mi pare che l'unica cosa razionale da fare fosse questa: siccome Grillo aveva detto che avrebbe votato Prodi (risultato al penultimo posto nelle quirinarie del M5s) solo se Rodotà avesse rinunciato, BISOGNAVA CERCARE DI CONVINCERE RODOTÀ A RINUNCIARE PRIMA DEL QUARTO SCRUTINIO, e convergere su Prodi insieme al M5s.
Rodotà li avrebbe mandati affanculo, ma a quel punto avrebbero potuto dare tutta la colpa a lui. E' un'astuzia di cui non mi sarei privato, se avessi avuto la mala ventura di essere un geniale stratega di questo bel PD.
I numeri dunque non c'erano perché una parte del PD non avrebbe MAI votato per Rodotà. E' una questione di fatto, non ci si poteva fare nulla così come non si può cambiare il corso del sole: una parte del PD guarda a destra, non a sinistra. E Rodotà è di sinistra (Napolitano e Prodi, evidentemente no).
Se prendiamo per buona questa spiegazione, rinunciamo a domandare PERCHÉ MAI sia legittimo che una parte del PD non fosse disposta a votare Rodotà, per altro non dissimile dalla parte che non è stata disposta a votare neanche Prodi (quindi destra/sinistra non spiega tutto, perché se bisognava intercettare i voti della parte del PD che guarda a destra, e se Prodi è di destra, li si sarebbe dovuti intercettare, mentre cioò non è successo).
Partendo dalle premesse di Civati, comunque, mi pare che l'unica cosa razionale da fare fosse questa: siccome Grillo aveva detto che avrebbe votato Prodi (risultato al penultimo posto nelle quirinarie del M5s) solo se Rodotà avesse rinunciato, BISOGNAVA CERCARE DI CONVINCERE RODOTÀ A RINUNCIARE PRIMA DEL QUARTO SCRUTINIO, e convergere su Prodi insieme al M5s.
Rodotà li avrebbe mandati affanculo, ma a quel punto avrebbero potuto dare tutta la colpa a lui. E' un'astuzia di cui non mi sarei privato, se avessi avuto la mala ventura di essere un geniale stratega di questo bel PD.
martedì 4 dicembre 2012
Passate le primarie ecco a voi... Piddini che minacciano via mail
La premessa è che avevo fatto notare (come altri) a quest* militante del PD che se da una parte fanno sembiante di difendere la scuola pubblica, dall'altra parte il loro partito favorisce in tutti i modi possibili la scuola privata (a cominciare da Luigi Berlinguer, che ne sdoganò il finanziamento anticostituzionale).
Non ho insultato questa persona (su Facebook non insulto mai nessuno, a meno che qualcuno non mi insulti per primo e mi faccia perdere le staffe, e questo non era il caso) ma ho soltanto argomentato con una certa durezza e un evidente sarcasmo. Nulla però, a mio avviso, di tale da giustificare una reazione simile.
Evidentemente avevo sottovalutato la grandissima coda di paglia di chi mette la sua faccia accanto al simbolo PD, magari anche in buona fede.
Questa la mail che ho ricevuto da questa persona, contestualmente al ban comminatomi su FB:
"senti ci hai davvero rotto le scatole che vuoi dimostrare fascistazzo subdolo? che chi non la pensa come te è un cretino? Mi spiace non essere più nel pd giusto solo per contraddire una persona intollerante, presuntuosa e fastidiosa come te. Adesso io ti blocco, non perchè la pensi diversamente da me, ma solo perchè ho capito che lo stai facendo apposta, senza nessun intento costruttivo ma solo per dar fastidio e a me la gente nata non per migliorare il mondo e i rapporti umani ma solo intenzionata a sputare sentenze sugli altri, a dare del "voi e noi", a dar fastidio solo per il gusto di dar fastidio, non mi cala giù. e siccome i contatti si chiamano "amici", non ti banno per censura, ma solo perchè, ai sensi della legge del rispetto e della privacy, sei ostinato, maleducato, cafone, irrispettoso, fastidioso, insiestente e scusami se concludo con questo: falso. Detto ciò, se solo vedo che mi nomini da qualche parte ti segnalo e ti ricordo che la diffamazione (non la critica), bensì la diffamazione, cioè quella che stai praticando da qualche ora,
Non ho insultato questa persona (su Facebook non insulto mai nessuno, a meno che qualcuno non mi insulti per primo e mi faccia perdere le staffe, e questo non era il caso) ma ho soltanto argomentato con una certa durezza e un evidente sarcasmo. Nulla però, a mio avviso, di tale da giustificare una reazione simile.
Evidentemente avevo sottovalutato la grandissima coda di paglia di chi mette la sua faccia accanto al simbolo PD, magari anche in buona fede.
Questa la mail che ho ricevuto da questa persona, contestualmente al ban comminatomi su FB:
"senti ci hai davvero rotto le scatole che vuoi dimostrare fascistazzo subdolo? che chi non la pensa come te è un cretino? Mi spiace non essere più nel pd giusto solo per contraddire una persona intollerante, presuntuosa e fastidiosa come te. Adesso io ti blocco, non perchè la pensi diversamente da me, ma solo perchè ho capito che lo stai facendo apposta, senza nessun intento costruttivo ma solo per dar fastidio e a me la gente nata non per migliorare il mondo e i rapporti umani ma solo intenzionata a sputare sentenze sugli altri, a dare del "voi e noi", a dar fastidio solo per il gusto di dar fastidio, non mi cala giù. e siccome i contatti si chiamano "amici", non ti banno per censura, ma solo perchè, ai sensi della legge del rispetto e della privacy, sei ostinato, maleducato, cafone, irrispettoso, fastidioso, insiestente e scusami se concludo con questo: falso. Detto ciò, se solo vedo che mi nomini da qualche parte ti segnalo e ti ricordo che la diffamazione (non la critica), bensì la diffamazione, cioè quella che stai praticando da qualche ora,
[AFFERMAZIONE DEL TUTTO FALSA VISTO CHE IO STAVO PARLANDO DELLE POLITICHE DEL PD]
è reato. cercalo nel vocabolario e acculturati. Impara tu la
rete rispettando gli altri. E ricordati: chi non accetta le posizioni
degli altri, che siano nel pd, nel pdl, nell udc, nel m5s, poco conta,
chi non le accetta, si chiama solo in un modo: fascista.
[SAREBBE INTERESSANTE CAPIRE COME SI ISTITUISCE LA DIFFERENZA TRA CRITICARE E "NON ACCETTARE" DATO CHE IO STAVO SEMPLICEMENTE CIRTICANDO LA DOPPIEZZA DEL PD IN FATTO DI SCUOLE PRIVATE, DOPPIEZZA CONFERMATA ALCUNI GIORNI FA CON LA MANCATA PROTESTA DA PARTE DEL PD PER LA PROPOSTA DI CANCELLAZIONE DELL'IMU PER LE PRIVATE]
e va contro il 3
articolo della costituzione italiana:
[NIENTEPOPODIMENOCHÈ. PECCATO CHE NELLA COSTITUZIONE SI PARLI DI UGUAGLIANZA DAVANTI ALLA LEGGE E NON NELLE OPINIONI DEI CITTADINI... COSA NON SI FA PER PROVARE A INTIMIDIRE]
nessuno deve essere discriminato o
offeso per le proprie poszioni politiche. e già adesso dunque non lo
hai rispettato. è un altro reato.
[ADDIRITTURA UN REATO! SOSTANZIALMENTE SE UNO CRITICA PUBBLICAMENTE LE POLITICHE DEL PD È UN REO, QUESTO S'È CAPITO BENE]
questo per dire: sei più confuso che
altro, sei più ignorante che altro.
[QUESTA ACCUSA DI IGNORANZA È ABBASTANZA RICORRENTE E SEMPRE BELLA, TROVO: SI TRATTA SOSTANZIALMENTE DI UNA DELLE FORZE POLITICHE PIÙ OSCURANTISTE D'EUROPA I CUI GALLETTI CHE PENSANO DI OFFENDERE DANDO DELL'IGNORANTE A QUALCUNO CHE NON LO È...]
e solo: calmati, rilassati. e pensa
meno di essere un grand'uomo, sei solo una persona che crede di fare il
figo ma offende soltanto e con falsità.
[EVIDENTEMENTE "FARE IL FIGO" È UNA COSA CHE POSSONO FARE IN POCHI, E SOLO SE SINCERI DEMOCRATICI]
***
Aggiunta 15 dicembre 2013
Rileggendo queste righe mi domando se questa persona, ora che sta nella Direzione Nazionale del PD e ha soddisfatto la sua smodata ambizione, diventerà ancora più stupida e aggressiva di quanto già non sembrasse essere un anno fa.
***
Aggiunta 15 dicembre 2013
Rileggendo queste righe mi domando se questa persona, ora che sta nella Direzione Nazionale del PD e ha soddisfatto la sua smodata ambizione, diventerà ancora più stupida e aggressiva di quanto già non sembrasse essere un anno fa.
giovedì 29 novembre 2012
10 ipotetiche ragioni per votare Renzi (da verificare)
1) sul TAV ha una posizione più ragionevole, Bersani è un pasdaran del TAV incaprettato al gruppo dirigente piemontese
2) è assurdo dire che Renzi sia di destra e Bersani di sinistra: le politiche del PD sono comunque di destra, le maschere non contano più niente. Renzi rappresenta il vettore risultante, l'essenza, di tutti i vettori sparsi che compongono il campo di forze del PD
3) Renzi potrebbe governare senza sottomettersi a Casini, Bersani no
4) c'è bisogno di un radicale cambiamento all'interno del PD. Di qualsiasi tipo, ma cambiamento
5) non è vero che non conta nulla che sia giovane: il cervello di un giovane funziona meglio di quello di un anziano e probabilmente per governare occorre usare il cervello.
NB: questo non è un argomento "nazista" e nemmeno "di destra". Semplicemente sarebbe ora di finirla di ignorare totalmente i dati della ricerca in neuroscienza cognitiva
[http://elders.uaa.alaska.edu/powerpoints/bp-conf05/lucchino_cognition.pdf
http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=the-aging-brain-is-it-les
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK3885/]
6) è leggermente più simpatico di Bersani
7) è più comunicativo di Bersani
8) potrebbe essere più intelligente di Bersani
9) disputarsi con lui per una vera democratizzazione della politica italiana sarebbe probabilmente più facile che lottare contro il vecchio establishment del PD (per esempio, non mi stupirebbe che fosse più aperto verso la democrazia liquida)
10) se il PD non reggesse alla vittoria di Renzi e implodesse, la transizione verso la (ri)nascita della sinistra italiana sarebbe accelerata
2) è assurdo dire che Renzi sia di destra e Bersani di sinistra: le politiche del PD sono comunque di destra, le maschere non contano più niente. Renzi rappresenta il vettore risultante, l'essenza, di tutti i vettori sparsi che compongono il campo di forze del PD
3) Renzi potrebbe governare senza sottomettersi a Casini, Bersani no
4) c'è bisogno di un radicale cambiamento all'interno del PD. Di qualsiasi tipo, ma cambiamento
5) non è vero che non conta nulla che sia giovane: il cervello di un giovane funziona meglio di quello di un anziano e probabilmente per governare occorre usare il cervello.
NB: questo non è un argomento "nazista" e nemmeno "di destra". Semplicemente sarebbe ora di finirla di ignorare totalmente i dati della ricerca in neuroscienza cognitiva
[http://elders.uaa.alaska.edu/powerpoints/bp-conf05/lucchino_cognition.pdf
http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=the-aging-brain-is-it-les
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK3885/]
6) è leggermente più simpatico di Bersani
7) è più comunicativo di Bersani
8) potrebbe essere più intelligente di Bersani
9) disputarsi con lui per una vera democratizzazione della politica italiana sarebbe probabilmente più facile che lottare contro il vecchio establishment del PD (per esempio, non mi stupirebbe che fosse più aperto verso la democrazia liquida)
10) se il PD non reggesse alla vittoria di Renzi e implodesse, la transizione verso la (ri)nascita della sinistra italiana sarebbe accelerata
venerdì 27 gennaio 2012
martedì 13 dicembre 2011
Questa gente sguazza nell'Orrore
L'accaduto è semplice: una
manifestazione di rabbia razzista contro un presunto stupro di una
sedicenne ad opera di due rom. La conseguenza è elementare. Una
manifestazione razzista nel quartiere di Torino in cui lo stupro NON
è avvenuto, gente rabbiosa e pronta a “fare giustizia”, un
mancato pogrom, l'incendio delle squallide baracche generosamente
concesse a una cinquantina di rom (20 bambini) dalla prosperosa e
civile città di Torino, la cui demente borghesia è tutta tronfia
per il l'abbellimento del centro città.
C'è poi una segretaria provinciale del PD, che è anche presidente di circoscrizione e partecipa alla manifestazione, chissà perché: la manifestazione organizzata con l'apporto degli ultras della Juventus si riunisce sulla base di manifesti che non lasciano spazio a interpretazioni: “ripuliamo la Continassa”.
C'è poi una segretaria provinciale del PD, che è anche presidente di circoscrizione e partecipa alla manifestazione, chissà perché: la manifestazione organizzata con l'apporto degli ultras della Juventus si riunisce sulla base di manifesti che non lasciano spazio a interpretazioni: “ripuliamo la Continassa”.
Il quartiere deve essere ripulito dai
rom, la vera sporcizia. Quando il pogrom ha inizio i carabinieri
hanno già allontanato le vittime prescelte: la segretaria del PD
sostiene poi di avere chiesto i rinforzi, come se ce ne fosse
bisogno, come se fosse lei a doverli chiedere. MA lei doveva essere
lì, bisognava monitorare, chissà cosa sarebbe successo senza di
lei. La sua frase a cose fatte ne fotografa l'insipienza politica e personale: “Temevo il peggio, mai visto nulla del genere”.
Questa gente non chiede mai scusa, e
non parlo dei razzisti selvaggi che volevano forse vedere il sangue:
parlo dei politici del PD, governativi per definizione. Se c'è una
manifestazione di persone esasperate ma che non puzzi di sinistra
loro ci vanno: mantenere il contatto con la gente per loro vuol dire
non perdere ulteriori consensi a favore della Lega (quando sarebbe
forse bastato studiare il federalismo e non lasciarlo ai bifolchi).
Chiamano fascisti i NoTav, elargiscono appalti ai cari imprenditori,
ma ai rom dedicano poche risorse, infastiditi dalla loro
insignificanza. Occuparsi politicamente dei rom è un sacrificio, la
borghesia non sa che farsene, puzzano, mendicano e rubano.
Questa gente sguazza nell'Orrore: non
i rom e i sinti, persone che difendono anarchicamente la loro
umanità, quasi stritolata dall'alienazione della civiltà
occidentale, bensì questi politici di un partito che finge ancora di
essere stato di sinistra. Trattano con l'Orrore, vogliono
addomesticarlo senza rendersi conto (o fottendosene o piagnucolando)
che l'Orrore li ha trasformati in persone orride.
Idioti, servi del potere, miserabili
burattini sdraiati sul loro fragile consenso.
È un potere che inizia a tramontare,
il loro, e per il quale nessuna comprensione, nessuna pietà ci è
rimasta.
lunedì 27 giugno 2011
Sono troppo incazzato per scrivere... (Verso Val di Susa, 0)
...ma due cari amici esprimono bene il mio sentimento verso l'attacco poliziesco contro i NoTav e l'inizio di questa Grande Opera di Merda che sarà una linea che verrà completata più o meno quando, tra dieci anni, l'Italia farà default. E non ci saranno i soldi per salvarci, ma per andare a parigi in fretta sì.
Buon viaggio stronzi, spero che i parigini vi tratteranno come vi meritate: a pesci in faccia.
1) La TAV è un pacco - per la nazione, non (solo) per la val di Susa - né più né meno del ponte sullo Stretto, delle centrali nucleari o di Protezione Civile SpA e Difesa SpA. Devi pensare a quelli che, dopo avere molto riso la notte del terremoto a L'Aquila, ora stanno ridendo pensando alle babushke valligiane che vengono menate dalle "forze dell'ordine".
2) INDOVINELLO: Costa troppo ( la linea, per la parte di competenza italiana, tra 15 e 20 miliardi di euro, 662,6 milioni di finanziamenti europei ancora da utilizzare ) e serve a poco (solo quest'anno il traffico merci tra Italia e Francia è diminuito del 46 %, seguendo un trend in atto da diversi anni )" .... cos'é ?
Buon viaggio stronzi, spero che i parigini vi tratteranno come vi meritate: a pesci in faccia.
1) La TAV è un pacco - per la nazione, non (solo) per la val di Susa - né più né meno del ponte sullo Stretto, delle centrali nucleari o di Protezione Civile SpA e Difesa SpA. Devi pensare a quelli che, dopo avere molto riso la notte del terremoto a L'Aquila, ora stanno ridendo pensando alle babushke valligiane che vengono menate dalle "forze dell'ordine".
2) INDOVINELLO: Costa troppo ( la linea, per la parte di competenza italiana, tra 15 e 20 miliardi di euro, 662,6 milioni di finanziamenti europei ancora da utilizzare ) e serve a poco (solo quest'anno il traffico merci tra Italia e Francia è diminuito del 46 %, seguendo un trend in atto da diversi anni )" .... cos'é ?
martedì 10 maggio 2011
Punzecchiatore di assessori del PD
Scuola materna Il Melograno
10 maggio 2011
08:30 a 09:30
Ilda Curti e i suoi volontari incontrano i genitori all’ingresso della scuola materna Il Melograno, in via Santa Chiara 10.
3 Commenti+ COMMENTA

Edoardo Acotto 10 maggio 2011 alle 10:38
A parte che quando siamo entrati nel nostro asilo, come tutti i giorni, nessuno ci ha invitati a incontrarci con Ilda Curti (e qualcuno non l’ha nemmeno riconosciuta), pertanto il titolo andava cambiato in “Ilda Curti e i suoi volontari incontrano UN’EDUCATRICE E I GENITORI E SALUTA I GENITORI CHE LA CONOSCONO all’ingresso della scuola materna Il Melograno, in via Santa Chiara 10.”.
A parte che se veramente ci si voleva incontrare era bene annunciarcelo prima, dato che di solito i genitori a quelle ore non hanno tempo per gli incontri ma corrono al lavoro.
Ma soprattutto: un incontro con i genitori del Melograno lo si doveva proprio fare a 5 giorni dalle elezioni municipali? Non c’era tempo nei mesi, per non dire negli anni, precedenti?
La mia domanda è ovviamente retorica, ma non vorrei che il pensiero unico che domina la nostra città permettesse di pensare che i cittadini non vedano, non sentano, non parlino e soprattutto non pensino.
Coi migliori saluti
Edoardo Acotto
REPLICA

Ilda Curti 10 maggio 2011 alle 10:50
Capisco l’esprit polemico e non tutto è noto. Mia figlia è stata una bambina del Melograno, ne è uscita 8 anni fa. Io sono stata eletta Presidente del Comitato di Circolo negli anni in cui è stata lì. Facevo volantinaggio davanti (senza disturbare dentro, perchè nelle scuole non si entra) e ho incontrato la maestra di mia figlia. Partecipo quasi tutti gli anni alla festa del Nido. Non avevo ancora visitato la nuova sede (un po’ assurda), perchè faccio parte di quei genitori che hanno scommesso su quel nido quando nessuno voleva andarci. Sono rimasta in contatto con le maestre e le operatrici, perchè sono figure importanti nella rete affettiva di mia figlia. I due anni e mezzo passati lì sono stati tra i più importanti e belli dell’infanzia della bimba. Moltissimi miei amici hanno avuto ed hanno figli in quel nido, li conosco, ci parlo e i nostri figli giocano ancora insieme e sono amici.
Dobbiamo buttarla sempre in politica?
REPLICA

Edoardo Acotto 10 maggio 2011 alle 12:57
Benissimo, il contesto cambia sensibilmente. Il problema però rimane: un assessore è un personaggio pubblico, fa campagna elettorale, ha un blog, usa Facebook e Twitter e le sue azioni pubbliche hanno una (voluta) risonanza pubblica.
Proprio perché mi era venuto il dubbio sulla natura della sua presenza al Melograno, per disambiguarlo ho subito guardato l’agenda qui pubblicata. Senza possibilità di dubbio si legge: “10 maggio 2011 08:30 a 09:30 Ilda Curti e i suoi volontari incontrano i genitori all’ingresso della scuola materna Il Melograno, in via Santa Chiara 10.”
Ergo, non ho tutti i torti a ritenere che, almeno sul piano della comunicazione, qui ci sia qualcosa di non veritiero (non dico intenzionalmente): noi genitori non siamo stati affatto “incontrati”. Non io almeno, pur essendole passato accanto.
Sarebbe certamente molto importante che i cittadini potessero incontrare gli amministratori della cosa pubblica e la mia osservazione polemica si riferisce alla sensazione di essere stato defraudato a priori di questa possibilità (certo non solo in questa occasione: quando sono andato all’incontro dei candidati alle primarie sul tema asili e scuole, al pubblico non è stata concesso neanche una domanda, indizio di una gestione semplicistica del rapporto cittadini/classe politica).
A mio parere non è in questo modo che si costruisce una buona gestione del consenso, posto che questo sia un obiettivo condivisibile (se aumenta la convivenza civile e la partecipazione alla politica, lo è senz’altro).
La mia critica è naturalmente generale e non specifica e si riferisce a questo tipo di situazioni più che alla situazione singola.
Riguardo al “buttarla sempre in politica”, credo proprio che la politica come “semplice amministrazione” sia un mito cui non credono più in molti, non di questi tempi almeno.
Grazie per la gentile risposta, rinnovo i miei migliori saluti.
Edoardo Acotto
REPLICA
10 maggio 2011
08:30 a 09:30
Ilda Curti e i suoi volontari incontrano i genitori all’ingresso della scuola materna Il Melograno, in via Santa Chiara 10.
3 Commenti+ COMMENTA
Edoardo Acotto 10 maggio 2011 alle 10:38
A parte che quando siamo entrati nel nostro asilo, come tutti i giorni, nessuno ci ha invitati a incontrarci con Ilda Curti (e qualcuno non l’ha nemmeno riconosciuta), pertanto il titolo andava cambiato in “Ilda Curti e i suoi volontari incontrano UN’EDUCATRICE E I GENITORI E SALUTA I GENITORI CHE LA CONOSCONO all’ingresso della scuola materna Il Melograno, in via Santa Chiara 10.”.
A parte che se veramente ci si voleva incontrare era bene annunciarcelo prima, dato che di solito i genitori a quelle ore non hanno tempo per gli incontri ma corrono al lavoro.
Ma soprattutto: un incontro con i genitori del Melograno lo si doveva proprio fare a 5 giorni dalle elezioni municipali? Non c’era tempo nei mesi, per non dire negli anni, precedenti?
La mia domanda è ovviamente retorica, ma non vorrei che il pensiero unico che domina la nostra città permettesse di pensare che i cittadini non vedano, non sentano, non parlino e soprattutto non pensino.
Coi migliori saluti
Edoardo Acotto
REPLICA
Ilda Curti 10 maggio 2011 alle 10:50
Capisco l’esprit polemico e non tutto è noto. Mia figlia è stata una bambina del Melograno, ne è uscita 8 anni fa. Io sono stata eletta Presidente del Comitato di Circolo negli anni in cui è stata lì. Facevo volantinaggio davanti (senza disturbare dentro, perchè nelle scuole non si entra) e ho incontrato la maestra di mia figlia. Partecipo quasi tutti gli anni alla festa del Nido. Non avevo ancora visitato la nuova sede (un po’ assurda), perchè faccio parte di quei genitori che hanno scommesso su quel nido quando nessuno voleva andarci. Sono rimasta in contatto con le maestre e le operatrici, perchè sono figure importanti nella rete affettiva di mia figlia. I due anni e mezzo passati lì sono stati tra i più importanti e belli dell’infanzia della bimba. Moltissimi miei amici hanno avuto ed hanno figli in quel nido, li conosco, ci parlo e i nostri figli giocano ancora insieme e sono amici.
Dobbiamo buttarla sempre in politica?
REPLICA
Edoardo Acotto 10 maggio 2011 alle 12:57
Benissimo, il contesto cambia sensibilmente. Il problema però rimane: un assessore è un personaggio pubblico, fa campagna elettorale, ha un blog, usa Facebook e Twitter e le sue azioni pubbliche hanno una (voluta) risonanza pubblica.
Proprio perché mi era venuto il dubbio sulla natura della sua presenza al Melograno, per disambiguarlo ho subito guardato l’agenda qui pubblicata. Senza possibilità di dubbio si legge: “10 maggio 2011 08:30 a 09:30 Ilda Curti e i suoi volontari incontrano i genitori all’ingresso della scuola materna Il Melograno, in via Santa Chiara 10.”
Ergo, non ho tutti i torti a ritenere che, almeno sul piano della comunicazione, qui ci sia qualcosa di non veritiero (non dico intenzionalmente): noi genitori non siamo stati affatto “incontrati”. Non io almeno, pur essendole passato accanto.
Sarebbe certamente molto importante che i cittadini potessero incontrare gli amministratori della cosa pubblica e la mia osservazione polemica si riferisce alla sensazione di essere stato defraudato a priori di questa possibilità (certo non solo in questa occasione: quando sono andato all’incontro dei candidati alle primarie sul tema asili e scuole, al pubblico non è stata concesso neanche una domanda, indizio di una gestione semplicistica del rapporto cittadini/classe politica).
A mio parere non è in questo modo che si costruisce una buona gestione del consenso, posto che questo sia un obiettivo condivisibile (se aumenta la convivenza civile e la partecipazione alla politica, lo è senz’altro).
La mia critica è naturalmente generale e non specifica e si riferisce a questo tipo di situazioni più che alla situazione singola.
Riguardo al “buttarla sempre in politica”, credo proprio che la politica come “semplice amministrazione” sia un mito cui non credono più in molti, non di questi tempi almeno.
Grazie per la gentile risposta, rinnovo i miei migliori saluti.
Edoardo Acotto
REPLICA
giovedì 6 maggio 2010
Depressione politica
(aggiornamento 21 dicembre 2010)
Anche stasera, speravo, insieme ad altri, che allla riunione si decidesse che avremmo fatto una lista civica con le nostre idee, umilmente ma senza badare alle contingenze politiche, per affermare ciò che davvero crediamo.
Pare impossibile, almeno per ora, ma io non mi lascio scoraggiare: sono sicuro di poter trovare QUALCUNO CHE LA PENSI ESATTAMENTE COME ME...
***
(6 maggio 2010)
La riunione da Terry è stata depressiva perché mi ha chiaramente manifestato la mancanza di un orizzonte comune per "la sinistra" torinese e nazionale (lasciamo perdere quella internazionale).
Viene da pensare che cazzeggiare alla Toni Negri sia l'unico modo di consolarsi fingendo ancora di pensare (al)la poltica.
Che cosa ci distingue da quelli del PD? Loro vogliono amministrare, possono anche essere spinti dalle migliori intenzioni del mondo, però hanno come uno scudo protettivo nella coscienza, per cui non si sentono in dovere di non tollerare gli orrori che la semplice ammministrazione dell'esistente inevitabilmente produce.
Noi non vogliamo tollerare l'orrore, ci appare chiaramente che "ne va" della nostra dignità umana. E' questo il concetto che ci frega.
Forse i compagni "non non-violenti" hanno ugualmente rinunciato alla loro dignità umana, accettando di poter eventualmente ferire e uccidere, persino gli innocenti (come ad Atene) o persone che difendono l'orrrore ma non ne sono direttamente responsabili (come i poliziotti in Val di Susa).
Mi sento come Kurz prima di farsi ammazzare: politicamente, vedo ormai solo l'Orrore...
Anche stasera, speravo, insieme ad altri, che allla riunione si decidesse che avremmo fatto una lista civica con le nostre idee, umilmente ma senza badare alle contingenze politiche, per affermare ciò che davvero crediamo.
Pare impossibile, almeno per ora, ma io non mi lascio scoraggiare: sono sicuro di poter trovare QUALCUNO CHE LA PENSI ESATTAMENTE COME ME...
***
(6 maggio 2010)
La riunione da Terry è stata depressiva perché mi ha chiaramente manifestato la mancanza di un orizzonte comune per "la sinistra" torinese e nazionale (lasciamo perdere quella internazionale).
Viene da pensare che cazzeggiare alla Toni Negri sia l'unico modo di consolarsi fingendo ancora di pensare (al)la poltica.
Che cosa ci distingue da quelli del PD? Loro vogliono amministrare, possono anche essere spinti dalle migliori intenzioni del mondo, però hanno come uno scudo protettivo nella coscienza, per cui non si sentono in dovere di non tollerare gli orrori che la semplice ammministrazione dell'esistente inevitabilmente produce.
Noi non vogliamo tollerare l'orrore, ci appare chiaramente che "ne va" della nostra dignità umana. E' questo il concetto che ci frega.
Forse i compagni "non non-violenti" hanno ugualmente rinunciato alla loro dignità umana, accettando di poter eventualmente ferire e uccidere, persino gli innocenti (come ad Atene) o persone che difendono l'orrrore ma non ne sono direttamente responsabili (come i poliziotti in Val di Susa).
Mi sento come Kurz prima di farsi ammazzare: politicamente, vedo ormai solo l'Orrore...
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