Sperber e l'utopismo razionale, in Des idées qui viennent.
Pagine del 1999 piene di spunti interessanti, le ho lette per la prima volta soltanto una settimana fa, questo libro lo avevo trascurato in gran parte.
Ho chiesto a Sperber di tradurle per un seminario politico sulla comunicazione e lui mi ha informato della pubblicazione online dei suoi capitoli (il libro è scritto a quattro mani con Roger Pol-Droit: filosofo non ininteressante ma decisamente meno originale e rigoroso di Dan. Non sono però da trascurare le parti di discussione tra un capitolo e l'altro, dove spesso Sperber risponde in maniera illuminante a domande un po' banali).
L'interesse maggiore di queste pagine risiede (per me) nel misto tipicamente sperberiano di rigore, empirismo e radicalità. Non per nulla Dan è una specie di allievo di Chomsky, oltre che di Lévy-Strauss...
"De se révolter ? Mais puisque le sentiment de révolte ne débouche plus
sur l’action révolutionnaire, ne vaut-il pas mieux se cantonner à des
objectifs modestes qui se réalisent non pas par la révolte, mais par un
travail tranquille et patient ? Cette sagesse là ne me convainc pas.
...
J’insiste sur le réalisme de l’imagination et sur le bon escient de la
révolte, sans lesquels leur exercice tourne facilement à la catastrophe.
...
De ce point de vue, le défaut du socialisme de Marx et Engels était
d’être, non pas scientifique, mais scientiste, invoquant une science
pourtant balbutiante – qu’eux-mêmes contribuaient à améliorer – comme
source de certitude et d’autorité.
...
Il se produit sous nos yeux une transformation technologique, sociale et
politique que l’on peut décrire en disant qu’à l’âge industriel est en
train de succéder un « âge de l’information » (c’est d’ailleurs le
titre d’un important ouvrage du sociologue Manuel Castells où il analyse
et documente en profondeur cette transition[1]). Or je voudrais
soutenir que cette transformation redonne une certaine actualité à une
version évidemment transformée du communisme utopique."
PRIMO COMMENTO: bisognerebe poter valutare politicamente la parte perlocutoria dell'informazione scambiata in Rete.
[da continuare]
E’ tutta,
In ogni umano stato, ozio la vita,
Se quell’oprar, quel procurar che a degno
Obbietto non intende, o che all’intento
Giunger mai non potria, ben si conviene
Ozioso nomar. (Giacomo Leopardi)
giovedì 2 maggio 2013
martedì 30 aprile 2013
Intervista a Houellebecq, 2
Per esempio il teorema di Gödel una volta l'ho capito, ma penso che
non saprei più farne la dimostrazione.
Michel Houellebecq
lunedì 29 aprile 2013
Intervista a Houellebecq, 1
Deleuze è piuttosto un buon poeta, a tratti; Derrida è un poeta di
merda.
Michel Houellebecq
domenica 21 aprile 2013
Dare la colpa a Rodotà
Civati ha spiegato che Rodotà non era eleggibile: lo ha spiegato come se si trattasse di una legge fisica, stupidi coloro che pensano di potervisi opporre. "Rodotà non ha i voti, in quell’aula. Se il Pd non ha votato Prodi, è un
po’ difficile immaginare che voti Rodotà. Perché c’è una parte del Pd
che non guarda al M5S ma a destra."
I numeri dunque non c'erano perché una parte del PD non avrebbe MAI votato per Rodotà. E' una questione di fatto, non ci si poteva fare nulla così come non si può cambiare il corso del sole: una parte del PD guarda a destra, non a sinistra. E Rodotà è di sinistra (Napolitano e Prodi, evidentemente no).
Se prendiamo per buona questa spiegazione, rinunciamo a domandare PERCHÉ MAI sia legittimo che una parte del PD non fosse disposta a votare Rodotà, per altro non dissimile dalla parte che non è stata disposta a votare neanche Prodi (quindi destra/sinistra non spiega tutto, perché se bisognava intercettare i voti della parte del PD che guarda a destra, e se Prodi è di destra, li si sarebbe dovuti intercettare, mentre cioò non è successo).
Partendo dalle premesse di Civati, comunque, mi pare che l'unica cosa razionale da fare fosse questa: siccome Grillo aveva detto che avrebbe votato Prodi (risultato al penultimo posto nelle quirinarie del M5s) solo se Rodotà avesse rinunciato, BISOGNAVA CERCARE DI CONVINCERE RODOTÀ A RINUNCIARE PRIMA DEL QUARTO SCRUTINIO, e convergere su Prodi insieme al M5s.
Rodotà li avrebbe mandati affanculo, ma a quel punto avrebbero potuto dare tutta la colpa a lui. E' un'astuzia di cui non mi sarei privato, se avessi avuto la mala ventura di essere un geniale stratega di questo bel PD.
I numeri dunque non c'erano perché una parte del PD non avrebbe MAI votato per Rodotà. E' una questione di fatto, non ci si poteva fare nulla così come non si può cambiare il corso del sole: una parte del PD guarda a destra, non a sinistra. E Rodotà è di sinistra (Napolitano e Prodi, evidentemente no).
Se prendiamo per buona questa spiegazione, rinunciamo a domandare PERCHÉ MAI sia legittimo che una parte del PD non fosse disposta a votare Rodotà, per altro non dissimile dalla parte che non è stata disposta a votare neanche Prodi (quindi destra/sinistra non spiega tutto, perché se bisognava intercettare i voti della parte del PD che guarda a destra, e se Prodi è di destra, li si sarebbe dovuti intercettare, mentre cioò non è successo).
Partendo dalle premesse di Civati, comunque, mi pare che l'unica cosa razionale da fare fosse questa: siccome Grillo aveva detto che avrebbe votato Prodi (risultato al penultimo posto nelle quirinarie del M5s) solo se Rodotà avesse rinunciato, BISOGNAVA CERCARE DI CONVINCERE RODOTÀ A RINUNCIARE PRIMA DEL QUARTO SCRUTINIO, e convergere su Prodi insieme al M5s.
Rodotà li avrebbe mandati affanculo, ma a quel punto avrebbero potuto dare tutta la colpa a lui. E' un'astuzia di cui non mi sarei privato, se avessi avuto la mala ventura di essere un geniale stratega di questo bel PD.
venerdì 19 aprile 2013
Appunti130419 (Russell e la forma logica)
Anche Russell dovrebbe essere inserito nella "scuola del sospetto" (Ricoeur), insieme a Marx, Nietzsche e Freud: la scoperta della forma logica introduce infatti il sospetto che il linguaggio ci ci inganni.
venerdì 12 aprile 2013
Il bombarolo cucina benissimo
Ho cercato un bar ignoto vicino alla scuola: trovato, era deserto.
Il disco di De Gregori in sottofondo mi ha fatto intuire che il gestore non fosse un fascista. Leggendo il Manifesto durante il pranzo, sentivo un crescente cenno di commozione per avere scovato uno dei rari luoghi in cui l'idea comunista - come direbbe Badiou - sembrasse trovare ancora soggetti fedeli.
Alla fine del pranzo ho chiacchierato un po'. Il compagno cuoco è disperato e incazzato per una vita "sprecata", in lavoro sforzi ideali soldi, e si dice pronto a mettere le bombe perché le cose cambino. Quando i due anziani esodati si sono suicidati alcuni giorni or sono, la madre gli ha telefonato per raccomandargli di non compiere gesti inconsulti.
Ho provato a dirgli che con le bombe ci hanno già provato senza ottenere grandi risultati (non sono stato a sottilizzare sul fatto che le bombe italiane sono fasciste o mafiose).
Ho deciso che tornerò sempre a pranzare da costui per convincerlo a non cedere alla rabbia. Tra l'altro sua moglie cucina benissimo.
Il disco di De Gregori in sottofondo mi ha fatto intuire che il gestore non fosse un fascista. Leggendo il Manifesto durante il pranzo, sentivo un crescente cenno di commozione per avere scovato uno dei rari luoghi in cui l'idea comunista - come direbbe Badiou - sembrasse trovare ancora soggetti fedeli.
Alla fine del pranzo ho chiacchierato un po'. Il compagno cuoco è disperato e incazzato per una vita "sprecata", in lavoro sforzi ideali soldi, e si dice pronto a mettere le bombe perché le cose cambino. Quando i due anziani esodati si sono suicidati alcuni giorni or sono, la madre gli ha telefonato per raccomandargli di non compiere gesti inconsulti.
Ho provato a dirgli che con le bombe ci hanno già provato senza ottenere grandi risultati (non sono stato a sottilizzare sul fatto che le bombe italiane sono fasciste o mafiose).
Ho deciso che tornerò sempre a pranzare da costui per convincerlo a non cedere alla rabbia. Tra l'altro sua moglie cucina benissimo.
mercoledì 10 aprile 2013
Appunti 130410
I miei allievi sono più
computazionalisti di me. Oggi, in quarta, ... mi ha rivelato
che per comprendere la filosofia di Kant si è immaginata che le
strutture del soggetto trascendentale siano il codice di un
programma, mentre il fenomeno corrisponderebbe a ciò che il
programma permette di visualizzare sullo schermo.
Non avevo mai
pensato a un computer kantiano, anche se da anni avevo scovato il
kantismo di molti cognitivisti (conosco poco l'AI, molto meno della
psicologia cognitiva).
Ho trovato interessante questa idea (da perfezionare aggiungendo al computer degli organi di senso, una telecamera e dei microfoni).
Perciò da oggi tutta la classe lavorerà a casa per sviluppare l'esempio: “Kant9000: il soggetto trascendentale visto come computer”.
Vediamo se l'analogia permetterà loro di comprendere meglio Fichte.
Ho trovato interessante questa idea (da perfezionare aggiungendo al computer degli organi di senso, una telecamera e dei microfoni).
Perciò da oggi tutta la classe lavorerà a casa per sviluppare l'esempio: “Kant9000: il soggetto trascendentale visto come computer”.
Vediamo se l'analogia permetterà loro di comprendere meglio Fichte.
lunedì 8 aprile 2013
Appunti 130408
Leggendo Badiou, L'hypotèse communiste. L'Idea comunista è operativa quando una verità sia una "sequenza politica emancipativa".
Problema: lascia indefinito "emancipativo", che se inteso come "ciò che produce libertà" è un concetto troppo vago per essere universale. Non mi risulta che Badiou si sia cimentato con l'idea di libertà, verificare.
Problema: lascia indefinito "emancipativo", che se inteso come "ciò che produce libertà" è un concetto troppo vago per essere universale. Non mi risulta che Badiou si sia cimentato con l'idea di libertà, verificare.
sabato 6 aprile 2013
Agostino e la morte
- non si dice quella parola!
- certe volte si dice: tuo nonno Roberto è morto
- non c'è più?
- no, non c'è più, perché non si è curato
- ma può curarsi adesso
- no, adesso è troppo tardi
- adesso è notte dove sta lui?
- (ridendo) sì, è proprio notte, dove sta lui
- ma è lontano da qui?
- sì, in un altro mondo
- certe volte si dice: tuo nonno Roberto è morto
- non c'è più?
- no, non c'è più, perché non si è curato
- ma può curarsi adesso
- no, adesso è troppo tardi
- adesso è notte dove sta lui?
- (ridendo) sì, è proprio notte, dove sta lui
- ma è lontano da qui?
- sì, in un altro mondo
Sul romanzo, 1
Scrivere un romanzo sentimentale, in Italia, oggi, è una delle peggiori forme di vigliaccheria che mi vengano in mente.
giovedì 28 marzo 2013
Poemìa
Moltiplicami il tempo per mille
voglio leggere non un libro ma mille
diecimila, un milione di parole scritte
perfette, pensate e sublimi,
non voglio fermarmi per respirare
mai più, voglio leggere per
sempre.
Quando sarò morto, i libri me li leggerai tu.
sabato 23 marzo 2013
Ancora sulle ineffettuali categorie destra/sinistra
vedi perché non ci capiamo, caro amico intellettuale di sinistra? Tu dici che non capisci come io possa sostenere che l'opposizione destra/sinistra sia stata neutralizzata e inizi a farmi un elenco di cose di sinistra, come essere NoTav ecc. poi però voti per un partito alleato col partito più proTav che ci sia, che quindi secondo la tua definizione dovrebbe essere di destra anche se si dice di sinistra, mentre il M5s risulterebbe automaticamente di sinistra, e sostanzialmente mi dici che voti a destra perché vuoi spostare a sinistra il Partito di Destra...
Poi - contraddicendomi - io ti dico che il pareggio di bilancio in Costituzione è di destra e tu mi dici che anche Hollande lo ha difeso, come se questo bastasse a decidere che cosa è di destra e che cosa di sinistra. Come se per definire l'arte dicessimo che è ciò che fanno gli artisti (ammesso e non concesso che Hollande sia "di sinistra").
Ma allora non è meglio fare come dico io, coltivare una propria distinzione antropologica tra destra e sinistra con valore euristico, e parlare piuttosto delle azioni concrete lasciando perdere i discorsi ineffettuali su destra/sinistra?
Che poi non mi pare che nella prospettiva biopolitica ci sia molto spazio per questa consunta dicotomia, storicamente determinata e assolutamente non elevabile a categoria antropologica universale (Pericle era di sinistra? Platone di destra? Kant? Stalin? Gorbacev? L'omofobia di Che Guevara? Clinton? Craxi? Renzi?).
***
Aggiornamento 7 dicembre 2013 (il giorno prima della vittoria alle primarie di Matteo Renzi e della definitiva sconfitta della fallimentare "sinistra" PD bersaniana).
Dopo la morte di Costanzo Preve ho scoperto la sua vasta opera, di cui mi riprometto di leggere il più possibile.
Qui Preve spiega la sua posizione su destra/sinistra: http://www.kelebekler.com/occ/prevedxsx.htm
***
Aggiornamento 7 dicembre 2013 (il giorno prima della vittoria alle primarie di Matteo Renzi e della definitiva sconfitta della fallimentare "sinistra" PD bersaniana).
Dopo la morte di Costanzo Preve ho scoperto la sua vasta opera, di cui mi riprometto di leggere il più possibile.
Qui Preve spiega la sua posizione su destra/sinistra: http://www.kelebekler.com/occ/prevedxsx.htm
giovedì 21 marzo 2013
Un amico siciliano, storico della mafia, spiega le dichiarazioni di Borsellino su Grasso
Borsellino
va compreso: da anni lotta per l'affermazione di una verità che stenta a
farsi luce.Per ciò che attiene a Grasso, il suo merito è stato quello
di essere riuscito a "normalizzare" la Procura di Palermo, strappandola
agli "estremismi" precedenti
e restituendola alla gestione storica dell'obbedienza ai colletti
bianchi che comandano.Dopo aver mandato i suoi primi messaggi d'intesa a
Miccichè e Dell'Utri (che era stato il suo allenatore nella squadra di
calcio "Bacigaluppo"),ha ricevuto, poi,da questi personaggi e dai loro
accoliti, apprezzamenti ed encomi, per essere riuscito ad attuare una
epurazione della Procura (fu definito "un generale senza esercito") su
mandato politico. Si è sempre scontrato con molti uffici della sua
stessa Procura, che hanno costantemente denunziato il clima di
sofisticato attendismo del procuratore Grasso quando si è imbattuto
nelle inchieste su mafia e politica. Grasso, da una parte (in sede di
convegni, seminari, tavole rotonde, interviste, etc.), si mostrava un
continuatore della linea della lotta alla mafia; dall'altra parte
dimostrava di realizzare, in termini di apertura di inchieste,una
capacità d'incidenza sulla realtà criminale molto meno efficace di
quanto non annunziato a parole. L'eccesso di prudenza, l'eterno
temporeggiare, l'insabbiamento nel tentativo di esorcizzare la gestione
caselliana: sono questi gli elementi più significativi della sua azione,
quelli che hanno determinato gli apprezzamenti e gli encomi del centro
destra (poi ricambiati). Grasso ha costantemente evitato, per principio,
di portare a processo gli uomini politici e i colletti bianchi.A
dimostrazione di quanto detto, vanno ricordati: il caso Cuffaro e la
relativa derubricazione; il caso del pentito Antonio Giuffrè (doveva
essere un altro Buscetta!); il caso del "finto pentito" Pino Lipari; lo
scontro con Ingroia sul delitto Rostagno; i ripetuti scontri con
Ingroia, Natoli, Lo Forte e Scarpinato (in questo ultimo caso Grasso è
stato sostenuto da "Il Giornale", "Il Foglio", "Panorama", "Il Velino",
l'avv.to Fragalà di AN). Per conclkudere, Grasso è stato il più efficace
strumento della controriforma berlusconiana dell'ordinamento
giudiziario:la trasformazione della Procura in una monarchia
assoluta,sotto il comando di una casta di procuratori graditi al
governo, onde evitare che affari scottanti e personaggi intoccabili
finissero in mano a magistrati "mentalmente disturbati",
"antropologicamente diversi dal resto della razza umana". "Obbedire e
far carriera" s'è sostituito a "La legge è uguale per tutti"....
L'accostamento di Grasso a Dell'Utri non nasconde alcun intendimento malizioso, ma vuol significare come, a volte, l'allievo non riesca a trarre profitto dagli insegnamenti del maestro: per qualsiasi buon allenatore, infatti, vale il principio per cui squadra che vince non si cambia; e Grasso, invece, la sua, da lui stesso definita "straordinaria", l'ha smantellata poco alla volta. Dopo aver dichiarato, infatti: "...Da Caselli ho ereditato una squadra straordinaria, e non solo sul fronte dell'antimafia..." ("la Repubblica", 6 febbraio 2000), i suoi primi pensieri e le sue prime azioni sono stati indirizzati verso la emarginazione di tutti i pm più vicini a Caselli e, prima ancora, a Falcone e Borsellino. Uno dei primi ad accorgersi, con soddisfazione, della trasformazione della Procura, fu Lino Jannuzzi, che scriverà: "...Grasso ha avocato ogni decisione sulle inchieste, soprattutto quelle riguardanti mafia e politica, in cui sono impegnati Ingroia, Principato e Scarpinato..." ("il Velino", 26 gennaio 2000). E Scarpinato scriverà:"...Tutti quei magistrati che nella Procura di Caselli avevano condotto le inchieste più delicate su mafia e politica...vengono progressivamente estromessi dalle indagini. ..Un suicidio della memoria storica dell'Antimafia... (R.Scarpinato, "La storia. Italia mafiosa e Italia civile", in "MicroMega,4/2004). Al termine della epurazione, in Procura ritorna Pignatone, il fedelissimo di Giammanco (su quest'ultimo, v. nei diari di Falcone), coi gradi di Procuratore aggiunto: egli sarà il braccio destro di Grasso, il suo uomo di fiducia, il depositario di tutti i misteri. Su Pignatone si potrebbe scrivere all'infinito.Durante la sua attività, Grasso riesce ad attrarre su di sè gli elogi e del centrodestra e del c.d. centrosinistra. Eppure, nel corso di convegni e nellle interviste, egli si scaglia contro la politica giudiziaria e antimafia del governo (contro la riforma dei pentiti del governo Amato; contro le riforme del governo Berlusconi), usando toni aspri, parole pesanti. Altri magistrati, per molto meno, sono stati oggetto di interrogazioni parlamentari, insultati ("toghe rosse",sono stati chiamati, per es.), attaccati, proposti per il trasferimento, sottoposti a procedimento disciplinare; Grasso ha, invece, un'amplissima libertà di parola, perchè la magistratura, quando è attaccata, lo è non tanto per ciò che dice, ma per quello che fa. E' l'inizio di quella che sarà l'antimafia parolaia, l'antimafia di facciata, l'antimafia degli annunci. Per concludere, mi pare utile si ponga mente alll'ultima dichiarazione spontanea resa al processo di Palermo, il 29 novembre 2004, da Dell'Utri:..."Il procuratore Grasso, quando era giovane, giocava a calcio nella mia squadra, la Baigalupo, ed era famoso perchè a fine partita usciva sempre pulito dal campo: anche quando c'etra il fango, lui riusciva sempre a non schizzarsi...".
L'accostamento di Grasso a Dell'Utri non nasconde alcun intendimento malizioso, ma vuol significare come, a volte, l'allievo non riesca a trarre profitto dagli insegnamenti del maestro: per qualsiasi buon allenatore, infatti, vale il principio per cui squadra che vince non si cambia; e Grasso, invece, la sua, da lui stesso definita "straordinaria", l'ha smantellata poco alla volta. Dopo aver dichiarato, infatti: "...Da Caselli ho ereditato una squadra straordinaria, e non solo sul fronte dell'antimafia..." ("la Repubblica", 6 febbraio 2000), i suoi primi pensieri e le sue prime azioni sono stati indirizzati verso la emarginazione di tutti i pm più vicini a Caselli e, prima ancora, a Falcone e Borsellino. Uno dei primi ad accorgersi, con soddisfazione, della trasformazione della Procura, fu Lino Jannuzzi, che scriverà: "...Grasso ha avocato ogni decisione sulle inchieste, soprattutto quelle riguardanti mafia e politica, in cui sono impegnati Ingroia, Principato e Scarpinato..." ("il Velino", 26 gennaio 2000). E Scarpinato scriverà:"...Tutti quei magistrati che nella Procura di Caselli avevano condotto le inchieste più delicate su mafia e politica...vengono progressivamente estromessi dalle indagini. ..Un suicidio della memoria storica dell'Antimafia... (R.Scarpinato, "La storia. Italia mafiosa e Italia civile", in "MicroMega,4/2004). Al termine della epurazione, in Procura ritorna Pignatone, il fedelissimo di Giammanco (su quest'ultimo, v. nei diari di Falcone), coi gradi di Procuratore aggiunto: egli sarà il braccio destro di Grasso, il suo uomo di fiducia, il depositario di tutti i misteri. Su Pignatone si potrebbe scrivere all'infinito.Durante la sua attività, Grasso riesce ad attrarre su di sè gli elogi e del centrodestra e del c.d. centrosinistra. Eppure, nel corso di convegni e nellle interviste, egli si scaglia contro la politica giudiziaria e antimafia del governo (contro la riforma dei pentiti del governo Amato; contro le riforme del governo Berlusconi), usando toni aspri, parole pesanti. Altri magistrati, per molto meno, sono stati oggetto di interrogazioni parlamentari, insultati ("toghe rosse",sono stati chiamati, per es.), attaccati, proposti per il trasferimento, sottoposti a procedimento disciplinare; Grasso ha, invece, un'amplissima libertà di parola, perchè la magistratura, quando è attaccata, lo è non tanto per ciò che dice, ma per quello che fa. E' l'inizio di quella che sarà l'antimafia parolaia, l'antimafia di facciata, l'antimafia degli annunci. Per concludere, mi pare utile si ponga mente alll'ultima dichiarazione spontanea resa al processo di Palermo, il 29 novembre 2004, da Dell'Utri:..."Il procuratore Grasso, quando era giovane, giocava a calcio nella mia squadra, la Baigalupo, ed era famoso perchè a fine partita usciva sempre pulito dal campo: anche quando c'etra il fango, lui riusciva sempre a non schizzarsi...".
sabato 9 marzo 2013
Fiaba africana, allegoria italiana
Il grillo e il rospo
Se vuoi essere davvero amico di qualcuno, impara ad accettarne i difetti oltre che le qualità.
Il Grillo e il Rospo sembravano buoni amici. Erano sempre insieme. Però non avevano mai cenato l'uno a casa dell'altro. Un giorno il Rospo disse al Grillo: “Caro amico, domani vieni a cena a casa mia. Io e mia moglie prepareremo un pasto speciale. Lo mangeremo insieme."
Il giorno dopo il Grillo arrivò a casa del Rospo. Prima di sedersi a tavola, il Rospo si lavò le zampe e chiese al Grillo di fare lo stesso. Il Grillo si lavò le zampe ed emise un suono acuto.
"Amico Grillo, non puoi smettere di fare quel rumore? Non riesco a mangiare" disse il Rospo.
Il Grillo cercò di mangiare senza sfregare le zampe, ma gli era impossibile. Ogni volta che emetteva un suono, il Rospo si lamentava e gli chiedeva di star zitto. Il Grillo si arrabbiò talmente tanto, che non riuscì a mangiare. Alla fine disse al Rospo: “Ti invito a cena a casa mia domani".
Il giorno dopo il Rospo arrivò alla casa del Grillo. Appena la cena fu pronta, il Grillo si lavò le zampe e chiese al Rospo di fare lo stesso. Il Rospo lo fece e poi saltò fino al cibo.
“Faresti meglio a lavarti di nuovo”, disse il Grillo. “Tutto quel saltare ti ha sporcato le zampe.”.
Il Rospo tornò saltellando al secchio con l'acqua, si lavò di nuovo, saltellò verso il tavolo e stava per prendere un pezzo di cibo da uno dei piatti quando il Grillo lo fermò e gli disse: “Per favore, non mettere le zampe sporche nel cibo. Vai a lavartele di nuovo”.
Il Rospo era furioso. “Tu non vuoi che mangi con te!” urlò. “Sai benissimo che uso le zampe per muovermi. Non posso farci niente se si sporcano un po' tra il secchio e la tavola.”.
Il Grillo rispose: “Sei tu quello che ha cominciato, ieri. Sai che non posso sfregare le mie zampe senza emettere un suono."
Da quel giorno non furono più amici.
http://www.expatclic.com/index.php?option=com_content&view=article&id=2160:fiabe-dalla-nigeria&catid=39:i-nostri-articoli-pratici
Il Grillo e il Rospo sembravano buoni amici. Erano sempre insieme. Però non avevano mai cenato l'uno a casa dell'altro. Un giorno il Rospo disse al Grillo: “Caro amico, domani vieni a cena a casa mia. Io e mia moglie prepareremo un pasto speciale. Lo mangeremo insieme."
Il giorno dopo il Grillo arrivò a casa del Rospo. Prima di sedersi a tavola, il Rospo si lavò le zampe e chiese al Grillo di fare lo stesso. Il Grillo si lavò le zampe ed emise un suono acuto.
"Amico Grillo, non puoi smettere di fare quel rumore? Non riesco a mangiare" disse il Rospo.
Il Grillo cercò di mangiare senza sfregare le zampe, ma gli era impossibile. Ogni volta che emetteva un suono, il Rospo si lamentava e gli chiedeva di star zitto. Il Grillo si arrabbiò talmente tanto, che non riuscì a mangiare. Alla fine disse al Rospo: “Ti invito a cena a casa mia domani".
Il giorno dopo il Rospo arrivò alla casa del Grillo. Appena la cena fu pronta, il Grillo si lavò le zampe e chiese al Rospo di fare lo stesso. Il Rospo lo fece e poi saltò fino al cibo.
“Faresti meglio a lavarti di nuovo”, disse il Grillo. “Tutto quel saltare ti ha sporcato le zampe.”.
Il Rospo tornò saltellando al secchio con l'acqua, si lavò di nuovo, saltellò verso il tavolo e stava per prendere un pezzo di cibo da uno dei piatti quando il Grillo lo fermò e gli disse: “Per favore, non mettere le zampe sporche nel cibo. Vai a lavartele di nuovo”.
Il Rospo era furioso. “Tu non vuoi che mangi con te!” urlò. “Sai benissimo che uso le zampe per muovermi. Non posso farci niente se si sporcano un po' tra il secchio e la tavola.”.
Il Grillo rispose: “Sei tu quello che ha cominciato, ieri. Sai che non posso sfregare le mie zampe senza emettere un suono."
Da quel giorno non furono più amici.
http://www.expatclic.com/index.php?option=com_content&view=article&id=2160:fiabe-dalla-nigeria&catid=39:i-nostri-articoli-pratici
lunedì 4 marzo 2013
Italiani, ancora uno sforzo per essere rivoluzionari!
SINISTRA
Sconfitta elettoralmente, la sinistra non vuol comprendere le ragioni della sconfitta, e ne rovescia la responsabilità sul nulla, con evanescenti esercizi retorici e un ossessivo richiamo al fascismo. Di questa sconfitta invece, solo la sinistra è responsabile: 1) perché non è riuscita a comprendere la trasformazione sociale che in Italia si era data; e ha continuato a considerare le corporazioni come tramite di rappresentanza; 2) perché non ha controllato, anzi, neppure immaginato, il nuovo assetto produttivo dei rapporti comunicativi; di conseguenza ha intrattenuto un rapporto di uso con i media, partecipando cinicamente e irresponsabilmente alla loro banalizzazione reazionaria; 3) di conseguenza la sinistra ha perduto ogni capacità di rappresentanza dei settori produttivi (materiali e immateriali) della società. oggi in Italia vi sono due società parassitarie: l'una è la mafia, l'altra è la sinistra, con il suo corredo di sindacati e di cooperative... Ma forse dire questo è troppo: la sinistra infatti non ha neppure la dignità criminale della mafia, essa è solamente un morto che cammina... Come abbiamo visto, davanti alla vittoria reazionaria, la sua eroica risposta consiste nell'urlare al fascismo. In realtà la sinistra è come un pugile suonato, cammina sonnambulo. Con tutta probabilità, l'unica cosa da fare è sgambettare questo zombie.
(Toni Negri, "La "Rivoluzione" italiana e la "devoluzione" della sinistra", Futur Antérieur, estate 1994, ora in L'inverno è finito, Castelvecchi, 1996)
COSTITUZIONE
Deve la nostra generazione costruire una nuova Costituzione? Se pensiamo alle ragioni con le quali i vecchi costituenti motivavano l'urgenza di mettersi al lavoro di rinnovamento, non possiamo che riconoscerne presenti oggi l'intera panoplia. Mai la corruzione della vita politica e amministrativa è giunta a tal punto, mai la crisi di rappresentanza è stata tanto forte, mai la disillusione democratica tanto radicale. Quando si dice "crisi del politico", si dice in realtà che lo Stato democratico non funziona più, che anzi si corrompe irreversibilmente in tutti i suoi princìpi e organi: la divisione dei poteri e i princìpi di garanzia, i singoli poteri unoa uno e le regole di rappresentanza, la dinamica unitaria dei poteri e le funzioni di legalità, di efficacia e di legittimità amministrativa. Se c'è una "fine della Storia" da salutare, essa consiste certamente nella fine della dialettica costituzionale cui il liberalismo e lo Stato della maturità capitalistica ci avevano legato
(Toni Negri, Repubblica costituente, Riffa-Raff, 1993, ora in L'inverno è finito, Castelvecchi, 1996)
Sconfitta elettoralmente, la sinistra non vuol comprendere le ragioni della sconfitta, e ne rovescia la responsabilità sul nulla, con evanescenti esercizi retorici e un ossessivo richiamo al fascismo. Di questa sconfitta invece, solo la sinistra è responsabile: 1) perché non è riuscita a comprendere la trasformazione sociale che in Italia si era data; e ha continuato a considerare le corporazioni come tramite di rappresentanza; 2) perché non ha controllato, anzi, neppure immaginato, il nuovo assetto produttivo dei rapporti comunicativi; di conseguenza ha intrattenuto un rapporto di uso con i media, partecipando cinicamente e irresponsabilmente alla loro banalizzazione reazionaria; 3) di conseguenza la sinistra ha perduto ogni capacità di rappresentanza dei settori produttivi (materiali e immateriali) della società. oggi in Italia vi sono due società parassitarie: l'una è la mafia, l'altra è la sinistra, con il suo corredo di sindacati e di cooperative... Ma forse dire questo è troppo: la sinistra infatti non ha neppure la dignità criminale della mafia, essa è solamente un morto che cammina... Come abbiamo visto, davanti alla vittoria reazionaria, la sua eroica risposta consiste nell'urlare al fascismo. In realtà la sinistra è come un pugile suonato, cammina sonnambulo. Con tutta probabilità, l'unica cosa da fare è sgambettare questo zombie.
(Toni Negri, "La "Rivoluzione" italiana e la "devoluzione" della sinistra", Futur Antérieur, estate 1994, ora in L'inverno è finito, Castelvecchi, 1996)
COSTITUZIONE
Deve la nostra generazione costruire una nuova Costituzione? Se pensiamo alle ragioni con le quali i vecchi costituenti motivavano l'urgenza di mettersi al lavoro di rinnovamento, non possiamo che riconoscerne presenti oggi l'intera panoplia. Mai la corruzione della vita politica e amministrativa è giunta a tal punto, mai la crisi di rappresentanza è stata tanto forte, mai la disillusione democratica tanto radicale. Quando si dice "crisi del politico", si dice in realtà che lo Stato democratico non funziona più, che anzi si corrompe irreversibilmente in tutti i suoi princìpi e organi: la divisione dei poteri e i princìpi di garanzia, i singoli poteri unoa uno e le regole di rappresentanza, la dinamica unitaria dei poteri e le funzioni di legalità, di efficacia e di legittimità amministrativa. Se c'è una "fine della Storia" da salutare, essa consiste certamente nella fine della dialettica costituzionale cui il liberalismo e lo Stato della maturità capitalistica ci avevano legato
(Toni Negri, Repubblica costituente, Riffa-Raff, 1993, ora in L'inverno è finito, Castelvecchi, 1996)
sabato 2 marzo 2013
CE N'EST QU'UN DEBUT (pensieri entusiasti del post-tsunami)
basta con l'intellettuale organico e anche con
quello inorganico, con il suo sex appeal sudaticcio e appiccicoso: è
giunto il momento dell'INTELLETTUALE SENZ'ORGANI
venerdì 18 gennaio 2013
Scrittura spam sempre più di mio gusto
"caro, hai fatto un
corso di scrittura in queste feste? Ti trovo infatti molto più
leggibile, leggero e ficcante in questi rapidi appunti di diario 2013 on
line. Prosegui così simpatico, non tornare sulla vecchia via della noia
d'Epoca nostra.
Già c'è chi per-siste per te e perciò mal e-siste ben sistimato in sel-la/ ma di-sistimato con la testa a di-partito / alla fine però sol per-isce dannato / con una prece parlamentare e un fregherò per te.
Saluti, Eldorado."
PS: alcuni appigli testuali mi fanno pensare che si tratti di un mio amico burlone
Già c'è chi per-siste per te e perciò mal e-siste ben sistimato in sel-la/ ma di-sistimato con la testa a di-partito / alla fine però sol per-isce dannato / con una prece parlamentare e un fregherò per te.
Saluti, Eldorado."
PS: alcuni appigli testuali mi fanno pensare che si tratti di un mio amico burlone
mercoledì 12 dicembre 2012
Adieu Maestro Shankar
Quando Ravi Shankar (Varanasi, 7 aprile 1920 – San Diego County, 11 dicembre 2012) salì sul palco del concerto per il Bangladesh tenutosi al Madison Square Garden di New York il 1º agosto 1971, iniziò ad accordare il suo sitar. Finita l'accordatura, il beneducato pubblico applaudì.
Lui, con leggiadra spiritosaggine indiana disse qualcosa come: "sono contento che abbiate apprezzato l'accordatura del mio strumento, spero che vi piacerà anche il concerto" :-D
(L'aneddoto è talvolta citato, credo da Steven Pinker, per argomentare che il relativismo culturalista aveva all'epoca permeato le menti americane fino a far credere che la musica indiana potesse somigliare a qualcosa come un'esotica successione di suoni priva di logica musicale.
In realtà la musica indiana "contiene degli arricchimenti, che possono comportare anche 22 note nell'ottava, senza tuttavia privarsi delle 12 della nostra scala cromatica", A. Frova, Armonia celeste e dodecafonia, p.228, n.19).
Lui, con leggiadra spiritosaggine indiana disse qualcosa come: "sono contento che abbiate apprezzato l'accordatura del mio strumento, spero che vi piacerà anche il concerto" :-D
(L'aneddoto è talvolta citato, credo da Steven Pinker, per argomentare che il relativismo culturalista aveva all'epoca permeato le menti americane fino a far credere che la musica indiana potesse somigliare a qualcosa come un'esotica successione di suoni priva di logica musicale.
In realtà la musica indiana "contiene degli arricchimenti, che possono comportare anche 22 note nell'ottava, senza tuttavia privarsi delle 12 della nostra scala cromatica", A. Frova, Armonia celeste e dodecafonia, p.228, n.19).
martedì 4 dicembre 2012
Passate le primarie ecco a voi... Piddini che minacciano via mail
La premessa è che avevo fatto notare (come altri) a quest* militante del PD che se da una parte fanno sembiante di difendere la scuola pubblica, dall'altra parte il loro partito favorisce in tutti i modi possibili la scuola privata (a cominciare da Luigi Berlinguer, che ne sdoganò il finanziamento anticostituzionale).
Non ho insultato questa persona (su Facebook non insulto mai nessuno, a meno che qualcuno non mi insulti per primo e mi faccia perdere le staffe, e questo non era il caso) ma ho soltanto argomentato con una certa durezza e un evidente sarcasmo. Nulla però, a mio avviso, di tale da giustificare una reazione simile.
Evidentemente avevo sottovalutato la grandissima coda di paglia di chi mette la sua faccia accanto al simbolo PD, magari anche in buona fede.
Questa la mail che ho ricevuto da questa persona, contestualmente al ban comminatomi su FB:
"senti ci hai davvero rotto le scatole che vuoi dimostrare fascistazzo subdolo? che chi non la pensa come te è un cretino? Mi spiace non essere più nel pd giusto solo per contraddire una persona intollerante, presuntuosa e fastidiosa come te. Adesso io ti blocco, non perchè la pensi diversamente da me, ma solo perchè ho capito che lo stai facendo apposta, senza nessun intento costruttivo ma solo per dar fastidio e a me la gente nata non per migliorare il mondo e i rapporti umani ma solo intenzionata a sputare sentenze sugli altri, a dare del "voi e noi", a dar fastidio solo per il gusto di dar fastidio, non mi cala giù. e siccome i contatti si chiamano "amici", non ti banno per censura, ma solo perchè, ai sensi della legge del rispetto e della privacy, sei ostinato, maleducato, cafone, irrispettoso, fastidioso, insiestente e scusami se concludo con questo: falso. Detto ciò, se solo vedo che mi nomini da qualche parte ti segnalo e ti ricordo che la diffamazione (non la critica), bensì la diffamazione, cioè quella che stai praticando da qualche ora,
Non ho insultato questa persona (su Facebook non insulto mai nessuno, a meno che qualcuno non mi insulti per primo e mi faccia perdere le staffe, e questo non era il caso) ma ho soltanto argomentato con una certa durezza e un evidente sarcasmo. Nulla però, a mio avviso, di tale da giustificare una reazione simile.
Evidentemente avevo sottovalutato la grandissima coda di paglia di chi mette la sua faccia accanto al simbolo PD, magari anche in buona fede.
Questa la mail che ho ricevuto da questa persona, contestualmente al ban comminatomi su FB:
"senti ci hai davvero rotto le scatole che vuoi dimostrare fascistazzo subdolo? che chi non la pensa come te è un cretino? Mi spiace non essere più nel pd giusto solo per contraddire una persona intollerante, presuntuosa e fastidiosa come te. Adesso io ti blocco, non perchè la pensi diversamente da me, ma solo perchè ho capito che lo stai facendo apposta, senza nessun intento costruttivo ma solo per dar fastidio e a me la gente nata non per migliorare il mondo e i rapporti umani ma solo intenzionata a sputare sentenze sugli altri, a dare del "voi e noi", a dar fastidio solo per il gusto di dar fastidio, non mi cala giù. e siccome i contatti si chiamano "amici", non ti banno per censura, ma solo perchè, ai sensi della legge del rispetto e della privacy, sei ostinato, maleducato, cafone, irrispettoso, fastidioso, insiestente e scusami se concludo con questo: falso. Detto ciò, se solo vedo che mi nomini da qualche parte ti segnalo e ti ricordo che la diffamazione (non la critica), bensì la diffamazione, cioè quella che stai praticando da qualche ora,
[AFFERMAZIONE DEL TUTTO FALSA VISTO CHE IO STAVO PARLANDO DELLE POLITICHE DEL PD]
è reato. cercalo nel vocabolario e acculturati. Impara tu la
rete rispettando gli altri. E ricordati: chi non accetta le posizioni
degli altri, che siano nel pd, nel pdl, nell udc, nel m5s, poco conta,
chi non le accetta, si chiama solo in un modo: fascista.
[SAREBBE INTERESSANTE CAPIRE COME SI ISTITUISCE LA DIFFERENZA TRA CRITICARE E "NON ACCETTARE" DATO CHE IO STAVO SEMPLICEMENTE CIRTICANDO LA DOPPIEZZA DEL PD IN FATTO DI SCUOLE PRIVATE, DOPPIEZZA CONFERMATA ALCUNI GIORNI FA CON LA MANCATA PROTESTA DA PARTE DEL PD PER LA PROPOSTA DI CANCELLAZIONE DELL'IMU PER LE PRIVATE]
e va contro il 3
articolo della costituzione italiana:
[NIENTEPOPODIMENOCHÈ. PECCATO CHE NELLA COSTITUZIONE SI PARLI DI UGUAGLIANZA DAVANTI ALLA LEGGE E NON NELLE OPINIONI DEI CITTADINI... COSA NON SI FA PER PROVARE A INTIMIDIRE]
nessuno deve essere discriminato o
offeso per le proprie poszioni politiche. e già adesso dunque non lo
hai rispettato. è un altro reato.
[ADDIRITTURA UN REATO! SOSTANZIALMENTE SE UNO CRITICA PUBBLICAMENTE LE POLITICHE DEL PD È UN REO, QUESTO S'È CAPITO BENE]
questo per dire: sei più confuso che
altro, sei più ignorante che altro.
[QUESTA ACCUSA DI IGNORANZA È ABBASTANZA RICORRENTE E SEMPRE BELLA, TROVO: SI TRATTA SOSTANZIALMENTE DI UNA DELLE FORZE POLITICHE PIÙ OSCURANTISTE D'EUROPA I CUI GALLETTI CHE PENSANO DI OFFENDERE DANDO DELL'IGNORANTE A QUALCUNO CHE NON LO È...]
e solo: calmati, rilassati. e pensa
meno di essere un grand'uomo, sei solo una persona che crede di fare il
figo ma offende soltanto e con falsità.
[EVIDENTEMENTE "FARE IL FIGO" È UNA COSA CHE POSSONO FARE IN POCHI, E SOLO SE SINCERI DEMOCRATICI]
***
Aggiunta 15 dicembre 2013
Rileggendo queste righe mi domando se questa persona, ora che sta nella Direzione Nazionale del PD e ha soddisfatto la sua smodata ambizione, diventerà ancora più stupida e aggressiva di quanto già non sembrasse essere un anno fa.
***
Aggiunta 15 dicembre 2013
Rileggendo queste righe mi domando se questa persona, ora che sta nella Direzione Nazionale del PD e ha soddisfatto la sua smodata ambizione, diventerà ancora più stupida e aggressiva di quanto già non sembrasse essere un anno fa.
giovedì 29 novembre 2012
10 ipotetiche ragioni per votare Renzi (da verificare)
1) sul TAV ha una posizione più ragionevole, Bersani è un pasdaran del TAV incaprettato al gruppo dirigente piemontese
2) è assurdo dire che Renzi sia di destra e Bersani di sinistra: le politiche del PD sono comunque di destra, le maschere non contano più niente. Renzi rappresenta il vettore risultante, l'essenza, di tutti i vettori sparsi che compongono il campo di forze del PD
3) Renzi potrebbe governare senza sottomettersi a Casini, Bersani no
4) c'è bisogno di un radicale cambiamento all'interno del PD. Di qualsiasi tipo, ma cambiamento
5) non è vero che non conta nulla che sia giovane: il cervello di un giovane funziona meglio di quello di un anziano e probabilmente per governare occorre usare il cervello.
NB: questo non è un argomento "nazista" e nemmeno "di destra". Semplicemente sarebbe ora di finirla di ignorare totalmente i dati della ricerca in neuroscienza cognitiva
[http://elders.uaa.alaska.edu/powerpoints/bp-conf05/lucchino_cognition.pdf
http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=the-aging-brain-is-it-les
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK3885/]
6) è leggermente più simpatico di Bersani
7) è più comunicativo di Bersani
8) potrebbe essere più intelligente di Bersani
9) disputarsi con lui per una vera democratizzazione della politica italiana sarebbe probabilmente più facile che lottare contro il vecchio establishment del PD (per esempio, non mi stupirebbe che fosse più aperto verso la democrazia liquida)
10) se il PD non reggesse alla vittoria di Renzi e implodesse, la transizione verso la (ri)nascita della sinistra italiana sarebbe accelerata
2) è assurdo dire che Renzi sia di destra e Bersani di sinistra: le politiche del PD sono comunque di destra, le maschere non contano più niente. Renzi rappresenta il vettore risultante, l'essenza, di tutti i vettori sparsi che compongono il campo di forze del PD
3) Renzi potrebbe governare senza sottomettersi a Casini, Bersani no
4) c'è bisogno di un radicale cambiamento all'interno del PD. Di qualsiasi tipo, ma cambiamento
5) non è vero che non conta nulla che sia giovane: il cervello di un giovane funziona meglio di quello di un anziano e probabilmente per governare occorre usare il cervello.
NB: questo non è un argomento "nazista" e nemmeno "di destra". Semplicemente sarebbe ora di finirla di ignorare totalmente i dati della ricerca in neuroscienza cognitiva
[http://elders.uaa.alaska.edu/powerpoints/bp-conf05/lucchino_cognition.pdf
http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=the-aging-brain-is-it-les
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK3885/]
6) è leggermente più simpatico di Bersani
7) è più comunicativo di Bersani
8) potrebbe essere più intelligente di Bersani
9) disputarsi con lui per una vera democratizzazione della politica italiana sarebbe probabilmente più facile che lottare contro il vecchio establishment del PD (per esempio, non mi stupirebbe che fosse più aperto verso la democrazia liquida)
10) se il PD non reggesse alla vittoria di Renzi e implodesse, la transizione verso la (ri)nascita della sinistra italiana sarebbe accelerata
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