E’ tutta,
In ogni umano stato, ozio la vita,
Se quell’oprar, quel procurar che a degno
Obbietto non intende, o che all’intento
Giunger mai non potria, ben si conviene
Ozioso nomar. (Giacomo Leopardi)
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mercoledì 5 luglio 2017
martedì 19 aprile 2011
Diario della presenza mentale, 4: il corso inquinato dai gas di scarico
Una delle prime obiezioni che mi vennero in mente fu che non si può praticare la meditazione dappertutto. Un conto è trovarsi a praticare la presenza mentale seduti in un giardino silenzioso, davanti ad alberi piante e fiori (l'ho fatto qualche volta), un altro conto è praticare la presenza mentale in mezzo al traffico cittadino.
Il corso Svizzera inquinato dai gas di scarico non favorisce la concentrazione ma è un banco di prova: se fai presenza mentale, anche il tuo respiro si approfondisce, ma se sei vicino ai gas di scarico hai paura di respirare a pieni polmoni.
Se riesci anche per un attimo a raggiungere la presenza mentale, forse hai iniziato a scalfire il tuo guscio psichico più profondo, quello che alimenta le tue paranoie autoconservative.
***
Passeggiare con un bambino di due anni richiede un'attenzione continua a quello che fa. Provo per qualche istante a lasciarmi guidare da Agostino, senza sovrapporre parole gesti e volontà al suo caos intenzionale. Vuole salire sui gradoni del Duomo, lo accompagno cercando di non serrare troppo la sua mano. Funziona, ma appena scendiamo devo bloccare la stretta affinché non mi sfugga e rotoli giù.
Per ora mi è impossibile conciliare la presenza mentale col mio ruolo di vecchio genitore occidentale apprensivo e paranoide.
***
La stanchezza di una gara di corsa lascia nei giorni successivi la mente leggera ma assente: per un po' sarà difficile ritrovare la presenza mentale.
lunedì 18 aprile 2011
Diario della presenza mentale, 3: la folla di corridori è vuota
La folla dei corridori intorno a te non ha più sostanza di quella temporaneamente aggregata per un istante cosmico, presto non avrà più quella forma. E la sua forma è infinitesimale se paragonata all'infinità di forme attuali e virtuali; perciò è tendenzialmente vuota.
Perciò puoi vederne l'essenza di puro fenomeno, la bidimensionalità d'immagine filtrata dai tuoi occhiali da miope astigmatico, o addirittura la tridimensionalità corporea e fugace.
Mentre il tuo corpo corre, fatichi, ma talvolta puoi raccogliere quel po' di forza mentale necessario per riaccentrare la tua percezione: come sempre, il tuo campo visivo si allarga, o meglio si distende e approfondisce, vedi come a loro volta distesi e svuotati l'orizzonte, la prospettiva e i fenomeni in movimento intorno al punto focale.
Fare presenza mentale durante una gara di corsa di 10 km non è la cosa più semplice, sembra anzi un esercizio contro natura, eppure in parte riesce. In quegli istanti sembra che aiuti a sopportare lo sforzo. Le tue gambe corrono ma l'automatismo che le spinge è meno cieco del solito, non provi più la tentazione di accartocciarti a terra e gemere, nessuno ti obbliga, nessuno vuole nulla, sei lì e basta. E corri insieme ad altre migliaia di persone.
Certo dura poco, e verso la fine acceleri quanto più puoi, e ansimi come una bestia, perché vuoi vincere, vuoi superare di nuovo quelli e - soprattutto - quelle che ti hanno superato da poco senza fatica. Alla fine non stai più facendo presenza mentale, sei tornato nell'agone della corsa, aderisci alla tua volontà di vittoria nel più semplice dei modi.
Ma anche così, ricordi gli istanti di pace che hai attraversato poco prima.
Ora conosci la vera essenza della corsa, sai che tutto quell'affannarsi non è altro che una delle infinite superfici possibili del vuoto. E ti piace molto.
domenica 3 aprile 2011
Esercizi per verificare se i soldi spesi con l'analista sono stati spesi bene, 1
Mentre mezza cittadinana avanza nella stessa direzione per l'annuale passeggiata della solidarietà, voi correte in senso opposto, lungo il vostro consueto percorso di allenamento, fendendo la folla, anzi la cittadinanza.
Se non vi sentite osservati e non provate imbarazzo dopo il terzo buontempone che vi apostrofa dicendo che la direzione giusta è quella contraria, capirete che avete speso bene i soldi sborsati per anni al vostro psicoanalista.
Avendo perso il pudore paranoide che per anni vi ha attanagliato, potreste persino essere pronti per entrare in politica.
Se non vi sentite osservati e non provate imbarazzo dopo il terzo buontempone che vi apostrofa dicendo che la direzione giusta è quella contraria, capirete che avete speso bene i soldi sborsati per anni al vostro psicoanalista.
Avendo perso il pudore paranoide che per anni vi ha attanagliato, potreste persino essere pronti per entrare in politica.
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