mercoledì 3 agosto 2022
Eutanasia (Intuizione 70)
mercoledì 17 marzo 2021
Diventare ricchi (Nouveau roman nouveau, 1)
Da piccolo volevo essere bello, felice, intelligente e ricco. Crescendo mi sono dolorosamente reso conto che ero brutto, e ho iniziato a essere infelice. Speravo di essere intelligente ma anche l’intelligenza mi sembrava farmi difetto perché non sapevo in quale modo misurarla, come certificarmi della sua realtà e presenza.
E riguardo alla ricchezza, quando ho iniziato a studiare filosofia ci ho tirato una riga sopra. A quel punto ho iniziato a sentirmi meno brutto e più intelligente e sono conseguentemente diventato anche più felice.
Quand’ero piccolo mio padre ogni tanto fantasticava con me di diventare ricco grazie alla schedina. Bisognava fare tredici, ma anche dodici non sarebbe stato male. Non mi sembrava così difficile fare dodici o tredici. Che cosa avremmo fatto con quei soldi?
Facevamo l’elenco: mio padre avrebbe smesso di lavorare; avremmo comprato una bella casa con un giardino e avremmo preso un cane; mi avrebbe comprato quel super robot dei Micronauti che desideravo tanto ma per cui nessuna paghetta sarebbe mai bastata.
Avremmo fatto dei bei viaggi d'estate e d'inverno la settimana bianca.
giovedì 26 luglio 2018
Post scriptum (Roman nouveau, Omega)
lunedì 19 marzo 2018
Il desiderio di paternità
In età adulta mi sono invece accorto che il desiderio di paternità non esiste. È vero che anche la consistenza del desiderio di maternità è stato messo in discussione da certe teoriche culturaliste, ma mi pare che il dibattito sia ancora aperto.
Riflettendo sulla mia esperienza concreta mi sento invece di poter dichiarare guerra al dubbio concetto di desiderio di paternità.
Nella nostra società un uomo desidera “possedere” la donna che ama, come dice la lingua italiana, ma in questo possesso reiterato e sperabilmente infinito l'idea di procreare un figlio non figura come effetto necessario né come causa adeguata (del prolungamento) dell'amore. Spesso viene anzi percepito come un possibile ostacolo all'amore, dato che gli individui contemporanei sono egocentrati narcisisti e vogliono tendenzialmente ampliare le loro possibilità vitali, non certo restringerle.
Proprio questo dobbiamo fare, noi padri: sperare di essere all’altezza dell’Evento su cui si fonda la nostra nuova vita.
sabato 13 gennaio 2018
I filosofi e la morte (Roman nouveau, 35)
martedì 16 maggio 2017
Post lauream animal triste (Roman nouveau, 1)
mercoledì 4 novembre 2015
Le unghie di Deleuze (racconto del 1998)
mercoledì 21 gennaio 2015
Roman nouveau, 4
lunedì 1 settembre 2014
Roman nouveau, 3
Il risultato di questo processo, che si avvicina sempre più al completo fallimento della lotta difensiva iniziale, è un Io straordinariamente limitato, e costretto a cercare nei sintomi i propri soddisfacimenti. (Sigmund Freud)
giovedì 16 gennaio 2014
Intuizione, 25 (Surfing USA - L'ereditarietà del futile)
Ma ascoltandolo lo faccio ascoltare ad Agostino, che magari lo ascolterà quando sarò vecchio, o morto.
L'ereditarietà del futile.
PS: Philippe Ridet in suo tweet mi ricorda indirettamente che è stato lui a farmi ascoltare questa canzone a Roma, alcuni anno or sono. Per me era musica insulsa di mio padre, Philippe mi argomentò la loro grandezza e cominciai ad ascoltare Pet Sounds. Ma poi rimossi l'apporto di Philippe...
sabato 21 dicembre 2013
L'amicizia dei bambini
Mi piace molto vedere l'amicizia tra i bambini. Ma essendo figlio unico non so bene cosa pensare della fratellanza/sorellanza.
sabato 2 novembre 2013
In memoriam magistri mei dilectissimi
Questa è una delle mail piene di humour che inviava sempre a tutto il Dipartimento: "Sono felice per il nostro laureando, ma non comprendo bene questo flusso di messaggi. A me pare che sia IBM research a dover essere onorata di aver un nostro laureato presso di loro, piuttosto che viceversa. Questo, se non altro, perchè la ricerca che si fa in Dip non ha nulla da invidiare a quella di IBM (a parte la quantità di soldi). Leonardo
***
Onorare i Morti ascoltando musica a palla
I suoi preferiti erano quelli con Fred Astaire, forse il suo eroe spettacolare insieme a Frank Sinatra. Aveva una vera venerazione per Gershwin, in particolare I got Rhythm (lui non era molto portato per la musica, nonostante qualche tentativo giovanile. Del resto da bambino si era rotto l'anulare destro e il dito gli era rimasto rigido, povero papà, da bambino mi sono fatto mostrare la rigidità di quel dito un'infinità volte).
Se alzo molto il volume magari si sente pure aldilà.
PS: forse è la sua passione americanista che mi ha reso facile appassionarmi alla speculare passione di Woody Allen per i musical e i "vecchi film".
domenica 27 ottobre 2013
Intuizione, 7 (La rabbia del padre)
Perciò ho deciso di non mostrarmi mai arrabbiato con mio figlio: voglio apparirgli sempre forte.
venerdì 4 ottobre 2013
Intuizione, 4
martedì 3 settembre 2013
Padri e figli (il mio racconto preferito di Julio Cortázar)
Il figlio, come è ovvio, lo odia minuziosamente. Quando ha raggiunto l’età di andare a scuola, il padre lo iscrive alla prima elementare e il piccolo è felice fra altri piccoli cronopios, famas e speranze. Man mano che si avvicina il mezzogiorno, però, la sua allegria diminuisce perché sa che all’uscita ci sarà il padre ad aspettarlo e che vedendolo alzerà le mani e dirà tante cose, come:
Buenas salenas cronopio cronopio, il più buono e forte e sano e capace e rispettoso e studioso fra tutti i figli.
Per cui i famas e le speranze junior si scompisciano dal ridere sul marciapiede e il piccolo cronopio odia dal più profondo del cuore il padre e finirà col fargli sempre un brutto scherzo fra la prima comunione e il servizio militare. Ma i cronopios non se la prendono molto perché anche loro hanno odiato i genitori, e anzi si direbbe che questo odio sia uno dei nomi della libertà o del vasto mondo.
sabato 6 aprile 2013
Agostino e la morte
- certe volte si dice: tuo nonno Roberto è morto
- non c'è più?
- no, non c'è più, perché non si è curato
- ma può curarsi adesso
- no, adesso è troppo tardi
- adesso è notte dove sta lui?
- (ridendo) sì, è proprio notte, dove sta lui
- ma è lontano da qui?
- sì, in un altro mondo
lunedì 27 agosto 2012
MANGIAR TANTO, MANGIAR POCO (Vecchi racconti, 1998))
giovedì 28 aprile 2011
La vicinanza del padre.
E' vero che la mia vita è cambiata, da quando è nato mio figlio, ma ritengo in meglio. Molte delle cose che facevo prima non le faccio più, questo è vero, tuttavia ho in cambio un ritorno di felicità fisica quando abbraccio quel bambino, che nessun aperitivo mancato mi farà mai rimpiangere.
Ok, ammetto che talvolta le mie giornate prendono senso unicamente perché passo molte ore con lui e giochiamo insieme, scherziamo, ridiamo, guardiamo la Piccola Talpa, disegniamo, suoniamo il pianoforte o cantiamo. E' vero, prima avevo una vita sociale piuttosto intensa, mentre ora non più. Tuttavia non mi sembra di mancare di qualcosa. Anzi.
L'estate scorsa le zie di mia moglie mi hanno accusato di non permettere a nessuno di prendere in braccio Agostino. Che esagerazione! Certo, quando qualcuno prendeva in braccio Agostino io dopo poco gli dicevo che poteva lasciarmelo, ma lo dicevo solo per non infastidire nessuno.
[continua]
lunedì 4 aprile 2011
Frammenti del romanzo, 1
***
Agostino non vuole solo smettere di bere e diventare un igienista. Si sente debole e stupido, come si è sempre sentito anche prima di iniziare a bere tanto (almeno un litro di birra al giorno). Poi in Collegio ha preso a bere e tutto è diventato migliore. Tutti i piccoloborghesi bevono.