Dice che ci sono due Heidegger. Vero: il primo H è il possente filosofo, il secondo è l'ominicchio che si crede grande aderendo al nazismo.
Tra SuZ e il "secondo H" c'è continuità perfetta: il nazismo è inscritto nella temporalità autentica del Dasein, che non ammette nessun divenire-rivoluzionario.
La svolta non è temporale: è una piega meta-fisica, la separazione o il chiasma tra il visibile e l'invisibile, il punto in cui si toccano la grande narrazione dell'oblio dell'(Essere) e la piccola narrazione del rettore nazista e antisemita, sposato con una donna cretina e ignorante.
E’ tutta,
In ogni umano stato, ozio la vita,
Se quell’oprar, quel procurar che a degno
Obbietto non intende, o che all’intento
Giunger mai non potria, ben si conviene
Ozioso nomar. (Giacomo Leopardi)
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mercoledì 21 maggio 2014
venerdì 17 agosto 2012
Sceneggiatura film Heidegger, 1
Scena Arendt.
Mdp nell’angolo in basso a destra dell’aula,
orientata dal basso in alto in modo da riprendere gli scranni degli
studenti.
Arendt siede in mezzo a un gruppo di allievi, al centro
degli scranni; due ragazze sedute in prima fila al centro, altre due
in fondo a destra (rispetto mdp). Arendt è vestita di un sobrio
abito verde, le braccia stese dritte sul banco; il suo sguardo è
inespressivo, immobile, ma dolce, e punta verso Heidegger che tiene
lezione.
Heidegger:
... [un brano di Ontologia sul senso
dell’esistenza]
Alla fine della lezione uno studente va da H e gli porge
la mano con gravità; mentre ancora gliela serra gli dice:
Studente: «Lei ha saputo elevare lo spazio
accademico alla tensione dialettica di un autentico spazio sacro. Le
rispondenze essenziali del Suo pensiero con lo spirito del tempo ne
mutano autenticamente la struttura epocale. Ma la Germania ha bisogno
di un Führer, acciocché la decisione esistenziale del popolo
tedesco trovi modo di formularsi nella sua originarietà.»
Heidegger non dice nulla e resta dietro la cattedra; lo
studente abbassa lo sguardo ed esce dall’aula. Hannah resta seduta
nel banco. Lei e Heidegger si fissano l’un l’altro in silenzio
per diversi secondi (mezzo minuto).
Arendt (guardando Heidegger, con tono
inespressivo): «Nella passione, con la quale, soltanto, l’amore
coglie il chi dell’altro, va per così dire in fiamme l’interstizio
mondano che ci collega agli altri e al tempo stesso ce ne separa. Ciò
che separa gli amanti dal resto del mondo è che essi sono privi di
mondo, che il mondo che si pone fra gli amanti è bruciato».
I due continuano a fissarsi immobili, mentre lo spazio
fra di loro si consuma in dissolvenza bianca (cfr. Querelle de
Brest) fino a lasciare le due figure avvolte su uno sfondo
abbagliante che infine le avvolge.
[Sonoro: Un suono insistente, ossessivo, simile a un
brano di Ligeti, accompagna la dissolvenza dello sfondo.]
lunedì 11 ottobre 2010
Vecchio progetto per un film straubiano su Heidegger: scena Arendt (2003).
Mdp nell’angolo in basso a destra dell’aula, orientata dal basso in alto in modo da riprendere gli scranni degli studenti.
Arendt siede in mezzo a un gruppo di allievi, al centro degli scranni; due ragazze sedute in prima fila al centro, altre due in fondo a destra (rispetto mdp). Arendt è vestita di un sobrio abito verde, le braccia stese dritte sul banco; il suo sguardo è inespressivo, immobile, ma dolce, e punta verso Heidegger che tiene lezione.
Heidegger:
... [un brano di Ontologia sul senso dell’esistenza]
Alla fine della lezione uno studente va da H e gli porge la mano con gravità; mentre ancora gliela serra gli dice:
Studente: «Lei ha saputo elevare lo spazio accademico alla tensione dialettica di un autentico spazio sacro. Le rispondenze essenziali del Suo pensiero con lo spirito del tempo ne mutano autenticamente la struttura epocale. Ma la Germania ha bisogno di un Führer, acciocché la decisione esistenziale del popolo tedesco trovi modo di formularsi nella sua originarietà.»
Heidegger non dice nulla e resta dietro la cattedra; lo studente abbassa lo sguardo ed esce dall’aula. Hannah resta seduta nel banco. Lei e Heidegger si fissano l’un l’altro in silenzio per diversi secondi (mezzo minuto).
Arendt (guardando Heidegger, con tono inespressivo): «Nella passione, con la quale, soltanto, l’amore coglie il chi dell’altro, va per così dire in fiamme l’interstizio mondano che ci collega agli altri e al tempo stesso ce ne separa. Ciò che separa gli amanti dal resto del mondo è che essi sono privi di mondo, che il mondo che si pone fra gli amanti è bruciato».
I due continuano a fissarsi immobili, mentre lo spazio fra di loro si consuma in dissolvenza bianca (cfr. Querelle de Brest) fino a lasciare le due figure avvolte su uno sfondo abbagliante che infine le avvolge.
[Sonoro: Un suono insistente, ossessivo, simile a un brano di Ligeti, accompagna la dissolvenza dello sfondo.]
Arendt siede in mezzo a un gruppo di allievi, al centro degli scranni; due ragazze sedute in prima fila al centro, altre due in fondo a destra (rispetto mdp). Arendt è vestita di un sobrio abito verde, le braccia stese dritte sul banco; il suo sguardo è inespressivo, immobile, ma dolce, e punta verso Heidegger che tiene lezione.
Heidegger:
... [un brano di Ontologia sul senso dell’esistenza]
Alla fine della lezione uno studente va da H e gli porge la mano con gravità; mentre ancora gliela serra gli dice:
Studente: «Lei ha saputo elevare lo spazio accademico alla tensione dialettica di un autentico spazio sacro. Le rispondenze essenziali del Suo pensiero con lo spirito del tempo ne mutano autenticamente la struttura epocale. Ma la Germania ha bisogno di un Führer, acciocché la decisione esistenziale del popolo tedesco trovi modo di formularsi nella sua originarietà.»
Heidegger non dice nulla e resta dietro la cattedra; lo studente abbassa lo sguardo ed esce dall’aula. Hannah resta seduta nel banco. Lei e Heidegger si fissano l’un l’altro in silenzio per diversi secondi (mezzo minuto).
Arendt (guardando Heidegger, con tono inespressivo): «Nella passione, con la quale, soltanto, l’amore coglie il chi dell’altro, va per così dire in fiamme l’interstizio mondano che ci collega agli altri e al tempo stesso ce ne separa. Ciò che separa gli amanti dal resto del mondo è che essi sono privi di mondo, che il mondo che si pone fra gli amanti è bruciato».
I due continuano a fissarsi immobili, mentre lo spazio fra di loro si consuma in dissolvenza bianca (cfr. Querelle de Brest) fino a lasciare le due figure avvolte su uno sfondo abbagliante che infine le avvolge.
[Sonoro: Un suono insistente, ossessivo, simile a un brano di Ligeti, accompagna la dissolvenza dello sfondo.]
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