E’ tutta, In ogni umano stato, ozio la vita, Se quell’oprar, quel procurar che a degno Obbietto non intende, o che all’intento Giunger mai non potria, ben si conviene Ozioso nomar. (Giacomo Leopardi)
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giovedì 16 gennaio 2025

Le onde e il mare di Leibniz, la vita, l’analisi schlenkeriana (Intuizione 82)

Le piccole percezioni leibniziane possono corrispondere al modo in cui esperiamo i microeventi istantanei quotidiani di cui è composta la nostra vita.
In musica, la superficie sonora è composta di note non essenziali, che nell’analisi strutturale proposta da Schlenker e analisi simili (Jackendoff & Lerdahl) vengono selezionate per trovare lo scheletro del brano musicale.
La nostra ricerca del senso della vita somiglia all’analisi strutturale della musica, ma il godimento della vita stessa non può che somigliare alla percezione minuta di ogni singola onda del nostro mare.

mercoledì 4 dicembre 2024

Intuizione 81

La vecchiaia sopraggiunge certamente quando non hai più intuizioni, nemmeno bevendo molto vino.
Forse ciò dipende dalla mancanza di carboidrati? 
Se così fosse, uno potrebbe definire una sorta di aritmetica del pensiero-mangiante.
Sei ciò che mangi, diceva quello. Solo che lui non poteva minimamente ipotizzare che cosa sei se mangi l’una cosa o l’altra, mentre noi materialisti dietetici di oggi, forse, sì.

mercoledì 31 luglio 2024

Calasso e Agamben (Intuizione 80)

Non credo di essere il primo ad averlo pensato ma ho la fortissima impressione che Calasso sia una specie di Agamben della letteratura.

domenica 20 agosto 2023

L'anima e l'anomia (Intuizione 76)

L'anima, questo automa spirituale, è fondata sulla teleologia.
Ma una società priva di eticità abolisce tutti i fini comuni, lasciando agli individui l'enorme responsabilità di desiderare in modo errato.

giovedì 25 maggio 2023

Come insegnerò filosofia e storia, fino alla pensione (Intuizione 75)

Ho improvvisamente avuto una delle mie "intuizioni" (la 75esima, a quanto pare*): all'inizio della classe terza del liceo scientifico d'ora in poi dirò ai miei giovani allievi: "inizio oggi a raccontarvi una lunga storia che durerà tre anni".
In tutti questi anni di insegnamento è come se lo avessi sempre fatto, ma la storia che volevo raccontare rimaneva implicita in quanto "una storia".
Anche perché, forse, in effetti, non l'avevo così chiara come mi pare di iniziare ad averla oggi, a cinquantuno anni suonati e dopo avere subito la gravissima perdita di un caro amico d'infanzia.


* Il teologo di "Palombella rossa" dice che ce ne sono 163 in una vita.

venerdì 3 marzo 2023

Il non-travaglio del computazionale (Intuizione 74)

Ho finalmente un'ipotesi che potrebbe spiegare perché i computer scientist possono lavorare indefessamente, come se lavorare non costasse loro alcuna energia.

Il pensiero computazionale potrebbe essere consustanziale all'essere umano, tanto da non richiedere affatto "il travaglio del concetto" (Hegel).

martedì 23 agosto 2022

Strutture (Intuizione 71)

Detto semplicemente: ci sono strutture buone e strutture cattive.
Tutto dipende dal criterio con cui si classifica.

mercoledì 3 agosto 2022

Eutanasia (Intuizione 70)

Il padre è colui che può insegnarti che non si deve vivere a tutti i costi, e che a certe condizioni è meglio morire che vivere.

lunedì 24 gennaio 2022

La potenza degli amici (Intuizione 68)

Rincuorerebbe contro le orribili peripezie della vita sapere di avere sempre al proprio fianco degli amici potenti.

Ma la potenza non si misura dalla sua attualizzazione: nella potenza degli amici bisogna credere, bisogna intuirla e amarla, come si amano gli amici.

L'amico più inoperoso può ben essere il più potente di tutti.

lunedì 3 gennaio 2022

Aggressività degli intellettuali italiani (Intuizione 65)

L'aggressività che contraddistingue la maggior parte degli odierni intellettuali italiani è notevolmente comica, se si riesce a guardarla dal di fuori. 
Il che non è difficile: gli intellettuali italiani faticano ad attribuire il ruolo di intellettuale a chi non li guardi con desiderante adesione.
Pertanto, a meno di scimmiottarli, si verrà inevitabilmente considerati estranei al gruppo, "outsider".

martedì 20 aprile 2021

Intuizione, 64

Ogni essere umano è (una) molteplicità di narrazioni.

Per lo più gli esseri umani tengono (la maggior parte di) queste narrazioni per se stessi.

lunedì 16 settembre 2019

Intuizione 55

- Sai perché sono socievole?
- ...
- Perché impiego MOLTISSIMO TEMPO prima di accorgermi che l'altro è uno stronzo egocentrico che trova simpatico il mio essere empatico.

giovedì 11 luglio 2019

Fuggire nel tempo (Intuizione 52)

Proliferano da alcuni anni i prodotti dell'industria culturale sui viaggi nel tempo (Harry Potter, Interstellar, Avengers, Dark...).
Manifestazione chiara del riposto sogno ideologico-immaginario dell'individuo consumatore: l'impossibile fuga dal determinismo oppressivo, eterno ritorno dell'uguale, del presente sistemico.

martedì 19 febbraio 2019

La morte come liberazione (Intuizione 51)

Non mi era mai davvero capitato di percepire la vita come tedio ASSOLUTO, e di pensare che, data anche una certa età (46 anni), morire ora non sarebbe affatto una tragedia.
Sarebbe forse anzi un puro sollievo.
Senza credere in alcun modo a una vita dopo la morte, la morte potrebbe essere semplicemente un cambiamento radicale, l'unica possibilità che qualcosa torni ad essere possibile.

domenica 12 agosto 2018

Accelerare il tempo scrivendo (Intuizione, 48)

Dopo anni di famigliarità con la lettoscrittura ho improvvisamente scoperto un modo per accelerare l'esperienza del tempo: concentrarsi scrivendo, lasciarsi trasportare dal flusso del da-scrivere.
Come sempre, quando si parla di analisi dell'esperienza temporale, sembra che si possano invertire accelerazione/rallentamento (cfr. la discussione pertinente in La montagna incantata): mentre scrivi hai l'impressione che il tempo acceleri, ma ti sembra anche di occuparlo senza contarlo (cfr. Boulez/Deleuze: spazi e tempi lisci/striati).
Quindi accelera o rallenta? Sembra rallentare considerando la quantità di azioni che svolgi al suo interno, ma l'esperienza soggettiva è di velocità: quando interrompi la scrittura credi che sia passato più tempo di quello che è efettivamente passato.

Ho l'impressione che nella lettura accada il contario: mentre leggi hai l'impressione che il tempo rallenti (invece trascorre).

Ovviamente, tutto questo potrebbe essere ampiamente soggettivo: per un primo riscontro in letteratura, verificare in: 

mercoledì 9 maggio 2018

Hegelo-marxismo (Intuizione 47)

Se c'è una cosa che mi pare assolutamente valida della filosofia marxista della praxis e della totalità è questa: contro la retorica esistenzialista piccolo borghese della singolarità e della sua scelta, il mutamento  ontologico non lo causi localmente.
Per esempio: è ridicolo fare lotta di classe nella tua famiglia.
Lotta di classe è possibile solo con la classe.
E senza lotta di classe non c'è storia, non c'è mutamento se non culturale, immaginario.