E’ tutta, In ogni umano stato, ozio la vita, Se quell’oprar, quel procurar che a degno Obbietto non intende, o che all’intento Giunger mai non potria, ben si conviene Ozioso nomar. (Giacomo Leopardi)
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lunedì 4 giugno 2018

Libertà come spirito (Intuizione 48)

Ciò che fu chiamato "spirito" è ancora il nostro modello di libertà, come ben compreso dagli idealisti tedeschi e dai neoidealisti. Il piccolo borghese vagheggia quella libertà nella domenica della vita, arte appagante nel tempo libero, lo sport, gli amici e gli hobby.
L'umanità intera, costretta dai vincoli materiali e di classe, ha invece trovato nella religione il suo simulacro di libertà.
Se un tempo pensavo che questo fosse mostruoso e insopportabilmentne triste, ora che invecchio e mi avvicino alla morte concedo per compassione le credenze religiose e irrazionali all'umanità ancora schiava.

mercoledì 9 maggio 2018

Hegelo-marxismo (Intuizione 47)

Se c'è una cosa che mi pare assolutamente valida della filosofia marxista della praxis e della totalità è questa: contro la retorica esistenzialista piccolo borghese della singolarità e della sua scelta, il mutamento  ontologico non lo causi localmente.
Per esempio: è ridicolo fare lotta di classe nella tua famiglia.
Lotta di classe è possibile solo con la classe.
E senza lotta di classe non c'è storia, non c'è mutamento se non culturale, immaginario.

giovedì 2 gennaio 2014

Piccola borghesia (Intuizione 23)

La piccola borghesia è la classe planetaria dominante. Quantitativamente e culturalmente. Il problema non è dunque appartenervi o no ma come uscirne indirizzando le produzioni del proprio cervello verso la negazione dell'essere piccoloborghese (che non può essere un épater les [petits] bourgeois).

(PS: problema simile a quello di Deleuze: trovare una via d'uscita filosofica dalla filosofia.)

sabato 6 aprile 2013

Sul romanzo, 1

Scrivere un romanzo sentimentale, in Italia, oggi, è una delle peggiori forme di vigliaccheria che mi vengano in mente.

domenica 3 aprile 2011

Esclamazioni corrive che piacciono a un bambino di due anni

A mio figlio piace quando esclamo: "ossignore" "ussignur" "ommioddio" "mon dieu" "cavolo" "cazzo".
Dominanti, la dimensione religiosa e quella fallocentrica.
Siccome le ripete anche lui con entusiasmo, piccoloborghesemente eliminare "cazzo" dal mio eloquio, o almeno ridurne la frequenza di apparizione.

NB: l'apprendimento del lessico ha un'evidente base statistica.


Aggiornamento 4 luglio 2013

Non mi sono dominato molto, a dire il vero. Ma per qualche strana ragione Agostino non ha mai ripetuto "cazzo", parola che pure talvolta esclamo.
Forse c'è qualcosa di vero nella storiella lacaniana del fallo come significante primario? Forse, semplicemente, Agostino non conosce il significato della parola "cazzo" e nemmeno se lo domanda (raramente chiede "che cosa vuol dire", forse risulta più economico per il cervello infantile aspettare che i significati si svelino da soli nel loro contesto).