1. Essere o dover essere
Tutti conoscono l'opposizione shakespeariana, "essere o non essere?". Relativamente pochi, probabilmente, sono invece coloro che hanno studiato Hegel, e hanno dunque colto che l'incipit di OK cita la critica hegeliana a Kant: il quale opporrebbe appunto il dover essere morale all'essere effettivo e concreto della realtà storica.
Non che Hegel sia un lassista permissivo: l'essere che contrappone al kantiano dover-essere è semplicemente il reale/razionale, ossia il manifestarsi dello Spirito-Totalità.
Opporre alla realtà storico-sociale un dovere immaginario: questo per Hegel è insensato, limitato, intellettualistico, moralistico.
Poiché il tema di OK è la situazione epocale dell'Occidente, e il suo riterritorializzarsi superficialmente sull'Oriente, si può assumere che fin dal primo verso il Gabbani stia implicitamente criticando i sempre più numerosi occidentali che credono o sperano di trovare la propria salvezza individuale nelle discipline orientali.
Nei prossimi post tratteremo dello sviluppo e dell'articolazione di questa critica.
E’ tutta,
In ogni umano stato, ozio la vita,
Se quell’oprar, quel procurar che a degno
Obbietto non intende, o che all’intento
Giunger mai non potria, ben si conviene
Ozioso nomar. (Giacomo Leopardi)
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mercoledì 15 febbraio 2017
giovedì 26 gennaio 2012
Il nobile Michel Martone vi ha detto che costui era sfigato
Amici, italiani, prestatemi orecchio: io vengo per compatire quel mio
compagno di università che si è laureato dopo i 28 anni, non per
lodarlo. Il male che gli uomini compiono sopravvive al loro corso di
studi, il bene è spesso sepolto con il loro pezzo di carta.
Così
sia per quel figlio d'operai o piccoloborghesi che impiegò anni per diventare dottore.
Il nobile Martone vi ha detto che costui era sfigato: se così
fosse, sarebbe una grave colpa e gravemente il laureato fuori corso ne
ha pagato le conseguenze, rimanendo a lungo disoccupato, sottopagato,
sfruttato, umiliato e sbeffeggiato, e dovendo infine rassegnarsi a ripulire le latrine di un ospedale oppure emigrare.
Qui, con il permesso di Martone e
degli altri - perché Martone è un uomo figo e potente, e tutti gli altri, tutti
sono uomini fighi e potenti - sono venuto a parlare al funerale del laureato fuori corso.
Era mio amico, leale e giusto con me, ma Martone dice che
era sfigato e Martone è un uomo figo. Lo studente fuori corso ha portato molti soldi al
Ministero dell'Università, ma questi sono stati tolti ai forzieri dello
stato dai professori universitari assenteisti e incapaci: era questa la colpa del
laureato fuori corso? Quando gli studenti poveri hanno pianto, il
laureato fuori corso ha pianto: la sfiga dovrebbe essere fatta di
più egoistica stoffa. Eppure Martone dice che costui era sfigato e Martone è
uomo figo. Siete tutti testimoni che alla festa di San Precario
per tre volte gli ho chiesto di affrettarsi a laurearsi, e lui per tre
volte ha rifiutato: era questo il tipico atteggiamento da sfigati di chi pur vivendo a casa con i genitori e non avendo avuto particolari problemi si laurea comodamente dopo i 28 anni?
Eppure Martone dice che era sfigato e certamente egli è uomo figo.
Io non parlo per disapprovare ciò che ha detto Martone, ma sono qui
per dire ciò che so. Un tempo incoraggiavate tutti il laureato fuori corso e non senza motivo, ora cosa vi trattiene dal piangerlo?
Era lo studente più nobile fra tutti
costoro: tutti gli studenti in corso hanno fatto ciò che hanno fatto
per invidia del grande ritardatario. Egli solo si unì a loro con
onestà e per il bene proprio e di tutti. Il suo corso di studi era nobile e gli esami da lui scelti così equilibrati che l'Università potrebbe ergersi e
annunciare a tutto il mondo 'questo era uno studente universitario!
(Exeunt)
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