E’ tutta, In ogni umano stato, ozio la vita, Se quell’oprar, quel procurar che a degno Obbietto non intende, o che all’intento Giunger mai non potria, ben si conviene Ozioso nomar. (Giacomo Leopardi)

sabato 28 dicembre 2013

Intuizione, 22 (La stupidità)

La stupidità, deleuzianamente intesa come condizione fondamentale del pensiero che non pensa se non forzato (meccanicamente, quindi, e non per uno spiritualistico richiamo heideggeriano), è perfettamente fotografata nella Relevance Theory di Sperber e Wilson. Uno stimolo non è pensabile se il suo effetto non giustifica lo sforzo richiesto.
Per uno stupido (= pigro), uno stimolo non gratificante non è degno di essere pensato. Ecco spiegato Canale 5, Drive in, il Gabibbo.

Fondazione cognitiva della violenza politica per la costruzione di un'umanità cooperativa.

(Al contrario, nell'educazione domina la forza della curiosità infantile: confutazione della pedagogia nera.)

F. Zourabichvili, Deleuze, une philosophie de l'événement, p.24

giovedì 26 dicembre 2013

Libri che posso finalmente riprendere dopo aver terminato la tesi di dottorato

- Viaggio al termine della notte: come avevo potuto dimenticarlo! Ci sono arrivato tramite l'azzeccatissimo Point Lenana, la mia esaltante lettura estiva. A un certo punto si scrive che Benuzzi non apprezzava il modernismo di Niente di nuovo sul fronte occidentale di Rémarque e di Voyage au bout de la nuit. Siccome era da anni che volevo leggerlo ho subito attaccato.
Il capitolo sulla guerra è magnifico, e anche quello sull'ospedale psichiatrico. Meno quello sull'Africa (ma la paranoia del viaggio con quelli che lo vogliono scaraventare è incredibile). Poi non si capisce più niente quando viente venduto schiavo, sembra un film di Terry Gilliam. Di nuovo bellissimo quando va in America.
C'è però un problema: la traduzione che so quasi impossibile, non mi convince e vorrei leggerlo in francese. Un po' come leggere Houellebecq in italiano: non mi pare abbia senso (anche perché le prime traduzioni hanno pure degli errori grossolani).

- La vita agra. Bellissimo. Inquietante. Quando comincia a parlare della "missione" capisci che non avevi capito ancora niente.
Poi quando comincia a parlare di Anna capisci che non avevi davvero ancora capito niente. Poi quando comincia a parlare del lavoro, delle traduzioni, dei soldi, delle bollette, dei poveracci, dei morti ecc. capisci che è meglio se smetti di cercare di capire prima di averlo finito, perché è un bellissimo libro rizomatico, visionario, militante.
Una cosa però mi sembra innegabile: è tristissimo e leggendolo mi comunica inquietudine per la malattia (il collega delle trasfusioni) e la morte (quella extradiegetica, precoce, di LB).

- La lingua salvata (sublime. Ma sull'infanzia Canetti ha uno sguardo troppo infantile, che non mi aspettavo. Lui stesso dice, all'inizio, che non parlerà MAI di psicoanalisi, e userà "inconscio" in senso non freudiano)

- Moby Dick (ineffabile, ma il capitolo in stile teatrale mi aveva rallentato)

- Madame Bovary (a dire il vero Emma m'annoja assai)
- Ulysess (dopo averlo mollato all'università non ricordavo quanto fosse divertente. Altro che Recherche o Musil! Joyce forever!)

- Geologia di un padre, di Valerio Magrelli. L'ho iniziato grazie al libro di Federico Francucci. Conoscevo Magrelli solo di nome, e come poeta. Questo libro mi interessava a priori per il tema della morte del padre, poi la bella analisi di Francucci (ultimo capitolo del suo libro) mi ha definitivamente deciso.
Il libro propone un'ottantina di paragrafi-ricordi, in ordine più o meno cronologico. E' bello, ma me lo aspettavo sublime. Non lo è, nonostante sia alta letteratura (molti gli effetti speciali linguistici).
Questo mi rasssicura: il libro sul padre posso ancora scriverlo io :-D

- Vita di Henry Brulard. E' l'autobiografia di Stendhal. Adoro Stendahl, ma questo libro ha una voce molto diversa, impressionante: la sua vera voce, priva della fantastica dimensione narrativa di cui lui solo è maestro.

- Confessioni di un mangiatore d'oppio, di De Quincey. Avvincente, ma di tutti i libri che ho iniziato è quello per ora più lontano dall'epicentro della mia attuale vita mentale. (L'ho cominciato subito dopo aver terminato il bellissimo Gli ultimi giorni di Immanuel Kant.)

domenica 22 dicembre 2013

Utile lista di Natale




  • Adam Adolphe (1803 – 1856), Cantique de Noël
  • Antonacci Pietro (XVIII secolo), Sinfonia Pastorale in sol
  • Bach Johann Sebastian (1865-1870), Magnificat in re maggiore BWV 243
  • Bach Johann Sebastian (1865-1870), Oratorium tempore nativitatis Christi, BWV 248
  • Bouzignac Guillaume (1587-1643), Noé! Pastores, Cantate Domino
  • Britten Benjamin (1013-1976), Ceremony of carols
  • Busoni Ferruccio, (1866-1924) Sonatina No.4, BV 274, Sonatina in diem nativitatis Christi MCMXVII [https://play.spotify.com/track/5V5IjHgqGaRKOgqQJWtCay]
  • Čajkovskij Pëtr Il’ič (1840-1893), Liturgia di S. Giovanni Crisostomo Op. 41
  • Canto gregoriano per il santo Natale
  • Charpentier Marc-Antoine (1643 – 1704), Antiennes O de l’Avent, H.36-43
  • Charpentier Marc-Antoine (1643 – 1704), In Nativitatem Domini Canticum H.314
  • Charpentier Marc-Antoine (1643 – 1704), Messe de minuit pour noël H.1
  • Charpentier Marc-Antoine (1643 – 1704), Pastorale sur la naissance de Notre Seigneur Jésus, H.483
  • Corelli Arcangelo (1653 – 1713), Concerto Grosso Op.6 n.8
  • Gabrieli Giovanni, (1554-1612) O magnum mysterium, Ch.3
  • Hammerschmidt Andreas (1611-1675), Alleluja! Freuet Euch, Ihr Christen alle Achtstimmige
  • Hassler Hans Leo (1564-1612), Angelus ad Pastores ait
  • Honegger Arthur (1892-1955), Une Cantate de Noël (Cantata di Natale)
  • In Natali Domini, musiche natalizie medievali
  • Liszt Franz  (1811-1886),  “Weihnachtsbaum”  (“L’ Albero  di  Natale”)
  • Manfredini Francesco (1684-1762), Concerto Grosso in Do Op.3 No.12 ‘Con Una Pastorale Per Il Santissimo Natale’
  • Monteverdi Claudio (1567-1643), Christe, Redemptor
  • Morandi Giovanni (1777-1856), Pastorale del Santissimo Natale
  • Pez Johann Christoph (1664-1716), Concerto Pastorale in Fa
  • Poulenc Francis (1899-1963), Gloria, FP 177 del 1959
  • Poulenc Francis (1899-1963), Quatre Motets pour le temps de Noël
  • Praetorius Michael (1571-1621), Singt, ihr lieben Christen all
  • Purcell Henry (1659-1695), Behold, I bring you glad tidings
  • Rutter John (1945), Music for Christmas (2001)
  • S. Rachmaninov (1873-1943), Quattro frammenti dalla Grande Veglia Notturna op. 37
  • Saint-Saens Camille (1835-1921), Oratorio de Noël, Op.12
  • Scarlatti Alessandro (1660-1725), Cantata per la notte di Natale di Nostro Signore
  • Schütz Heinrich (1585-1672), Hodie Christus natus est, SWV 456
  • Schütz Heinrich (1585-1672), Weihnachtshistorie “Historia der Geburt Jesu Christi” (SWV 435)
  • Stradella Alessandro (1644-1682), Cantata per il Santissimo Natale
  • Torelli Giuseppe (1658-1709), Concerto in sol Op.8 No.6 ‘…Per Il Santissimo Natale’
  • Vivaldi Antonio (1678-1741), Pastorale in La, dalla Sonata Op.13 No.4, RV 59
  • Vivaldi Antonio (1678-1741), Concerto in mi maggiore per violino, archi e b.c. RV 270 “Il Riposo… per il S. Natale”
  • Vivaldi Antonio (1678-1741), Gloria in re maggiore RV 589
  • Webern Anton (1883-1945), Dormi Jesu, Op. 16, No. 2
  • Williams John – “Merry Christmas”


  • http://www.ariberti.it/il-natale/classica-natale

    sabato 21 dicembre 2013

    L'amicizia dei bambini

    Quando vedo mio figlio giocare con un bambino della sua età sono felice. Capisco che se avesse un fratello giocherebbe sempre con lui, ma non provo il desiderio di essere padre di più figli.
    Mi piace molto  vedere l'amicizia tra i bambini. Ma essendo figlio unico non so bene cosa pensare della fratellanza/sorellanza.

    venerdì 20 dicembre 2013

    Adulti che parlano come bambini (Intuizione 21)

    Quando parlano con un bambino piccolo, a molti adulti viene spontaneo parlargli in bambinese.
    Viene spontaneo pensare di dover risparmiare al bambino lo sforzo di intuire il significato della parola, di fare inferenze alla base della normale comprensione linguistica propria della nostra specie. Cone se lo sforzo mentale fosse di per sé nocivo (lo è se non corrisponde a un'adeguata informazione).
    Sforzarsi di non cedere alla tentazione regressiva non può che essere salutare. Per il bambino e per l'adulto.

    lunedì 16 dicembre 2013

    I 120 componenti della Direzione Nazionale del nuovo PD

    Da oggi, o italiani progressisti, sperate in loro o prendetevela con loro:

    Manuela Rontini, Cristiana Alicata, Giovanna Martelli, Silvia Fregolent, Teresa Armato, Francesca Puglisi, Francesca Bonomo, Simona Bonafe’, Alessia Rotta, Roberta Pinotti, Raffaella Paita, Mila Spicola, Lorenza Bonaccorsi, Estella Marino, Sabrina Capozzolo, Marina Sereni, Silvana Amati, Patrizia Prestipino, Elisa Filippi, Alexandra Coppola, Assunta Tartaglione, Giuliana Palma, Nadia Ginetti, Annapaola Concia, Maria Antezza, Laura Cantini, Teresa Piccione, Daniela Sbrollini, Claudia Mancina, Caterina Pes, Laura Venittelli, Lura Venturi, Marta Giovannini, Stefania Pezzopane, Caterina Bini, Cecile Kyenge, Lia Quartapelle, Rosa Maria Di Giorgi, Anna Ascani, Rosanna Filippin, Laura Puppato, Ilda Curti, Annapaola Cova, Marina Terragni, Elly Schlein, Beatrice Brignone, Elena Gentile, Rita Castellani, Maria Carmela Lanzetta, Graziano DelRio, Roberto Reggi, Matteo Richetti, Roberto Giachetti, Ermete Realacci, Paolo Gentiloni, Emauele Lodolini, Goffredo Bettini, Ernesto Magorno, Sandro Principe, Ettore Rosato, Antonello Giacomelli, Dario Nardella, Nicola Danti, Fabio Maccione, Emanuele Fiano, Gianluca Lioni, Renato Soru, Mario Morgoni, Antonio De Caro, Andrea Marcucci, Gavino Manca, Luigi Famiglietti, Fausto Recchia, Ivan Scalfarotto, Angelo Rughetti, Franco Mirabelli, Bruno Astorre, Marco Donati, Marco Guasticchi, Ciro Bonaiuto, Roger De Menech, Roberto Bizzo, Vincenzo De Luca, Salvatore Margiotta, Francesco Sanna, Francesco Boccia, Marco Minniti, Giorgio Tonini, Andrea Martella, Felice Casson, Paolo Cosseddu, Enzo Martines, Mirko Tutino, Samuele Agostini, Andrea Ranieri, Marco Sarracino, Thomas Castangia, Barbara Pollastrini, Concetta Raia, Rosa D'Amelio, Micaela Campana, Enza Bruno Bossio, Margherita Miotto, Valeria Fedeli, Anna Rossomando, Emma Petitti, Sesa Amici, Paola De Micheli, Michele Meta, Giuseppe Fioroni, Andrea Cozzolino, Roberto Gualtieri, Andrea Orlando, Matteo Orfini, Francesco Verducci, Andrea Manciulli, Stefano Fassina, Nico Stumpo, Alfredo D'Attorre, Maurizio Martina.

    15/12/2013 8.15.08 - http://www.salernonotizie.it/notizia.asp?ID=54286

    PS: una di queste persone, una volta mi ha bloccato su Facebook perché avevo contestato al PD di non supportare adeguatamente la scuola pubblica. Dopo avermi bloccato mi ha inviato una delirante email schiumante rabbia cazzate e minacce.
    Indovinate chi è tra i 120? :-D

    domenica 15 dicembre 2013

    Memorie d'altri tempi. La rottura con i progressisti.

    (Un ricordo suscitato dalle discussioni sui cosiddetti "forconi" torinesi)

    In fondo, che con l'idiozia di sinistra mi sarei sempre scontrato avrei dovuto capirlo fin da quella campagna elettorale del 2001. L'accordo tra il centro-sinistra e Rifondazione era fallito e io non avevo ancora deciso per chi votare. Propendevo per Rifondazione, le cui ragioni mi parevano migliori, ma - essendo giovane  e pauroso - non volevo favorire la vittoria di Berlusconi.
    Siccome mi è sempre piaciuto impegnarmi in qualcosa di inutile ma che mi fa sentire meglio, dopo essere andato a una riunione di cinque tristi compagni di Rifo, decisi di propormi al PD per dare una mano: avrei poi sempre potuto votare a mio piacimento ma almeno potevo rendermi utile per il presunto ideale schieramento comune.
    Quelli del PDS, tra cui la futura attuale sindaca della mia città, mi misero a imbustare lettere elettorali, cosa che in parte umiliava le mie capacità intellettuali, ma in parte gratificava la mia stupida voglia di militanza.
    Mentre si imbustava, si chiacchierava della situazione. A un certo punto una signora a me ben nota esclamò: "I giovani sono indecisi se votare Fini o Rifondazione. Quello che mi fa più rabbia è che Bertinotti è contento che vinca Fini!".
    Lì non ci vidi più, mi pulii la lingua dalla schifosa colla progressista del cazzo, e le vomitai addosso tutto il mio disappunto: fu molto sorpresa di scoprire che seppur mi trovavo lì a imbustare le loro lettere di merda io simpatizzavo per Rifondazione.
    Ovviamente non tornai più da loro, augurandogli di venire puniti dalla realtà, e votai convintamente Rifondazione sia alla Camera che al Senato (la decisione ultima la presi mentre scendevo a piedi la mia collina per recarmi al seggio: riflettei per tutto il cammino e la catena dei sillogisimi mi confermò che non si poteva stare dalla parte dei falsi riformisti).
    Forse fu per quello che, come noto, perdemmo le elezioni.
    Per un po' mi sentii abbastanza in colpa; forse quel senso di colpa fu determinante nel 2008, quando pensai bene di votare PD per la prima e ultima volta in vita mia (in realtà non è del tutto vero: alle comunali avevo già votato il marito di quella geniale signora, per motivi affettivi).
    Poco dopo le elezioni vidi che Veltroni non aveva alcuna intenzione di fare opposizione e compresi che aveva voluto perdere: meglio Berlusconi che allearsi con i comunisti.
    Chi è che era più contento per la vittoria di Fini? Il comunista stupido ed egocentrico oppure il traditore affarista e servo della borghesia? Dopo 12 anni non ho più alcun dubbio.

    Animali da branco (Intuizione 19)

    Chi è abituato ad appartenere a un gruppo sociale come se ciò fosse naturale e inevitabile non tollera facilmente chi da quel gruppo sociale mostri di volersi allontanare, non importa se in una direzione astrattamente buona o cattiva.
    L'appartenenza a un gruppo sociale si fonda sulla tacita accettazione psicologica del far parte del gruppo: chi metta in discussione, chi espliciti quell'accettazione, è percepito come anomalo, fastidioso, intollerabile, pericoloso, egocentrico, individualista, malato, pazzo.
    Il gruppo attenderà paziente di poterlo stigmatizzare alla prima occasione: e la rovina del traditore sarà considerata prevedibile e giusta.