E’ tutta, In ogni umano stato, ozio la vita, Se quell’oprar, quel procurar che a degno Obbietto non intende, o che all’intento Giunger mai non potria, ben si conviene Ozioso nomar. (Giacomo Leopardi)

giovedì 6 maggio 2010

Heidegger, spiegato a quelli che non sono intelligenti come me

I cosiddetti "esistenziali" di Heidegger si basano su un semplice bias, per il quale noi ci sembriamo essere sempre migliori degli altri.
Questo bias si chiama illusory superiority (http://en.wikipedia.org/wiki/Illusory_superiority), e spiega appieno la chiacchiera la curiosità e l'equivoco di cui parla Heidegger. Quel borioso e stupido nazista.

Depressione politica

(aggiornamento 21 dicembre 2010)

Anche stasera, speravo, insieme ad altri, che allla riunione si decidesse che avremmo fatto una lista civica con le nostre idee, umilmente ma senza badare alle contingenze politiche, per affermare ciò che davvero crediamo.
Pare impossibile, almeno per ora, ma io non mi lascio scoraggiare: sono sicuro di poter trovare QUALCUNO CHE LA PENSI ESATTAMENTE COME ME...

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(6 maggio 2010)

La riunione da Terry è stata depressiva perché mi ha chiaramente manifestato la mancanza di un orizzonte comune per "la sinistra" torinese e nazionale (lasciamo perdere quella internazionale).
Viene da pensare che cazzeggiare alla Toni Negri sia l'unico modo di consolarsi fingendo ancora di pensare (al)la poltica.

Che cosa ci distingue da quelli del PD? Loro vogliono amministrare, possono anche essere spinti dalle migliori intenzioni del mondo, però hanno come uno scudo protettivo nella coscienza, per cui non si sentono in dovere di non tollerare gli orrori che la semplice ammministrazione dell'esistente inevitabilmente produce.

Noi non vogliamo tollerare l'orrore, ci appare chiaramente che "ne va" della nostra dignità umana. E' questo il concetto che ci frega.
Forse i compagni "non non-violenti" hanno ugualmente rinunciato alla loro dignità umana, accettando di poter eventualmente ferire e uccidere, persino gli innocenti (come ad Atene) o persone che difendono l'orrrore ma non ne sono direttamente responsabili (come i poliziotti in Val di Susa).

Mi sento come Kurz prima di farsi ammazzare: politicamente, vedo ormai solo l'Orrore...

martedì 4 maggio 2010

Uno non dovrebbe guardare la televisione

Uno non dovrebbe guardare la televisione se si schifa come me. La televisione l'ho buttata via, ma ogni tanto ci casco e guardo Ballarò sul web.
Se c'è qualcuno che attacca i fascioberlusconiani, all'inizio mi entusiasmo di una contentezza fatua, poi quelli del PD come al solito iniziano ad apparirmi come i veri mostri che sono, quasi avessi inforcato gli occhiali di They Live. Ma a quel punto è troppo tardi, mi rimane un fegato grosso di bile così.

La verità è che il piccolo schermo non lascia serena la mente, non lascia distanza, non lascia nulla ma brucia tutto come una stella enorme che diventa un buco nero.
Ho fatto bene a buttare l'ordigno audiovisivo (F. Cordero) e non devo mai più cedere alla curiosità di vedere quei buffoni nel loro micidiale salottino.
Giuro che non ci casco più

lunedì 3 maggio 2010

La psicoterapia mi ha decisamente giovato.

Oggi ho superato una crisi di sconforto, che stavo quasi per manifestare su FB.
Un po' è l'estate incipiente che mi fa impazzire. O forse no. Non si sa mai in questi casi.
Comunque o sono riuscito a controllarmi, oppure la cosa è scemata da sé.
Un tempo ero nevrotico. La psicoterapia mi ha decisamente giovato.

Avere un figlioletto cui badare, alle volte stanca più che filosofare.

Oggi, come risultato del nervosismo di ieri, mi sono venuti in mente vecchi libri e ho iniziato a leggere il Proust e i segni di Deleuze, sempre trascurato chissà perché. Bello, molto sensato.

domenica 2 maggio 2010

E così ho ritrovato "il mio blog". Uno spazio che avevo aperto molto tempo fa, quand'ero una persona molto diversa da ora.
Ho poca memoria personale, il mio passato mi si cancella quasi in tempo reale, come le orme sulla battigia. (La neve, al contrario, conserva le tracce).
Chi ero, che cosa facevo, che cosa volevo quando ho iniziato questo blog? Zero: nessun ricordo.
Del resto un tempo tenevo un diario appositamente per evitare questa sensazione di assenza di memoria. Poi l'ho interrotto, dirò a suo tempo come e perché.

Intanto questa sera è così: Facebook mi ha dato un senso di solitudine, perciò ho trovato il pretesto per riscoprire questa spazio di scrittura.
Lo userò, probabilmente, come un diario semipubblico.
Se e quando ne avrò voglia.

martedì 27 marzo 2007

Incipit blogoedia.
Apro il blog per lavoro, non per diletto. Pubblicherò alcuni miei testi in modo che siano comodamente accessibili.