E’ tutta, In ogni umano stato, ozio la vita, Se quell’oprar, quel procurar che a degno Obbietto non intende, o che all’intento Giunger mai non potria, ben si conviene Ozioso nomar. (Giacomo Leopardi)

giovedì 25 novembre 2021

EBM: Evidence Based Medicine (da Stanford Encyclopedia of Philosophy)

3. Epistemologia della biomedicina

Ci sono delle controversie filosofiche in corso al centro dell'impresa biomedica e queste dispute offrono un mezzo per comprendere le dimensioni epistemologiche della biomedicina: la natura delle prove e la conoscenza contestualizzata. La più controversa di queste dispute interne alla biomedicina è incentrata su ciò che dovrebbe essere l'epistemologia della biomedicina, e l'ascesa della "medicina basata sull'evidenza" (EBM) è l'evento che ha provocato la maggior parte di queste controversie. Esaminando le controversie che circondano l'EBM, possiamo ottenere una migliore comprensione dell'epistemologia della biomedicina, come illustrato in lavori come Making Medical Knowledge di Solomon (2015).

La medicina basata sull'evidenza è un concetto complicato, poiché il suo nome solleva in modo fuorviante la questione di chi pratichi una medicina che non si basa sull'evidenza (Goldenberg 2006). Piuttosto, la disputa è su quale prova sia la migliore e come dovrebbe essere usata. Ad esempio, i medici spesso consigliano ai pazienti quali trattamenti domiciliari utilizzare per il dolore lombare minore, con differenze tra i singoli medici sui trattamenti che raccomandano, anche tralasciando le differenze nei consigli basati sulle diverse caratteristiche del paziente. Ibuprofene? Acetaminofene? Impacchi caldi e/o freddi? Esercizio? La risposta medica standard del ventesimo secolo sarebbe quella di lasciare che i gruppi di medici (compresi i gruppi di consenso convocati a questo scopo) espongano le opzioni e forse utilizzino la loro esperienza collettiva per formulare una raccomandazione, ma dando un grande margine di manovra ai singoli medici per usare la loro esperienza individuale accumulata per scegliere un'altra delle opzioni disponibili viste come valide dai loro pari. EBM invece tratta la questione come se dovesse essere in gran parte decisa dalla ricerca empirica. Vale a dire, dovremmo eseguire esperimenti di prova di controllo randomizzati che confrontino l'efficacia di opzioni alternative assegnando in modo casuale i pazienti con lombalgia al trattamento A o al trattamento B - controllando per la singola variabile - e misurare gli effetti sui pazienti utilizzando metriche predeterminate (cambiamento di gravità del dolore esperita, incidenza di effetti collaterali maggiori, ecc.). Dopo aver eseguito più esperimenti, possiamo quindi eseguire una "revisione sistematica e una meta-analisi" che compili le tendenze dei dati attraverso studi di ricerca paralleli e ci aiuti a costruire una base di prove per la creazione di linee guida che i terapeuti clinici dovrebbero utilizzare. Tali linee guida dettano le corrette pratiche predefinite, che i singoli medici possono contravvenire se le esigenze specifiche del singolo paziente sono in conflitto (ad esempio, una storia del paziente di reazione non ottimale a un determinato farmaco).

(continua…)


Qui il testo originale.

domenica 20 giugno 2021

Test prenatali e vaccini

Digressione ultra-personale, 2: test prenatali e vaccini


In un paese ad alta medicalizzazione della gestazione, com’è l’Italia, per i futuri genitori viene un momento in cui bisogna fare i conti con la statistica. Ho ripensato alla rilevanza di questo frangente soltanto nei mesi della campagna di vaccinazioni anti-covid, e credo che il ragionamento possa essere istruttivo in generale, riguardo al modo in cui la statistica può entrare nelle nostre vite.
Talvolta, a proposito di questo o quel rischio (incidenti, malattie, ecc.), si sente dire “la probabilità è molto bassa”: è un’affermazione ben poco significativa perché la probabilità si misura con precisione da quando ne abbiamo catturato la natura numerica, ossia dalla metà del XVII secolo. Ma la matematica probabilistica è sconosciuta ai più, per non dire a quasi tutti coloro che non l’abbiano studiata. Sentirsi dire che la probabilità di morire facendo il tal vaccino è dello 0,0013% non è un dato significativo per una mente ignara di numeri (mi pare che la pandemia di covid abbia mostrato che la società contemporanea è in buona parte affetta da quella che chiamerei “discalculia culturale”).
I numeri sembrano acquistare un po’ più di significato, per noi non-matematici (cui era giustamente proibito l’accesso nell’Accademia platonica) se vengono comparati l’uno con l’altro. Per esempio, per un cinquantenne sano avrebbe senso paragonare la probabilità (condizionale) di ammalarsi gravemente e morire di covid con la probabilità di morire per gli effetti di un vaccino ancora non troppo testato.
Nel caso dei test prenatali la situazione è abbastanza chiara, o almeno lo fu per me: sommando i risultati di tutti i test prenatali prima dell'amniocentesi, la probabilità statistica (quindi appartenente a una realtà puramente virtuale) che mio figlio nascesse con una malformazione era di 1/10000. Tanto? Poco? Se non ci fossero stati confronti da fare, avrei certamente preso in considerazione il fatto che non si trattava di una probabilità nulla: su 10000 mondi possibili, in uno di questi sarei diventato padre di un bambino con qualche malformazione, con conseguenze che non sarei mai stato in grado di prevedere a priori.
Ma c’era un altro dato da prendere in considerazione: l’amniocentesi dà un responso molto affidabile sulla presenza di eventuali malformazioni ma porta con sè un rischio di aborto per mancata richiusura della placenta. Qual era la probabilità di un aborto post-test? All’epoca si diceva 1/200, ma la ginecologa ci disse che nuovi studi la ricalcolavano anche a 1/100. Su 100 amniocentesi effettuate, in un caso si aveva un aborto (non so che cosa dicano i dati di oggi).
Prima ancora di considerare il contesto esistenziale e decisionale, consideriamo i numeri: da una parte 1/100, dall’altra 1/10000. Sembrerebbe non dovervi essere dubbio, se si considera che la differenza numerica è di due ordini decimali di grandezza: il rischio di aborto era cento volte più grande del rischio di malformazione. Certo, le conseguenze sarebbero state radicalmente diverse e incomparabili: da una parte una possibile vita mai nata, nella fattispecie quella di nostro figlio, dall’altra parte la nascita di un figlio con qualche problema imprevedibile a priori ma potenzialmente anche molto grave, e comunque tale da condizionare la sua vita e ovviamente la nostra di genitori.
Per comparare due mondi possibili tanto diversi non esistono regole, direi: ognuno valuterà quale rischio preferire, date le conseguenze probabili, anche se di una probabilità apparentemente piccola.

martedì 1 giugno 2021

Gentile Franco Battiato (lettera mai inviata, 23 giugno 04)

Va bene, hai ragione se ti vuoi ammazzare, vivere è un'offesa che desta indignazione, ma ti prego rimanda: è solo un breve invito. 

Va bene, hai ragione se ti vuoi sparare un giorno lo farai, vedrai, con determinazione, ma per ora rimanda: è solo un breve invito. 

Sì, questa specie di vita ha reso banale il suicidio, questa parvenza di vita ha reso banale il suicidio - non lo merita, solo una migliore. 

                F. Battiato 


Gentilissimo Signor Battiato (spero bene che lei legga i messaggi inviati al suo sito web ufficiale), gioisco nello scriverle questa sera per la prima volta, benché lei sia nei miei pensieri da almeno dieci anni (sono nato il 18 maggio 1972, come Johannes Brahms, Bertrand Russell, Rudolf Carnap, Karol Wojtyla e Giovanni Falcone).

Mi chiamo Edoardo e sono laureato in filosofia francese postmoderna: il mio filosofo preferito è stato Gilles Deleuze, ma ora mi occupo di filosofia analitica e cognitivismo.

Lei è una delle pochissime persone che io stimi senza riserve. L'ho criticata qualche volta in passato per motivi meramente estetici, ma ero giovane e disperato, adesso mi avvicino poco a poco alla luminosa calma che immagino essere al centro della sua vita e del suo pensiero.

Ultimamente ascolto più del solito le sue canzoni, e mi pare di comprendere che la sua arte è solida, umana e perfetta quanto può esserlo arte umana.

Il fatto che Lei sia divenuto - non so bene come dire, e mi perdoni per la goffaggine della mia espressione in materia di religione - musulmano in questo assurdo segmento di storia contemporanea mi fa guardare a Lei con accentuato interesse.

In un certo senso, Lei rende la mia vita più degna di essere vissuta.

Le auguro ogni bene, e spero un giorno di poterla incontrare: non potrò mai offrirle nulla di simile a quello che Lei mi ha donato con la sua arte, ma sarei infinitamente lieto di poterle un giorno comunicare qualcosa di buono. Io devo qualcosa della mia vita a Lei, e non saprò mai abbastanza esprimere gratitudine a Lei o a ciò che Lei voglia considerare propria Causa.

Carissimi saluti.

                Edoardo Acotto


P.S. Ho molto apprezzato dal punto di vista narrativo il suo bel film Perduto amor.


mercoledì 21 aprile 2021

DISPOSIZIONI (Stanford Encyclopedia of Philosophy)

Un bicchiere ha determinate disposizioni, ad esempio la disposizione a frantumarsi quando viene colpito. Ma cos'è questa disposizione? Sembra essere da un lato una proprietà perfettamente reale, un autentico rispetto della somiglianza comune a bicchieri, tazze di porcellana e qualsiasi altra cosa fragile. Eppure, d'altra parte, la disposizione del bicchiere sembra misteriosa, "eterea" (come disse Goodman (1954)) in un modo in cui, diciamo, le sue dimensioni e la sua forma non lo sono. Per la sua disposizione, a quanto pare, ha a che fare solo con la sua possibile frantumazione in determinate condizioni. In generale, sembra che nulla riguardo al comportamento effettivo di un oggetto sia mai necessario affinché abbia le disposizioni che ha. Molti oggetti differiscono l'uno dall'altro rispetto alle loro disposizioni in virtù dei loro comportamenti meramente possibili, e questo è un modo misterioso per gli oggetti di differire. Gran parte del lavoro recente sul tema delle disposizioni si è concentrato sui tentativi di dissipare questo mistero spiegando le disposizioni in altri termini più facilmente comprensibili. Il tema delle disposizioni è interessante di per sé. Ma deriva ulteriore interesse dal fatto che gli appelli alle disposizioni sono stati fatti praticamente in ogni area della filosofia. Esistono analisi esplicitamente disposizionali, ad esempio, degli stati mentali, dei colori, del valore, delle proprietà e dei condizionali. I filosofi interessati a qualsiasi cosa dovrebbero essere interessati alle disposizioni.

https://plato.stanford.edu/entries/dispositions/








martedì 20 aprile 2021

Intuizione, 64

Ogni essere umano è (una) molteplicità di narrazioni.

Per lo più gli esseri umani tengono (la maggior parte di) queste narrazioni per se stessi.

sabato 27 marzo 2021

Empatia epistemica (intuizione 63)

La pandemia ha dimostrato che ciò che manca agli animali portatori di logos è un'empatia epistemica, ossia la capacità di empatizzare per ragionamento, a prescindere dalla vicinanza spaziale o simbolica.

mercoledì 17 marzo 2021

Diventare ricchi (Nouveau roman nouveau, 1)

Da piccolo volevo essere bello, felice, intelligente e ricco. Crescendo mi sono dolorosamente reso conto che ero brutto, e ho iniziato a essere infelice. Speravo di essere intelligente ma anche l’intelligenza mi sembrava farmi difetto perché non sapevo in quale modo misurarla, come certificarmi della sua realtà e presenza.

E riguardo alla ricchezza, quando ho iniziato a studiare filosofia ci ho tirato una riga sopra. A quel punto ho iniziato a sentirmi meno brutto e più intelligente e sono conseguentemente diventato anche più felice.

Quand’ero piccolo mio padre ogni tanto fantasticava con me di diventare ricco grazie alla schedina. Bisognava fare tredici, ma anche dodici non sarebbe stato male. Non mi sembrava così difficile fare dodici o tredici. Che cosa avremmo fatto con quei soldi? 

Facevamo l’elenco: mio padre avrebbe smesso di lavorare; avremmo comprato una bella casa con un giardino e avremmo preso un cane; mi avrebbe comprato quel super robot dei Micronauti che desideravo tanto ma per cui nessuna paghetta sarebbe mai bastata.

Avremmo fatto dei bei viaggi d'estate e d'inverno la settimana bianca.


Libri che fanno venire l'angoscia mortale, 1

Generazioni, del grande Remo Bodei.


Quando parla del venire meno delle forze nella vecchiaia, e della possibilità della dissoluzione psichica con l'Alzheimer, pensi dritto al suicidio.

domenica 13 settembre 2020

Playstation e cognizione spaziale (Intuizione 62)

Sono sostanzialmente certo che Red Dead Redemption 2 mi abbia riattivato la cognizione visiva come non mi accadeva da tempo.
L'effetto però è stato massimo all'inizio e poi nel giro di qualche mese si è andato attenuando.
La cosa deve essere legata alla (mia personale?) percezione dello spazio, perché lo stesso mi accade in luoghi bellissimi (Lipsi, Linosa, la montagna): all'inizio sono sorpreso dal paesaggio e dagli oggetti situati nello spazio, ma con la ripetizione nei mesi e anni l'effetto si attenua senza che vi sia una reale coscienza di "conoscere" quegli spazi.

martedì 30 giugno 2020

Persone che lascian lì le cose rotte (Intuizione 61)

Ci sono persone che di fronte alla rottura di un loro oggetto non intervengono: non lo buttano via, non lo riparano, non lo nascondono.
Si ripromettono di occuparsene in futuro, ma non lo fanno mai perchè di fronte alla distruzione la loro azione si paralizza ed essi devono rimuovere l'evento stesso: poiché vivono in un eterno presente, rifiutano l'idea che un ente possa passare dall'essere al nulla.

martedì 23 giugno 2020

Creatori di una sola opera (Intuizione 60)

Nel corso della loro vita, i geni della produzione artistica e intellettuale creano numerose opere d'arte, più o meno raggruppabili in serie, per analogie e differenze, temi, idee, stile, ecc.
Poi ci sono i bravi mestieranti che, per motivi diversi, nel corso della loro vita producono poche cose notevoli, magari soltanto una anche molto bella: im vengono in mente Albinoni, Bruno Martino, Pachelbel, Alain-Fournier...

Potessi almeno creare un'opera bella come questi creatori di opere uniche!

sabato 6 giugno 2020

Consumatori di tempo altrui (Intuizione, 59)

Stando da soli ci si rende conto di quanto la presenza altrui consumi il nostro tempo, la nostra vita: una giornata sembra più lunga se trascorsa in perfetta solitudine, e anche senza contarlo il tempo viene occupato da una più numerosa serie di eventi e azioni (spazio liscio).
Il con-essere consuma inevitabilmente il tempo dell'Esserci. Partendo da questo presupposto, sembra dunque del tutto impossibile un con-essere "autentico", cioè proprio, poiché gli altri ci es-propriano, con la loro semplice presenza, dell'uso del nostro tempo.
L'inferno temporale sono gli altri.

mercoledì 27 maggio 2020

Intuizione 58: Musica elettronica e cognitivismo musicale.

Ascoltando Autechre mi rendo conto che grazie al cognitivismo ho pensato per qualche anno di poter teorizzare la comprensione umana della musica attraverso semplici modelli formali.
Ma era un progetto impossibile e insensato, come voler fare una mappa del mondo 1:1.

giovedì 30 aprile 2020

Philodemic, 3: Espressioni (pseudo)filosofiche utili per il frangente.

L'accadere epocale dell'Evento.
 
Essere fedeli all'Evento.
 
La voce della coscienza.
 
La Chiamata.
 
Divenire-isolati.
 
Stoss razionalizzante.

Riduzione di complessità.

Agire strategico.

lunedì 20 aprile 2020

Appunti su Mike Ehrmantraut come padre

Uno dei motivi più drammatici di Better call Saul è la morte del figlio di Mike Ehrmantraut.

Pur avendo giustiziato gli assassini di suo figlio, Mike non può non sentirsi in colpa per la morte del figlio, che aveva scoperto che suo padre era un poliziotto corrotto.

Quando Mike affronta la vedova, le urla più volte che suo figlio non era corrotto (“sporco”): la situazione è paradossale perché lui, il padre, era effettivamente corrotto.
Com’è possibile difendere l’onestà del proprio figlio, essendo un padre disonesto?
<Il padre attribuisce al piccolo Altro il valore del grande Altro>
Vedo in questa situazione, oltremodo dialettica, qualcosa di profondissimo: il figlio non somiglia al padre, ma il padre ha riconosciuto nel figlio un valore più alto (addirittura opposto) al proprio, e lo difende persino contro se stesso.
è vero che questo avviene in maniera postuma, il che permette di dubitare di ciò che il padre corrotto avrebbe sostenuto quando ancora il figlio onesto era in vita. Tuttavia appare chiaro che di fronte alla morte del figlio (quell’evento paradossale e letteralmente impensabile, per un padre), il padre assume la giusta posizione dialettica: il Vero apparteneva al figlio, non al padre.
C’è qui una commovente remissione del padre al figlio: il padre si arrende al piccolo Altro, divenuto ormai grande Altro.

Sono poche le situazioni estreme che possono portare a un simile rivolgimento dialettico, ma Better call Saul ne inscena una di grande bellezza, nel personaggio di Mike e nella narrazione del figlio morto.

C’è naturalmente da considerare la vendetta di Mike: egli uccide gli assassini del figlio.
è una vendetta assolutamente inaccettabile per il nostro senso morale.
Eppure, nella finzione narrativa, perché siamo inesorabilmente portati a stare dalla sua parte? (La domanda è più generale, e andrebbe posta a Enrico Terrone: perché, nei film, parteggiamo per i criminali e gli assassini “giusti”?)

Mike aveva confessato a suo figlio di essere corrotto: come può un padre sopportare di non essere il padre ideale?

sabato 18 aprile 2020

Concetti pandem(on)ici (raccolta di articoli, in aggiornamento progressivo)

Questioni giuridiche.




Questioni filosofiche.

G. Agamben:







M. Ferraris: 








martedì 14 aprile 2020

Happydemic, 3

La Donna che ci hanno inviato non rende affatto più semplice la nostra situazione.
Come ho già detto, passa tutto il tempo in telechiamata, non capisco di che cosa parli, perché usa due o tre lingue a me incomprensibili, ma certamente porta avanti un lavoro scientifico di gruppo.
È una Scienziata.
Ma perché l'hanno inviata da noi? Il nuovo blocpartamento non è molto grande, anche se ha due piani, e lei non fa nulla per la casa. Anzi, non è vero: ogni tanto lava i panni e li stende. Un giorno ha persino dimostrato di saper cucinare e cucire, cosa che ha sbalordito parecchio mio figlio. Tuttavia non si intrattiene mai con noi, e quando non è in telechiamata guarda degli strani video comici che non mi fanno per niente ridere.
È del tutto disinteressata ai nostri noogiuochi, e non sono nemmeno riuscito a farla interessare alla Psicodidattica.
Ho pensato che possano averla mandata per spiarmi, ma non riesco a credere che il Governo possa avere tanto timore di me. Ultimamente non ho più espresso opinioni politiche,  e con i miei psicofollowers ho parlato esclusivamente di questioni ludiche.
Forse il Governo vuole capire quanto io sia compatibile con una Donna? Non staranno per caso progettando di farmi andare a vivere in Città in una casa di Donne? Potrebbero volermi convertire in un Istruttore femminile?  Non mi pare plausibile: con tutti i candidati che ci sono non vedo perché pensare a me.

Mio figlio e io usciamo di rado. Facciamo qualche giro dell'unica spaziopista autorizzata, quella intorno all'edificio dove si trova il blocpartamento, spariamo qualche colpo con le armi laser (intorno all'edificio ci sono diversi rottami di automobili abbandonate) e poi ritorniamo dentro: la Donna non ci segue mai.
Senza i noogiuochi la nostra permanenza qui sarebbe molto più pesante,  e in ogni caso qui non corriamo nessuno dei pericoli che ci aspetterebbero in città.
Per quanto durerà questa situazione? La Donna non ne sa nulla, o almeno non ha risposto a nessuna delle mie domande dirette. Per la verità non mi ascolta quasi mai ed è rarissimo che mi risponda.
Devo provare a riprendere contatto con Egido: anche se non ha più incarichi governativi potrebbe avere qualche valida informazione. Dove sarà finito, lui?

sabato 11 aprile 2020

Filosofare (intuizione 57)

Che cosa sia il pensiero in generale, e quello filosofico in particolare, è una questione che è venuta articolandosi nel corso della storia del pensiero filosofico, e del pensiero in generale.
Dando per acquisito che il pensiero umano ha una struttura parzialmente logico-linguistica, possiamo dire che noi compiamo innumerevoli inferenze quotidiane, immediate o meno: si potrebbe dunque definire "filosofare" il tentativo di selezionare e indirizzare le proprie inferenze quotidiane.
Si noti: questa definizione lascia completamente sospesa la questione della verità, cui le inferenze filosofiche potrebbero essere pensate dover essere necessariamente indirizzate.

PS: una volta, alla mia domanda se il pensiero filosofico non dovesse essere SEMPRE inteso alla verità, Maurizio Ferraris mi rispose che no: diversamente la filosofia si chiamerebbe qualcosa come "alethologia".
Questa risposta giustifica, a mio avviso, tutto il mio amore per Maurizio, ma anche tutto il mio fastidio nei suoi confronti.

Philodemic, 2: tipi di filosofi.

Nell'emergenza epidemica i filosofi e le filosofe sono chiaramente in crisi, ma reagiscono in modo diverso.
Ci sono quell* che si lanciano sulle macrointerpretazioni dell'Evento, ovviamente in modo da confermare le loro precedenti letture della realtà: Agamben e Zizek esemplificano bene questa prima possibilità, ma anche Maurizio Ferraris.
Ci sono poi quell* che si occupavano di questioni particolari su cui si costruisce una carriera, nel mondo iperspecialistico dell'accademia contemporanea: se si occupavano di genere e sesso ora proveranno a dire qualcosa su genere e sesso durante l'epidemia, ecc.

Io, se fossi un filosofo, vorrei seguire una terza via: provare a pensare quello che (mi) sta succedendo senza dare per scontate teorie pre-pensate.
Sarebbe chiaramente una via più singolare e narrativa, che forse non porterebbe a nulla di interessante sul piano filosofico.
Ma in filosofia continuo a preferire nessuna verità che delle false verità.


giovedì 9 aprile 2020

Jürgen Habermas sul Corona virus e sul suo nuovo libro (in fieri)

Professor Habermas, come vive personalmente, come esperisce la crisi del corona-virus?

Posso solo dire cosa mi passa per la testa in questi giorni. Le nostre società complesse incontrano costantemente grandi insicurezze, ma queste si verificano localmente e non allo stesso tempo, e vengono elaborate dagli esperti responsabili, più o meno in modo inosservato, nell'uno o l'altro sottosistema della società. Al contrario, l'insicurezza esistenziale si sta ora diffondendo a livello globale e simultaneamente, nelle menti degli stessi individui collegati in rete.
Tutti sono consapevoli dei rischi perché per combattere la pandemia l'autoisolamento dell'individuo è la singola variabile più importante, considerando i sistemi sanitari sopraffatti. Inoltre, l'incertezza riguarda non solo la gestione dei pericoli epidemici, ma anche le conseguenze economiche e sociali del tutto imprevedibili. A questo proposito - per quanto si può sapere - a differenza che per il virus, al momento non esiste un esperto in grado di stimare con sicurezza queste conseguenze. Gli esperti di scienze economiche e sociali dovrebbero frastenersi dalle previsioni imprudenti. Si può dire che non ci sia mai stata così tanta conoscenza della nostra ignoranza e della coercizione ad agire e vivere in condizioni di incertezza.

Il suo nuovo libro "Ancora una storia della filosofia" è già alla sua terza edizione. Il suo argomento - il rapporto tra credenza e conoscenza nella tradizione occidentale - è tutt'altro che semplice. Si aspettava questo successo?

Non ci pensi quando scrivi un libro come questo. Hai solo paura di commettere errori - in ogni capitolo pensi alla possibile contraddizione da parte degli esperti, che conoscono meglio i dettagli.

Ho notato una mossa didattica: ripetizioni, flashback e riepiloghi distaccanti strutturano il tutto e danno respiro. Vogliono facilitare l'accesso al laico interessato.

Finora, i lettori dei miei libri sono stati per lo più colleghi accademici e studenti di varie materie, soprattutto docenti, alcuni dei quali insegnano etica e studi sociali. Ma questa volta, nei primi mesi da quando è stato recensito, ho incontrato un pubblico di lettori completamente diversi - ovviamente quelli che sono interessati all'argomento "Fede e sapere", ma anche persone che sono generalmente premurose e chiedono consigli, tra cui medici, manager, avvocati ecc. Sembrano fidarsi della filosofia per cercare un po 'di comprensione di sé. Questo mi soddisfa, perché una certa specializzazione eccessiva, che danneggia la visione del filosofo e il soggetto in quanto tale, era uno dei miei motivi per cercare questa compagnia.

Nel titolo del suo lavoro, che risale a Herder, la parola "ancora" mi irrita...

Lo "ancora" nel titolo attira l'attenzione del lettore sul fatto che questa è solo una, seppure nuova, interpretazione della storia della filosofia - tra le altre possibili interpretazioni. Questo gesto di modestia mette in guardia il lettore dall'incomprensione di prendere in mano una storia esauriente o addirittura definitiva della filosofia. Io stesso seguo la linea di interpretazione secondo cui questa storia può essere intesa come un processo di apprendimento dal punto di vista di una certa comprensione del pensiero post-metafisico. Nessun singolo autore può evitare una prospettiva particolare; e ovviamente questo riflette sempre qualcosa delle sue credenze teoriche. Ma questa è solo l'espressione di una coscienza fallibilistica e non intende in alcun modo relativizzare le affermazioni di verità delle mie affermazioni.

(...)


https://www.fr.de/kultur/gesellschaft/juergen-habermas-coronavirus-krise-covid19-interview-13642491.html?fbclid=IwAR2-ICcZteYNQiVQapjz6RWjMCd4Vy5uVe-of62SUSWq-UJKwBkcDYZ5sMw