E’ tutta, In ogni umano stato, ozio la vita, Se quell’oprar, quel procurar che a degno Obbietto non intende, o che all’intento Giunger mai non potria, ben si conviene Ozioso nomar. (Giacomo Leopardi)
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venerdì 9 novembre 2012

Jean-Luc Nancy e la metafisica della libertà pirata

Also, according to the origin of the word "experience" in peira and in ex-periri, an experience is an attempt executed without reserve, given over to the peril of its own lack of foundation and security in this "object" of which it is nor the subject but instead the passion, exposed like the pirate (peirates) who freely tries his luck on the high seas. In a sense, which here might be the first and last sense, freedom, to the extent that it is the thing itself of thinking, cannot be appropriated, but only "pirated": its "seizure" will always be illegitimate.

Jean-Luc Nancy, The experience of freedom

venerdì 2 novembre 2012

Comunicato stampa del Partito Pirata Italiano, solidarietà alla residenza universitaria occupata Verdi

Martedì, 30 ottobre 2012, le forze dell'ordine hanno sgomberato la residenza universitaria Verdi di Torino, occupata da gennaio scorso dagli studenti dell'Università in protesta ai tagli al diritto allo studio della Regione Piemonte, in seguito ai quali ottomila studenti aventi diritto sono rimasti senza borsa di studio. L'assemblea online del partito pirata italiano ha precedentemente approvato quanto segue, (risoluzione 996 del 26 giugno 2012:
"Il PP-IT approva e sostiene ogni azione di riappropriazione e autogestione di aree e spazi urbani o rurali, sottratti alla speculazione, da destinarsi a finalità abitativa per quanti, italiani e migranti, non possano accedere al diritto alla casa in tutte le sue forme o a percorsi con finalità socio-culturali, nel rispetto dei Diritti fondamentali, destinati all'intera cittadinanza senza alcuna distinzione."
Sulla base di questo principio, il PP italiano considera l'occupazione della residenza Verdi di Torino un esempio ideale di riappropriazione e riorganizzazione di spazi a fine sociale, avendo la residenza ospitato in questi mesi numerosi studenti iscritti all'Università di Torino e privati della borsa di studio che gli sarebbe spettata di diritto. Il PP vuole ricordare le numerose attività culturali promosse dal comitato di occupazione, quali l'apertura di una libreria-baratto di testi universitari ,di una palestra, di una ciclo officina, l'organizzazione di rassegne cinematografiche e le infinite attività rese servizio del vicino ateneo. Attività talvolta non citate dai mezzi di informazione che hanno erroneamente dipinto gli occupanti come un gruppo di “clandestini sudamericani”, lontani dal mondo universitario. Niente di più falso: alla residenza Verdi è sempre stata privilegiata, di fronte ad un pressante numero di richieste dovute all'emergenza abitativa di una Torino capitale degli sfratti, la vocazione originaria del luogo. In questo momento sono privati del diritto allo studio studenti modello, stranieri e italiani, che dormono nell'atrio dell'università, come è stato largamente riconosciuto dagli organi di stampa. A questo riguardo il PP esprime perplessità per la contraddizioni diffuse dai media nazionali, così come sgomento per la violenza con cui le proteste sono state represse da parte delle forze di polizia. Il il PP esprime tutta la propria solidarietà agli studenti sgomberati e appoggia future esperienze di laboratorio sociale finalizzate a tutelare diritti fondamentali garantiti dalla stessa Costituzione italiana, quale il diritto allo studio, oggi messi in grave pericolo dall'attuale crisi economica e sociale.
Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.

martedì 11 settembre 2012

Il programma del Partito Pirata

http://programma.votopirata.it/

Il Partito Pirata si attiva politicamente per la difesa dei diritti dei cittadini ed in particolar modo è interessato allaCultura libera, al Diritto d’Autore ed alla Privacy, dentro e fuori la rete, ed enuncia i seguenti punti per i quali intende operare:

1. Principio di Legalità

Il Partito dei Pirati promuove la modifica delle leggi esistenti al fine di salvaguardare i diritti delle persone, dei consumatori, degli autori e degli operatori economici in modo equilibrato e socialmente accettabile.
Il Partito dei Pirati si riserva il diritto di promuovere delle azioni dimostrative tese a mettere in evidenza le contraddizioni di una legge, od i suoi effetti negativi sull’individuo o sulla società, nei limiti di una normale ed accettabile dimostrazione democratica, di carattere episodico e limitata nel tempo.

2. Riforma del Copyright

Il Partito dei Pirati intende promuovere una estesa e radicale azione di riforma della legislazione che riguarda ilDiritto d’Autore (Copyright), al fine di ripristinare l’equilibrio, ora perduto, tra gli interessi degli operatori economici, quelli dei consumatori, quelli degli autori e quelli della società nel suo complesso.
L’elemento fondante di questa riforma dovrà essere il concetto che i materiali protetti da copyright rappresentano la Cultura di una Nazione e come tale possono essere sottoposti a vincoli di utilizzo solo per brevi periodi di tempo e solo per determinate applicazioni di carattere commerciale.
L’accesso a questi materiali deve essere garantito anche per coloro che non possono permettersi l’accesso al mercato per ragioni economiche, ad esempio grazie ad opportune sovvenzioni o attraverso l’opera di pubbliche mediateche. In particolare, è nostra intenzione affrontare il tema del “corretto uso” dei materiali coperti da diritto d’autore (Fair Use), il tema della creazione e dell’uso di copie per uso personale ed il tema dell’uso di sistemi DRMper la protezione dei contenuti. Su tutti questi temi è nostra intenzione chiedere modifiche, anche estese e radicali, alla legislazione esistente.

3. Riforma del Brevetto

Il Partito dei Pirati intende promuovere una estesa azione di riforma della legislazione che riguarda il Brevetto (Patent), al fine di ripristinare l’equilibrio, ora perduto, tra gli interessi degli operatori economici, quelli dei consumatori, quelli degli inventori e quelli della società nel suo complesso.
L’elemento fondante di questa riforma dovrà essere il concetto che i materiali protetti da brevetto rappresentano la Tecnologia di una Nazione e come tale possono essere sottoposti a vincoli di utilizzo solo per brevi periodi di tempo e solo per determinate applicazioni di carattere commerciale.
L’accesso ad alcuni tipi di queste conoscenze ed ai prodotti che ne derivano, in particolar modo nel campo dellamedicina, deve essere garantito anche per coloro che non possono permettersi l’accesso al mercato per ragioni economiche, ad esempio grazie ad opportune sovvenzioni o attraverso l’opera di pubbliche strutture.
Il Partito dei Pirati vuole garantire che le popolazioni locali non siano ingiustamente private dei materiali e delle tecniche (culinarie, mediche e di altro tipo) che fanno parte della loro tradizione a causa di un brevetto.
Il Partito dei Pirati vuole garantire che non sia possibile sottoporre a brevetto un qualunque elemento del nostro ecosistema, dal DNA all’essere vivente nel suo complesso. Il Partito dei Pirati vuole garantire che non sia possibile sottoporre a brevetto idee astratte, codice per computer, algoritmi e formule matematiche.
Il Partito dei Pirati vuole ottenere il riconoscimento del diritto di un governo sovrano ad espropriare un brevetto in caso di necessità. Il Partito dei Pirati intende chiedere che su queste questioni venga delegato a decidere unorganismo sovrannazionale e super partes di cristallina affidabilità, come potrebbe essere l’ONU od ilParlamento Europeo.
Il Partito dei Pirati vuole garantire che i brevetti non vengano utilizzati per impedire l’accesso dei cittadini ad una tecnologia, per impedire l’accesso al mercato ad aziende concorrenti o come strumento di scambio tra aziende. In tutti questi casi, riteniamo che sia necessario l’annullamento immediato del brevetto.
Il Partito dei Pirati vuole garantire che i brevetti siano validi solo nella misura in cui vengono effettivamente utilizzati per rendere disponibile una tecnologia sul mercato. Riteniamo che un brevetto che non viene utilizzato, per qualunque motivo, debba essere annullato dopo solo un breve periodo di attesa.

4. Riforma del Trademark

Il Partito dei Pirati intende promuovere una modesta azione di riforma della legislazione che riguarda i Marchi, i Disegni ed i Modelli, al fine di ripristinare l’equilibrio, ora perduto, tra gli interessi degli operatori economici (aziende) e quelli dei consumatori.
In particolare, il Partito dei Pirati vuole garantire che non sia possibile sottoporre alla registrazione di Marchio dei nomi e dei simboli che già caratterizzano delle realtà simboliche riconosciute ed utilizzate dalla popolazione ma ancora non consolidate (ad esempio, neologismi non ancora inseriti in nessun dizionario ma già ampiamente riconosciuti dalla popolazione).
Il Partito dei Pirati vuole garantire che le popolazioni locali non siano ingiustamente private delle denominazioni dei prodotti e delle tecniche che fanno parte della loro tradizione a causa di un marchi che viene registrato da una azienda o da un consorzio di aziende.
Il Partito dei Pirati vuole garantire che non sia possibile sottoporre a registrazione di Disegno o Modello idee astratte, o comunque vaghe, di un prodotto, ma solo una sua effettiva e ben definita implementazione stilistica. Lo scopo finale di questo intervento è quello di permettere una più ampia concorrenza sul mercato, tra operatori diversi, in settori in cui l’elemento predominante è di tipo stilistico (prodotti di moda) o di tipo produttivo (prodotti alimentari tipici).

5. Riforma del Segreto Industriale

Il Partito dei Pirati intende promuovere una estesa azione di riforma della legislazione che riguarda il Segreto Industriale, al fine di ripristinare l’equilibrio, ora perduto, tra gli interessi degli operatori economici (aziende), quelli dei consumatori, quelli dei ricercatori e quelli della società nel suo complesso.
L’elemento fondante di questa riforma dovrà essere il concetto che le informazioni raccolte durante il lavoro diricerca all’interno delle aziende e delle università sono un bene di pubblica utilità, che deve entrare a far parte del pubblico dominio nel minor tempo possibile. A questo fine, il Partito dei Pirati intende riconoscere alle aziende il diritto ad un breve periodo di riservatezza, utile alla stesura di una richiesta di brevetto od alla conclusione di una parte sostanziale del processo di ricerca e sviluppo.
Il Partito dei Pirati intende anche chiedere che i ricercatori dell’industria siano liberi di rendere pubbliche le informazioni da loro raccolte in tempi brevi, dell’ordine di non più di 3 anni, dal momento della rivelazione delle informazioni al management aziendale.
Il Partito dei Pirati intende chiedere che il ricercatore sia tenuto per legge a divulgare immediatamente ogni informazione che possa contribuire a salvare vite umane o che possa evitare danni alla salute dei cittadini od all’ambiente in cui essi vivono

6. Diritto di Accesso alla Tecnologia

Il Partito dei Pirati intende ottenere il riconoscimento legale del diritto del cittadino ad accedere alla Tecnologia che è disponibile in ogni singolo momento storico nel suo paese.
Il Diritto di Accesso alla Tecnologia viene violato ogni volta che una azienda si rifiuta di produrre un oggetto di cui possiede i brevetti per ragioni economiche (scarsa remuneratività) o strategiche (logiche di scambio con altre aziende). In questo caso, la responsabilità è dell’azienda e l’intervento dovrà essere teso all’esproprio del brevetto.
Il Diritto di Accesso alla Tecnologia viene violato ogni volta che un cittadino non può accedere ad una tecnologia di carattere medico, e di rilevante importanza per la qualità della sua vita, per ragioni economiche o di altro tipo. In questo caso, la responsabilità è dello Stato e l’intervento dovrà essere teso alla copertura dei costi ed alla soluzione dei problemi tecnici di fornitura.

7. Diritto di Accesso alla Cultura

Il Partito dei Pirati intende ottenere il riconoscimento legale del diritto del cittadino ad accedere alla Cultura che è disponibile in ogni singolo momento storico nel suo paese.
Il Diritto di Accesso alla Cultura viene violato ogni volta che una casa editrice, od un altro operatore economico, si rifiuta di produrre e/o distribuire un’opera di cui possiede i diritti per ragioni economiche (scarsa remuneratività) o strategiche (logiche di scambio con altre aziende). In questo caso, la responsabilità è dell’azienda e l’intervento dovrà essere teso all’esproprio dei diritti.
Il Diritto di Accesso alla Cultura viene violato ogni volta che un cittadino non può accedere ad un’opera, per ragioni economiche o di altro tipo. In questo caso, la responsabilità è dello Stato e l’intervento dovrà essere teso alla copertura dei costi ed alla soluzione dei problemi tecnici di fornitura. Naturalmente, lo Stato ha tutto il diritto di decidere i tempi ed i modi dell’Accesso (Differita TV, DVD, visione/ascolto presso una medioteca, prestito gratuito od a prezzo politico, etc.).

8. Diritto ad una Fornitura Leale

Il Partito dei Pirati intende ottenere il riconoscimento legale del diritto del cittadino ad ottenere una fornitura di Beni e Servizi che sia caratterizzata dalla massima lealtà nei suoi confronti da parte del Fornitore.
Il Diritto ad una Fornitura Leale viene violato ogni volta che vengono imposti dei limiti arbitrari al Bene od al Servizio che viene fornito. Consideriamo casi eclatanti di violazione di questo diritto le limitazioni sul traffico Internet imposte dai fornitori di accesso (Traffic Shaping e Filtering) e le limitazioni imposte al funzionamento dei PC da parte dei produttori grazie a molte tecnologie di tipo DRM e di tipo Trusted Computing.
Consideriamo assolutamente inaccettabili le limitazioni d’uso imposte ai sistemi per pure ragioni di marketing, come la limitazione d’uso a sola Game Console della XboX di Microsoft (che, di fatto, è un vero PC). Consideriamo assolutamente inaccettabili le limitazioni d’uso imposte ai sistemi per pure ragioni di strategia aziendale, come l’uso di formati proprietari che limitano la possibilità di interazione con sistemi equivalenti prodotti dalla concorrenza e come l’assenza delle opportune funzioni di import/export necessarie a scambiare dati con sistemi equivalenti prodotti dalla concorrenza.
La fornitura di un Bene o di un Servizio deve essere improntata alla sua massima utilizzabilità sul mercato ed alla sua massima versatilità d’impiego.

9. Diritto alla Libertà di Scelta e di Azione

Il Partito dei Pirati intende ottenere il riconoscimento legale del diritto del cittadino ad avere la più totale liberta di scelta nell’acquisto di Beni e Servizi e nel loro uso dopo l’acquisto.
Il Diritto alla Libertà di Scelta e di Azione viene violato ogni volta che il cittadino/consumatore viene obbligato o condizionato ad un acquisto a causa della esistenza di vincoli imposti dai suoi fornitori. Consideriamo un esempio eclatante di violazione di questo diritto la politica di molte aziende che non forniscono strumenti adatti per l’interazione dei loro sistemi con sistemi prodotti dalla concorrenza o l’integrazione dei loro sistemi in sistemi di complessità superiore (scarsa o nulla interoperabilità).
Il Diritto alla Libertà di Scelta e di Azione viene violato ogni volta che al cittadino/consumatore viene negato un particolare tipo di utilizzo di un bene regolarmente acquistato senza che questo utilizzo rappresenti un danno diretto per il fornitore. Consideriamo un esempio eclatante di violazione di questo diritto la negazione del diritto alReverse Engineering dei sistemi quando questa attività non è rivolta al superamento dei sistemi di protezione del diritto d’autore (DRM) , bensì all’interazione con altri sistemi od all’integrazione in sistemi di complessità superiore.

10. Diritto alla Privacy

Il Partito dei Pirati intende pretendere il riconoscimento concreto del diritto del cittadino alla privacy, già più volte enunciato nelle Costituzioni Italiana ed Europea ed ancora largamente negato proprio ad opera di quei Governi che dovrebbero garantirlo.
In particolare, il Partito dei Pirati intende rivolgere la propria attenzione alla riservatezza delle comunicazionied intende ottenere la equiparazione di qualunque tipo di comunicazione (audio, telefonica, radio, digitale, etc.) alla comunicazione postale che è, tradizionalmente, l’oggetto di elezione di questo diritto all’interno della legislazione esistente.
Il Partito dei Pirati intende anche richiedere l’esplicito riconoscimento del diritti del cittadino ad usare sistemi crittografici per garantire la riservatezza della proprie comunicazioni

11. Diritto alla Comunicazione

Il Partito dei Pirati intende ottenere il riconoscimento legale del diritto del cittadino a comunicare con qualunque altra persona in qualunque momento ed in qualunque modo.
Il Diritto alla Comunicazione viene violato ogni volta che al cittadino viene negato l’uso di un canale di comunicazione per ragioni tecniche o commerciali risolvibili con ragionevole facilità. Consideriamo un esempio eclatante di violazione di questo diritto la negazione del libero uso di sistemi Wi-Fi dentro e fuori del domicilio privato. Consideriamo un esempio eclatante di violazione di questo diritto la negazione o la limitazione dell’uso di sistemi di File sharing (Peer-to-Peer), già messa in atto da alcuni governi.

12. Diritto alla Espressione

Il Partito dei Pirati intende pretendere il riconoscimento concreto del diritto del cittadino alla libertà di espressione, già più volte enunciato nelle Costituzioni Italiana ed Europea ed ancora largamente negato proprio ad opera di quei Governi che dovrebbero garantirlo.
In particolare, il Partito dei Pirati intende chiedere la modifica della legislazione esistente in fatto di attività giornalistica in modo da liberare la figura emergente del blogger dai vincoli che erano stati pensati per i giornalisti professionisti. Chi parla a proprio nome, od a nome di una associazione di qualunque tipo, e non a nome di un giornale, deve essere libero di dire ciò che vuole, nel modo e nei tempi che ritiene più opportuni. L’unico limite accettabile a questo diritto è quello rappresentato dal reato di diffamazione e dall’offesa personale.

venerdì 7 settembre 2012

Quali sono gli elementi distintivi che caratterizzano Liquidfeedback?

  • 01) Software caricato su due server del PP-De gestito da un'apposito team dedicato alla sicurezza dello stesso
  • 02) L’utente accede dal browser in https, non serve alcun installazione di software aggiuntivo
  • 03) Partecipazione tramite pseudonimo (dall’interno del sistema gli iscritti possono conoscere i real name degli utenti) per questione di privacy verso l’esterno che invece vede solo il nick
  • 04) Processi strutturati con tempistiche pretabilite e fisse
  • 05) Possibilità di discussione dentro e fuori dal sistema (il dibattito sulle proposte viene preferibilmente indirizzato verso l’esterno)
  • 06) Delegazione su più livelli con possibilità di concessione/rimozione senza limiti “quantitativi” e temporali (tante volte quanti si vuole e in ogni momento)
  • 07) Neutralità della Piattaforma
  • 08) Tracciabilità su tutti i processi
  • 09) Nessun filtro sulla creazione delle Proposte, ogni membro/utente ha uguale diritto e possibilità
  • 10) Nessuna moderazione dei contenuti delle proposte (a meno di proposte razziste o criminali)
  • 11) I numeri identificativi di Temi e Proposte sono assegnati automaticamente dal sistema
  • 12) La Proposta che origina il Tema viene trattata allo stesso modo di quelle immesse successivamente
  • 13) Tutti i processi software e gli esiti del voto sono traasparenti
  • 14) L’intera amministrazione della Piattaforma è chiaramente documentata ed il software open source è controllabile da chiunque 
http://www.piratpartiet.it/mediawiki/index.php?title=Lqfb_faq#Non_ho_ancora_ricevuto_un_invito_a_lqfb._Come_posso_partecipare.3Fhttp://www.piratpartiet.it/mediawiki/index.php?title=Lqfb_faq#Non_ho_ancora_ricevuto_un_invito_a_lqfb._Come_posso_partecipare.3F

venerdì 6 luglio 2012

Appunti incomprensibili a me stesso sulla politica liquida

Sovrapposizioni, intersezioni, rifrazioni di identità sociopolitiche disperse e forse illusorie. La Classe Universale non esiste.
L'unico modo per combattere oggi è moltiplicare le AZIONI, attuali e/o virtuali.
Democrazia assoluta delle azioni.
Il mezzo: la Rete.

***

La sinistra non c'è più. Dopo avere rivendicato l'identità di comunisti abbiamo tenuto duro dicendoci di sinistra. Infine abbiamo compreso l'importanza della azioni più e prima che quella delle parole.

***
Due epoche storiche novecentesche tornano insistentemente nelle similitudini: gli anni '20 e '30 e gli anni '70.
Anche noi siamo presi in una "mobilitazione totale" (Junger), ma non c'è più alcun Operaio che possa incarnarla, nemmno in senso reazionario e fascista.

***
I fascisti non fanno più paura perchè la loro essenziale rigidità li rende inesistenti rispetto alla liquidità dell'epoca. Quelli che fanno paura sono i tecnici, perché possono facilmente essere sprovvisti di morale e spirito cooperativo.

***
La televisione è cattolica e reazionaria, la Rete è protestante e rivoluzionaria.

***
Domande sulla teoria storico-metafisica dei media, elaborata dal mio peggiore amico.

Mi convince tutta la questione dell'avvento dei nuovi media stampa, poi radio, poi televisione, poi Rete.
Se non sbaglio una conseguenza è il venir meno della "lotta di classe", concetto dubbio fin dal suo inizio. Ci sarebbero ora i neomediatici e i veteromediatici, variamente aggregati (la combinatoria con le variabili sociali è da considerare: internet è un medium abbastanza povero, in proporzione sicuramente più dei primi libri).
Si finisce con l'attribuire un ruolo storico alle avanguardie purché trovino il loro medium giusto?
E' finalmente venuto il momento dell'avanguardia anarchica?
La reazione della retroguardia quale potrebbe essere? In Oriente (sic!) Liquidfeedback è impossibile: chi dice che rimarrà possibile a lungo anche in Occidente? La repressione non potrebbe sconfiggere la Rete?

Pirati Indiani? La democrazia lì c'è già.

Il Digital Divide si sconfigge con un megaprogramma di sviluppo della Rete?

Quali sono le condizioni storico-materiali-metafisiche che permettono l'azione efficace di un'avanguardia anarchica?
Perché in Italia l'anarchismo è sempre stato minoritario rispetto al socialismo e al comunismo? Il cattolicesimo è un medium? Se sì, ha bisogno di una centrale fisica come lo Stato della Chiesa? Possiamo immaginare uno scontro finale Rete/Chiesa cattolica?

(Non a caso nel PP già si mette mano ai patti lateranensi...).