E’ tutta, In ogni umano stato, ozio la vita, Se quell’oprar, quel procurar che a degno Obbietto non intende, o che all’intento Giunger mai non potria, ben si conviene Ozioso nomar. (Giacomo Leopardi)
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giovedì 30 aprile 2020

Philodemic, 3: Espressioni (pseudo)filosofiche utili per il frangente.

L'accadere epocale dell'Evento.
 
Essere fedeli all'Evento.
 
La voce della coscienza.
 
La Chiamata.
 
Divenire-isolati.
 
Stoss razionalizzante.

Riduzione di complessità.

Agire strategico.

sabato 18 aprile 2020

Concetti pandem(on)ici (raccolta di articoli, in aggiornamento progressivo)

Questioni giuridiche.




Questioni filosofiche.

G. Agamben:







M. Ferraris: 








sabato 11 aprile 2020

Philodemic, 2: tipi di filosofi.

Nell'emergenza epidemica i filosofi e le filosofe sono chiaramente in crisi, ma reagiscono in modo diverso.
Ci sono quell* che si lanciano sulle macrointerpretazioni dell'Evento, ovviamente in modo da confermare le loro precedenti letture della realtà: Agamben e Zizek esemplificano bene questa prima possibilità, ma anche Maurizio Ferraris.
Ci sono poi quell* che si occupavano di questioni particolari su cui si costruisce una carriera, nel mondo iperspecialistico dell'accademia contemporanea: se si occupavano di genere e sesso ora proveranno a dire qualcosa su genere e sesso durante l'epidemia, ecc.

Io, se fossi un filosofo, vorrei seguire una terza via: provare a pensare quello che (mi) sta succedendo senza dare per scontate teorie pre-pensate.
Sarebbe chiaramente una via più singolare e narrativa, che forse non porterebbe a nulla di interessante sul piano filosofico.
Ma in filosofia continuo a preferire nessuna verità che delle false verità.


giovedì 9 aprile 2020

Jürgen Habermas sul Corona virus e sul suo nuovo libro (in fieri)

Professor Habermas, come vive personalmente, come esperisce la crisi del corona-virus?

Posso solo dire cosa mi passa per la testa in questi giorni. Le nostre società complesse incontrano costantemente grandi insicurezze, ma queste si verificano localmente e non allo stesso tempo, e vengono elaborate dagli esperti responsabili, più o meno in modo inosservato, nell'uno o l'altro sottosistema della società. Al contrario, l'insicurezza esistenziale si sta ora diffondendo a livello globale e simultaneamente, nelle menti degli stessi individui collegati in rete.
Tutti sono consapevoli dei rischi perché per combattere la pandemia l'autoisolamento dell'individuo è la singola variabile più importante, considerando i sistemi sanitari sopraffatti. Inoltre, l'incertezza riguarda non solo la gestione dei pericoli epidemici, ma anche le conseguenze economiche e sociali del tutto imprevedibili. A questo proposito - per quanto si può sapere - a differenza che per il virus, al momento non esiste un esperto in grado di stimare con sicurezza queste conseguenze. Gli esperti di scienze economiche e sociali dovrebbero frastenersi dalle previsioni imprudenti. Si può dire che non ci sia mai stata così tanta conoscenza della nostra ignoranza e della coercizione ad agire e vivere in condizioni di incertezza.

Il suo nuovo libro "Ancora una storia della filosofia" è già alla sua terza edizione. Il suo argomento - il rapporto tra credenza e conoscenza nella tradizione occidentale - è tutt'altro che semplice. Si aspettava questo successo?

Non ci pensi quando scrivi un libro come questo. Hai solo paura di commettere errori - in ogni capitolo pensi alla possibile contraddizione da parte degli esperti, che conoscono meglio i dettagli.

Ho notato una mossa didattica: ripetizioni, flashback e riepiloghi distaccanti strutturano il tutto e danno respiro. Vogliono facilitare l'accesso al laico interessato.

Finora, i lettori dei miei libri sono stati per lo più colleghi accademici e studenti di varie materie, soprattutto docenti, alcuni dei quali insegnano etica e studi sociali. Ma questa volta, nei primi mesi da quando è stato recensito, ho incontrato un pubblico di lettori completamente diversi - ovviamente quelli che sono interessati all'argomento "Fede e sapere", ma anche persone che sono generalmente premurose e chiedono consigli, tra cui medici, manager, avvocati ecc. Sembrano fidarsi della filosofia per cercare un po 'di comprensione di sé. Questo mi soddisfa, perché una certa specializzazione eccessiva, che danneggia la visione del filosofo e il soggetto in quanto tale, era uno dei miei motivi per cercare questa compagnia.

Nel titolo del suo lavoro, che risale a Herder, la parola "ancora" mi irrita...

Lo "ancora" nel titolo attira l'attenzione del lettore sul fatto che questa è solo una, seppure nuova, interpretazione della storia della filosofia - tra le altre possibili interpretazioni. Questo gesto di modestia mette in guardia il lettore dall'incomprensione di prendere in mano una storia esauriente o addirittura definitiva della filosofia. Io stesso seguo la linea di interpretazione secondo cui questa storia può essere intesa come un processo di apprendimento dal punto di vista di una certa comprensione del pensiero post-metafisico. Nessun singolo autore può evitare una prospettiva particolare; e ovviamente questo riflette sempre qualcosa delle sue credenze teoriche. Ma questa è solo l'espressione di una coscienza fallibilistica e non intende in alcun modo relativizzare le affermazioni di verità delle mie affermazioni.

(...)


https://www.fr.de/kultur/gesellschaft/juergen-habermas-coronavirus-krise-covid19-interview-13642491.html?fbclid=IwAR2-ICcZteYNQiVQapjz6RWjMCd4Vy5uVe-of62SUSWq-UJKwBkcDYZ5sMw






domenica 22 marzo 2020

Philodemic, 1: il virus Signore assoluto

Da oggi mi affido a piccole azioni creative quotidiane.
Non ho le forze per analisi e critiche, la mediazione negatrice mi ha consumato in modo inarticolato.
Qualcuno la chiamerebbe paura, io tenderei piuttosto a definirla angoscia: hegelianamente ora siamo confrontati col Signore assoluto, la morte, "il nulla".
Non sono mai stato nichilista e voglio reagire.
Il mio problema si riassume in questo: non essendo in questa crisi manifesto un Signore oltre a quello assoluto, ho finora esitato dolorosamente nella decisione per la servitù o la signoria. Qui non si tratta di contrapposizione tra coscienze (in quel caso sono molto reattivo, bambino resiliente) ma di posizionarsi di fronte a un evento sistemico di proporzioni planetarie.
La tentazione della depressione va sconfitta per un impegno etico: non in senso lacaniano (depressione = viltà), quanto in senso cristiano. 
Di fronte alla comunità dei sofferenti, PER questa comunità, l'accidia demoniaca va combattutta e sconfitta.